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Scuola, si parte ma è “rischio caos”. Dubbi su green pass e carenza di organici

Molte scuole potrebbero non essere in grado di garantire i controlli sulla certificazione verde. Non sono previste supplenze per gli insegnanti senza vaccino o tampone. I locali erano e sono inadeguati. Intervista alla segretaria regionale della Gilda degli insegnanti, Lo Re

Il ritorno sui banchi “non sarà indolore”. Problemi di organico, cattiva gestione delle risorse, difficoltà a controllare i green pass, spazi inadeguati. A poche ore dall’inizio della scuola rimangono tante le preoccupazioni per un buon avvio e proseguimento dell’anno scolastico. Loredana Lo Re, segretaria regionale del sindacato Gilda degli insegnanti non le nasconde. I soldi ci sarebbero dato che il ministero dell’Istruzione, anticipa la sindacalista a FocuSicilia, ha appena stanziato 29 milioni di euro per l’isola. “Ma non è prevista l’assunzione di nuovi docenti, magari per gestire meglio le classi sovraffollate. Verranno invece assunti insegnanti con contratti di qualche mese, solo per il recupero dei crediti formativi”. Un’occasione sprecata, secondo Lo Re. “Il Covid avrebbe potuto essere il pretesto per ristrutturare la scuola italiana. Purtroppo non è stato così”. La preoccupazione riguarda anche i controlli della certificazione verde. Molte scuole potrebbero non essere in grado di garantirli, specialmente a inizio anno. “Così rischiamo il caos”.

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I dubbi sulla certificazione verde

Da un paio di giorni è attiva la piattaforma nazionale per la verifica dei possessori di green pass negli istituti. “Uno strumento agile per potere controllare, in tempo reale, ogni giorno, lo stato dei dipendenti scolastici”, si legge sul sito del ministero dell’Istruzione. L’opinione di Lo Re è diversa. “Credo che comporterà molte difficoltà quando inizieranno le lezioni”. Il problema, spiega la segretaria di Gilda, riguarda soprattutto i genitori degli alunni più piccoli, che accompagnano i bambini fin dentro scuola soprattutto nei primi giorni. “Immagini la scena: decine di genitori delle elementari e delle medie in fila all’ingresso in attesa del controllo”, spiega la sindacalista. Non solo. Le verifiche riguarderanno gli stessi insegnanti e il personale. A controllare il documento dovrebbero essere gli assistenti Ata. “Ci saranno unità che saranno addette esclusivamente ai controlli, tutto il giorno. Considerando che anche in questo caso gli organici non sono stati ampliati, le scuole avranno seri problemi”.

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I numeri delle vaccinazioni in Sicilia

Quanto alle vaccinazioni, i dati del ministero dell’Istruzione pongono la Sicilia circa a metà classifica. Secondo l’ultimo report, aggiornato al dieci settembre, ha completato il ciclo vaccinale l’82 per cento del personale scolastico siciliano. Oltre 110 mila persone, tra docenti e Ata. Il dato è più basso di circa sei punti rispetto alla media nazionale, con l’88 per cento del personale scolastico vaccinato, oltre un milione e 300 mila unità. “Questo ritardo non riguarda soltanto il mondo della scuola, ma la società siciliana in generale”, precisa la segretaria della Gilda degli insegnanti. A livello nazionale il primato spetta alla Toscana, dove il ministero sta verificando il completamento del ciclo vaccinale sul 100 per cento del personale. Chiude la classifica la Campania, con meno del 70 per cento di vaccinazioni nella scuola.

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Superare il green pass

Vaccini a parte, l’auspicio di Lo Re è che il green pass venga superato il prima possibile. “Il problema è che lo Stato non si assume la responsabilità dell’obbligo vaccinale. A oggi non esiste, quindi chi non è vaccinato ha tutto il diritto di non esserlo”. Sul piano organizzativo, spiega la sindacalista, bisognerà ricorrere al tampone. “I colleghi che per mille ragioni non hanno potuto vaccinarsi vi dovranno sottoporsi ogni 48 ore”. Per chi non voglia farlo, prosegue Lo Re, scatterebbe la sanzione da 400 euro o più. “A norma di legge non potrebbe essere fatta dal datore di lavoro, cioè dal dirigente scolastico”, precisa la sindacalista. La segnalazione andrebbe inoltrata al ministero, “ma dubito fortemente che queste multe verranno emanate”. Le stesse regole sui controlli valgono anche per il personale Ata o per le persone in visita nell’istituto. Tamponi per tutti, insomma. “L’alternativa è costringere una famiglia a non accompagnare il figlio”.

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Ancora troppe classi sovraffollate

Ci sono poi i problemi storici della scuola, a cominciare da quello delle classi pollaio, ovvero con più di 25 studenti. Lo Re, che nella vita è insegnante, ricorda un caso personale. “L’anno scorso ho avuto una classe di 26 studenti. Con me e il collega di sostegno per una ragazzina disabile eravamo addirittura 28”. Numeri che si scontrano con le regole di distanziamento imposte dalla pandemia, vista anche la situazione dell’edilizia scolastica. “Per fortuna siamo stati la maggior parte del tempo in didattica a distanza. Quando siamo tornati in classe, i ragazzi facevano ricreazione sul posto. Per areare le stanze ci hanno detto di aprire le finestre. Cosa che in Sicilia facciamo volentieri, ma a Bolzano?”. Il ritardo riguarda tutti i livelli, sottolinea Lo Re. “Ci sono lacune sul piano nazionale, regionale e locale. Parliamo sempre di inclusione, ma quando lasciamo un ragazzino disabile per venti giorni senza assistenza all’autonomia di cosa stiamo parlando?”.

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Banchi a rotelle in cantina

La questione, nei giorni scorsi, è stata posta anche da altri sindacati, che hanno chiesto l’intervento del governo regionale. Per lo Re la mancanza è a tutti i livelli. “La priorità avrebbe dovuto essere la copertura degli organici, anche per sopperire a eventuali buchi di colleghi non vaccinati”. Anche l’ultimo decreto da 29 milioni, come detto, va in una direzione diversa. “Non è vero che i soldi non sono stati messi”, ribadisce la segretaria della Gilda degli insegnanti. “L’esempio classico è quello dei banchi a rotelle”. Lo Re cita la scuola in cui insegna. “I banchi ci sono stati consegnati a marzo 2021, dopo cinque mesi di lezione. Li abbiamo presi e messi in cantina, perché nell’attesa ci eravamo attrezzarti con i monoposto”. Molto più utili in caso di emergenza, tra le altre cose. “Il nostro è un territorio sismico, la prima cosa che ci insegnano è che durante la scossa dobbiamo andare sotto i banchi. Ma i banchi devono essere stabili, non spostarsi qua e là”, dice la sindacalista.

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Trasporti non pervenuti

Un’altra difficoltà riguarda i trasporti. “A quanto mi risulta, non è stato fatto assolutamente nulla per migliorare la situazione”. Il problema, secondo la segretaria della Gilda, è che il Covid non andrebbe più trattato come un’emergenza, almeno dal punto di vista logistico. “La pandemia è iniziata a marzo 2020. Siamo a settembre 2021. Tutti sapevano che la scuola sarebbe ricominciata. Non vengano a dirci che si tratta di una sorpresa”. Il tema dei trasporti riguarda soprattutto i ragazzi pendolari, che devono spostarsi di molti chilometri per andare a scuola. “È vero, il problema non fu risolto nemmeno dal ministro Azzolina, che però venne travolta come tutti noi dalla pandemia all’inizio dello scorso anno. Il nuovo ministro dell’Istruzione Bianchi non mi sembra abbia questa attenuante”, conclude Lo Re.

Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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