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Scuola, in classe senza sicurezza. Edifici vetusti a rischio crollo

Certificazioni di sicurezza, adeguamento antisismico, manutenzioni straordinarie: inizia un nuovo anno scolastico, ma i problemi sono quelli di sempre. Da settembre scorso, sei i crolli in Siclia. Il report di Cittadinanzattiva evidenzia ritardi e carenze nella gestione degli enti locali

Era il 31 ottobre 2002 quando la scuola “Francesco Iovine” di San Giuliano di Puglia crollò lasciando sotto le macerie 27 bambini e la loro insegnante. Una lezione che sembra dimenticata perché sono ancora troppi gli istituti privi delle necessarie certificazioni di sicurezza, collocati in edifici a rischio sismico o realizzati troppi decenni fa. Di un quarto di questi non si conosce addirittura l’anno di costruzione. Il quadro lo fornisce Cittadinanzattiva con il suo report dal quale emerge che in Sicilia ben 3.146 su 3.669 edifici sono in zona sismica due (la più pericolosa è la uno), 18 (lo 0,4 per cento) hanno subito interventi di adeguamento antisismico, 11 (0,3 per cento) di miglioramento sismico e 251 (il 6,8 per cento) sono progettati secondo criteri antisismici. Un problema dal momento in cui “il territorio nazionale è interamente sismico, ma le scosse più forti si concentrano in alcune aree, tra le quali la Sicilia orientale”, scrive Cittadinanzattiva. Il resto del territorio nazionale non è messo meglio. La percentuale media degli edifici migliorati e adeguati sismicamente è del due per cento.

Fonte: Cittadinanzattiva

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La carenza di manutenzione straordinaria

Rischio sismico ma anche manutenzione che non c’è. Sulle cause di questi enormi ritardi nell’adeguamento delle strutture, la denuncia di Cittadinanzattiva è chiarissima e riguarda “la vetustà degli edifici, la cui età media si aggira sui 53 anni; la quasi totale assenza di finanziamenti da parte dello Stato per 20 anni dopo il passaggio del patrimonio edilizio ai Comuni, alle Province e, poi anche alle Città Metropolitane; la carenza da parte degli enti locali di manutenzione straordinaria e ordinaria, dovuta in molti casi alla mancanza di fondi o ai limiti imposti dal Patto di stabilità (quando c’erano) ma, più in generale, una ridotta percezione, fino a dieci anni fa, del grave stato in cui versavano gli edifici scolastici e la scarsa considerazione riservata da gran parte (non da tutti) dei rappresentanti dello Stato, delle Regioni e degli Enti Locali all’edilizia scolastica”.

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Sei crolli nell’ultimo anno in Sicilia

Come ogni anno Cittadinanzattiva passa in rassegna gli episodi di crolli, distacchi di intonaco ma anche di finestre, muri di recinzione ed alberi caduti in prossimità delle scuole.
Tra settembre 2021 e agosto 2022 sono stati 45, di cui sei in Sicilia. L’8 ottobre 2021 a Terrasini (Palermo) cadono calcinacci a scuola, staccati dal solaio al piano terra del plesso che ospita la scuola media dell’istituto comprensivo “Papa Giovanni XXIII”. Colpiscono due alunni di 11 anni, entrambi restano feriti. Il 10 novembre 2021, a Catania crolla il tetto del liceo scientifico “Boggio Lera”: nessun ferito, ma tanta paura per il cedimento che avviene lungo il corridoio, quando fortunatamente in quel momento nessuno transitava, lasciando una voragine nella copertura. Il 13 novembre 2021 scende la pioggia e crollano i soffitti in due scuole, tra Catania e Palermo, fortunatamente senza che vi sia stata alcuna tragedia. Il 23 marzo 2022 a Trapani crolla il soffitto dell’aula magna all’Istituto Nautico, che per fortuna al al momento del cedimento è vuoto. Il 25 giugno 2022 a Campofranco (Caltanissetta) crolla il tetto della scuola dell’infanzia “Pirandello” – per fortuna chiusa in quel momento – a causa di infiltrazioni d’acqua.

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La scialuppa di salvataggio del Pnrr

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) si concentrerà anche sulla ristrutturazione, messa in sicurezza e riqualificazione energetica degli edifici scolastici, puntando a ridurre le emissioni e migliorare le classi energetiche degli edifici, aumentare la sicurezza sismica, digitalizzare gli ambienti di apprendimento. Complessivamente le risorse ammontano a 3,2 miliardi di euro, in gran parte già autorizzate, con il 40 per cento destinato alle regioni del Mezzogiorno e il 30 per cento è destinato alle Province, alle Città metropolitane e agli enti di decentramento regionale per le scuole del secondo ciclo di istruzione. Sono le Regioni a individuare gli interventi, nell’ambito della programmazione triennale nazionale vigente in materia di edilizia scolastica. Il totale è dato dai fondi già previsti per gli interventi negli edifici (2,2 milioni di euro, stanziati stanziati tra il 2020 e il 2021 per circa 1.500 edifici con interventi di manutenzione straordinaria, messa in sicurezza ed efficientamento energetico) confluiti nel Pnrr, sommati alle nuove risorse (406 milioni di euro). Per mettere in sicurezza gli edifici, le risorse specifiche ammontano a 500 milioni di euro.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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