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Scuola, le nuove regole “complicano la vita”. E sulle FFP2 i presidi si ribellano

Dopo la travagliata apertura di metà gennaio, la situazione in classe resta complessa. Per il sindacato Dirigenti scuola le norme "mettono in difficoltà" gli insegnanti, mentre con l'acquisto delle mascherine nelle farmacie si configura "l'ipotesi di danno erariale"

Nelle scuole siciliane “regna la confusione”. Colpa dei continui cambi di protocollo, “due in meno di un mese”, e del comportamento dei genitori “che non comunicano le vaccinazioni dei figli, forse per timore dei contagi”. La dottoressa Maria Trovato, presidente regionale di Dirigenti Scuola, sindacato dei dirigenti scolastici, racconta a FocuSicilia l’effetto delle nuove regole anti-contagio sulla situazione già complessa degli istituti nell’Isola. L’ultimo decreto ha nuovamente modificato i protocolli per affrontare i casi di Covid-19 in classe. “Alcune norme sono utili, come la sospensione delle misure fino a quattro casi di positività nella scuola primaria. Gli interventi differenziati per vaccinati e non vaccinati, invece, ci complicano la vita”. Per i presidi c’è una difficoltà in più, legata all’acquisto delle mascherine FFP2, rese obbligatorie per chi resta in classe dopo i casi di contagio. “Il Governo Draghi ha stanziato 45 milioni, ma ci consente di comprarle soltanto nelle farmacie convenzionate, che praticano prezzi molto più alti rispetto ad altri fornitori della Pubblica amministrazione”, osserva Trovato. Vicenda che è stata oggetto di una denuncia nazionale.

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La questione delle mascherine

Nel dettaglio, con il decreto Sostegni Ter, l’esecutivo ha stanziato 45,22 milioni di euro per permettere alle scuole di procurarsi i dispositivi di protezione, ma solo presso “rivenditori autorizzati”, ovvero le farmacie che hanno aderito al protocollo d’intesa stipulato dal commissario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo. Qui, secondo Dirigenti scuola, cadrebbe il proverbiale asino. “Gli istituti devono acquistare le mascherine al prezzo massimo di 0,75 euro al singolo pezzo laddove, sul Mercato elettronico della pubblica amministrazione, le scuole possono acquistare mascherine della stessa tipologia e qualità a prezzi di gran lunga inferiori”, si legge nel documento preparato dal sindacato e girato ai presidi di tutta Italia. Un paradosso che per i dirigenti configura “un possibile danno per l’erario”, basandosi su una scelta “arbitraria e slegata da comparazione di prezzi e conseguente criterio di convenienza economica”. Anche i presidi siciliani hanno aderito alla protesta. “Quei soldi li spendiamo noi, ma appartengono al contribuente, e devono essere usati nel modo giusto. È un fatto di giustizia e di etica”, dice la presidente Trovato.

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Il dettaglio dei protocolli

Per quanto riguardo le regole, il decreto legge 5/2022 stabilisce che fino a quattro casi di positività, nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, non scatti alcuna restrizione. Gli studenti della primaria dovranno utilizzare la mascherina FFP2 per dieci giorni, misura non richiesta per i minori di sei anni. “Questa scelta è positiva, visto che il decreto di gennaio prevedeva protocolli specifici già a partire da due positivi”, osserva la presidente dei Dirigenti Scuola. Le cose cambiano dal quarto caso in poi, con interventi differenziati sulla base della copertura vaccinale. Per la scuola secondaria di primo e secondo grado, nessuna misura con un caso di positività, mentre dal secondo scattano le procedure differenziate. Per il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi le nuove regole spingono verso “una nuova normalità”, dando al contempo un segnale forte “sulla vaccinazione, elemento vero di sicurezza”. Meno entusiasti presidi e insegnanti. “Queste norme ci mettono in difficoltà, perché il governo ci ha autorizzato a verificare la vaccinazione tramite green pass, ma non a detenere gli elenchi dei vaccinati”. Il risultato è che “se i ragazzi non si presentano a lezione, noi non possiamo verificarne il motivo”, spiega Trovato.

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Le regole per vaccinati e non

Secondi gli ultimi dati forniti dal Ministero, attualmente fa lezione in presenza oltre l’81 per cento di studenti. Il restante 19 per cento si divide tra quarantene precauzionali (per gli alunni non vaccinati, che non abbiano completato il ciclo vaccinale primario, che lo abbiano completato da più di 120 giorni o che siano guariti da più di 120 giorni) e autosorveglianza (per gli alunni che abbiano completato il ciclo vaccinale primario da meno di 120 giorni, siano guariti da meno di 120 giorni, siano guariti dopo aver completato il ciclo vaccinale primario o abbiano effettuato la dose di richiamo). “Molti genitori, in ogni caso, quando scatta la soglia di positivi scelgono di non mandare i figli a scuola”, dice la dottoressa Trovato. Una scelta che potrebbe essere dovuta “alla scarsità delle vaccinazioni, soprattutto nella scuola dell’infanzia o primaria”, ma anche alla preoccupazione “che l’ambiente scolastico non sia davvero sicuro”. Gli istituti, come detto, non hanno la possibilità di verificare la situazione. “Per farlo occorrerebbe una legge ad hoc, e poi un passaggio al Garante della privacy”, spiega la dirigente scolastica.

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La retroattività della norma

Più che gli elenchi dei vaccinati, tuttavia, i presidi chiedono chiarezza e stabilità nelle regole. “In Sicilia la scuola è iniziata a metà gennaio, a inizio febbraio è già cambiato tutto”, osserva Trovato. A complicare ulteriormente la situazione, il fatto che il decreto 5/2022 ha effetto retroattivo. Ciò significa che le nuove regole sulla quarantena – ridotta a soli cinque giorni – si applicano anche a chi era isolato sotto il precedente decreto. Una sovrapposizione normativa che per la presidente “sta esasperando il personale già provato da questa situazione”, che a sua volta deve fare i conti “con i rischi del contagio e di andare in quarantena”. Il problema degli organici, infatti, è tutt’ora sul tavolo. Oltre ai docenti contagiati dal coronavirus – meno del dieci per cento secondo i dati ministeriali – ci sono quelli che per scelta personale hanno deciso di rinunciare al vaccino e possono andare incontro a sospensione. “La scuola è un organismo complesso che deve fare i conti con tutti questi fattori”, conclude la dirigente. “Cambiando le regole ogni due settimane, è chiaro che la situazione si complica”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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