Sicilia distrutta dal ciclone, la conta dei danni è spaventosa | il ministro certifica il disastro
La Sicilia Ionica devastata da mareggiate: il governo stanzia mezzo miliardo per la ricostruzione. Scopri l’entità dei danni e le reazioni politiche.
La costa ionica siciliana si risveglia dopo la furia delle mareggiate con uno scenario di distruzione diffusa. Le prime stime parlano di almeno mezzo miliardo di euro necessari per gli interventi economici, una cifra che evidenzia la gravità della situazione. La conta dei danni è solo all’inizio, ma l’impatto su abitazioni, imprese e infrastrutture è già evidente.
Il governo ha subito mostrato la sua vicinanza. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha contattato i sindaci di Catania, Enrico Trantino, e Acireale, Roberto Barbagallo, tra i comuni più flagellati. L’impegno dell’esecutivo a sostegno delle comunità e delle attività colpite è stato assicurato, come comunicato dal Ministero in una nota. Anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha espresso solidarietà in apertura di seduta.
Il senatore Salvo Pogliese ha sottolineato l’importanza di passare dalle parole ai fatti. “Non è il momento delle polemiche ma quello di pensare alla ricostruzione,” ha affermato, chiedendo che il governo stanzi i fondi necessari. Ha espresso fiducia nel ruolo attivo del ministro Musumeci e ha ringraziato i soccorritori, la protezione civile, i vigili del fuoco, i sindaci e i Comuni per essere stati in prima linea in questa emergenza. La solidarietà e il sostegno concreto sono ora le priorità assolute per affrontare la ricostruzione e ripristinare collegamenti vitali come la ferrovia Catania-Messina.
La furia del ciclone Harry e i territori feriti
Ciclone Harry: la devastazione lascia i territori feriti e segnati.
Il ciclone Harry ha sferzato il Meridione, e in particolare la Sicilia, lasciando dietro di sé una scia di devastazione senza precedenti. Le parole del deputato del Pd Anthony Barbagallo dipingono un quadro drammatico: “Da stanotte non esiste più la marineria di Aci Castello, narrata da Giovanni Verga, ne ‘I Malavoglia’.” Non solo Aci Castello, ma anche il porto Rossi a Catania, quello di Riposto, Ortigia, i borghi Acesi, il lungomare di Mascali, Giardini Naxos, Taormina, Sant’Alessio, Furci e Santa Teresa sono stati colpiti duramente.
La distruzione ha raggiunto anche luoghi simbolo della cultura e del turismo. Marzamemi, il borgo reso celebre dalla pellicola “Sud” di Salvatores, è stato evacuato e sommerso. Anche i luoghi di Montalbano hanno subito danni. La Sicilia si trova letteralmente “spezzata in due” a causa dell’interruzione e devastazione della linea ferroviaria Messina-Catania-Siracusa e dello sprofondamento di strade statali.
Barbagallo ha richiesto un’informativa urgente al governo e al ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, evidenziando la fragilità del territorio e la carenza di finanziamenti per le infrastrutture. È fondamentale ottenere “risorse certe, immediate e procedure semplici e veloci” per garantire la credibilità delle istituzioni e consentire una ripresa efficace.
Una regione vulnerabile: sfide e prospettive future
Sfide e prospettive future per una regione vulnerabile.
Gli eventi delle ultime ore in Sicilia ci ricordano in modo crudo la vulnerabilità umana di fronte alle forze della natura. Giovanni Lo Schiavo, segretario provinciale CISAL Catania, riflette su questa lezione: “La forza della natura trova l’uomo impreparato,” affermando come, nonostante i progressi tecnologici e scientifici, “restiamo vulnerabili davanti a cataclismi che non possiamo controllare.” Tali emergenze ci costringono a confrontarci con i nostri limiti e a riflettere sulla prevenzione e sulla resilienza del territorio.
Il disastro non ha risparmiato nessun angolo della provincia di Catania, come sottolineato da Raia: “Il ciclone Harry ha lasciato dietro di sé un grave disastro in tutta la provincia di Catania, colpendo in modo particolare i comuni che si affacciano sulla Riviera Ionica.” La domanda ora è quanto tempo impiegheranno i governi, nazionale e regionale, a fornire un supporto concreto e adeguato ai cittadini e alle imprese che devono affrontare spese enormi per ripartire.
In questo momento difficile, la solidarietà e la vicinanza a chi ha subito danni sono essenziali. Un doveroso ringraziamento va a tutti coloro che si sono prodigati senza sosta per soccorrere, aiutare e sostenere le persone in difficoltà. La strada verso la piena ripresa sarà lunga e complessa, ma la determinazione a ricostruire e a rafforzare la resilienza del territorio siciliano rimane un obiettivo primario.

