Sei triste? Ora ti PAGANO per NON andare a lavoro | Lo chiamano il CONGEDO degli infelici, fai subito richiesta

Lavoratrice stressata - Pexels - focussicilia.it
Un’opportunità unica che in molti non riescono ancora a concepire e comprendere, ma è realtà.
Si parla sempre più spesso, fortunatamente, di quanto sia importante lavorare in un ambiente sano e il più possibile sereno.
Non si tratta di un “capriccio” o di una presunta poca attitudine al lavoro pesante (sia dal punto di vista fisico che mentale), ma della tendenza a chiedere maggiori diritti.
Conciliare benessere e lavoro è infatti possibile ed esistono alcuni esempi virtuosi che, facendo un confronto con il resto del mondo, ci lasciano a bocca aperta.
Il futuro può essere caratterizzato anche da queste iniziative.
Che cos’è
Si può restare a casa dal lavoro se non si è stabilmente in pace con sé stessi o se ci sono aspetti della vita che, momentaneamente, non danno serenità? La maggior parte di noi risponderebbe negativamente a questa domanda, o avrebbe comunque molta difficoltà a proporre una misura esistente che risponda effettivamente a questo bisogno.
Eppure un esempio concreto e già in vigore esiste, anche se si tratta di un’iniziativa che viene messa in pratica in un Pase parecchio lontano dal nostro. Il cosiddetto “Congedo per infelicità” nasce in Cina e permette, appunto, di restare a casa dal lavoro fino a 10 giorni per motivi personali, completamente retribuiti.
Chi lo può richiedere
Non si tratta di un provvedimento pensato dal governo cinese – che non sempre si dimostra all’avanguardia per quanto riguarda i diritti dei lavoratori, anche se qualcosa sta lentamente cambiando – ma di un’iniziativa nata nel privato. Questo particolare tipo di congedo è stato proposto dalla catena di supermercati Pang Dong Lai, fondata dal magnate Yu Donglai nella provincia dell’Henan.
L’azienda ha deciso di mettere a disposizione dei propri dipendenti la possibilità di usufruire fino a 10 giorni all’anno di assenza dal lavoro retribuita. Il motivo? Basta sentirsi tristi o comunque non soddisfatti della propria vita. In questo ampio spettro di possibilità rientrano senz’altro motivi come lo stress o il semplice bisogno di avere una pausa. La cosa interessante è che non è richiesto l’obbligo di presentare delle giustificazioni o dei certificati, ma soprattutto l’azienda non può negare questa possibilità.