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Sempre meno, più grandi, ma vecchie: identikit delle aziende agricole in Sicilia

In Siciila sono sparite quasi quattro aziende su dieci rispetto al 2010, prevalgono le imprese a conduzione familiare, l'informatizzazione è bassa così come scarsa è la propensione a innovare. I dati Istat nel settimo censimento nazionale dell'agricoltura

La Sicilia ha perso il 35 per cento delle aziende agricole nel giro di dieci anni: erano quasi 220 mila nel 2010, sono scese a poco più di 142 mila secondo le rilevazioni del settimo Censimento generale dell’agricoltura condotto dall’Istat tra gennaio e luglio 2021. Si tratta di un processo di contrazione del numero di imprese che ha riguardato in generale tutta l’Italia, dove a ottobre 2020 risultavano attive 1.133.023 aziende agricole, il 30,1 per cento in meno rispetto al 2010. Una morìa di aziende ben più grave negli ultimi 40 anni: dal terzo censimento generale dell’agricoltura del 1982, ad oggi, in Italia sono di fatto sparite due aziende agricole su tre.

Diminuisce di poco la superficie agricola utilizzata

Quest’ultimo censimento permette però una lettura più profonda di quel che sta accadendo. Nell’ultimo decennio, infatti, la superficie agricola utilizzata (Sau), ha subito una flessione ben più contenuta rispetto alla decrescita del numero di aziende. In Sicilia la Sau è diminuita solamente del 3,3 per cento, su una media nazionale del 2,5 per cento. Quindi, la prima considerazione che emerge alla luce dei nuovi dati è che le aziende agricole si sono contratte numericamente, ma quelle rimaste operative hanno sviluppato la propria attività su una superficie più ampia. Ovvero, si sono ingrandite in termini di dimensione.

Fonte: Istat, 7° Censimento generale dell’agricoltura

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Imprese familiari e pochi giovani alla guida

La forma giuridica prevalente nell’imprenditoria agricola resta quella dell’impresa a conduzione individuale o familiare, che vede in Sicilia quasi 137 mila aziende. Seguono società di persone e di capitali, che nonostante siano state maggiormente scelte nell’ultimo decennio, restano minoritarie: 3.300 le prime e 1.242 le seconde, seguite da 844 cooperative. Resta alta l’età media dei titolari d’azienda agricola: il 35 per cento ha tra i 60 e i 74 anni, il 28 per cento tra i 45 e i 59 anni, il 13 per cento tra i 30 e i 44 e solo il 2 per cento ha meno di 29 anni. Meno di 49 mila aziende, sulle 142 mila siciliane, hanno un patron di genere femminile e in questi casi l’età prevalente va dai 60 ai 74 anni (17.200 imprese. Meno di 900 le giovani donne, con meno di 29 anni, alla guida di aziende agricole siciliane.

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Le coltivazioni caratterizzanti: agrumi, ulivi e prati

La maggior parte delle aziende in Sicilia (sono 69 mila) conta una superficie inferiore ai tre ettari, mentre altre 40 mila dispongono di una superficie utilizzabile tra i 4 e i 10 ettari. Sono poi 1.560 le aziende che possono contare una superficie che supera i 100 ettari. Le coltivazioni legnose agrarie sono al primo posto per tipologia di utilizzo del terreno, con 115.453 aziende. In questo comparto, la Sicilia è seconda solo alla Puglia e l’ulivo è la coltivazione più diffusa insieme alla vite. Seguono seminativi con 91.300 aziende, prati permanenti e pascoli con 43.000 aziende (per questo tipo di coltivazione la Sicilia è la regione con il maggior numero di aziende, quasi 9.100 orti familiari e 719 imprese che fanno arboricoltura da legno. In Sicilia, infine, gli agrumi mostrano una netta concentrazione: la superficie dedicata rappresenta il 55 per cento del totale nazionale (circa 61 mila su 112 mila ettari totali).

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Aziende agricole a bassa informatizzazione

Nell’ultimo decennio, la digitalizzazione ha abbracciato tutte le regioni italiane il numero di aziende agricole digitalizzate, mediamente, è quasi triplicato. Tuttavia, il tasso di informatizzazione resta basso. Sono 10.702 le aziende siciliane che usano computer o altre attrezzature informatiche o digitali, il 7,5 per cento del totale. Un dato in linea con la media del Mezzogiorno (7,7 per cento) ma ben distante dalla media nazionale più che doppia, al 15,8 per cento. Quasi tutte le aziende informatizzate siciliane (10.463) ha meno di 10 dipendenti. Per Istat, la digitalizzazione delle aziende agricole è strettamente legata al profilo del capo azienda, al genere (l’informatizzazione è più diffusa con i capi-azienda uomini) e migliora se al vertice si trovano giovani e specializzati in materie agrarie. Il 5,7 per cento delle aziende agricole siciliane, infine, è classificata come “innovatrice” (la media nazionale supera l’11 per cento), per aver fatto investimenti innovativi nell’agricoltura di precisione, ricerca e sviluppo, acquisizione di macchinari, attrezzature, hardware e software tecnologicamente avanzati o altre tecnologie.

Il grado di iinnovazione delle aziende agricole (fonte: Istat, 7° censimento generale dell’agricoltura)
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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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