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Sicilia, il nuovo Piano energetico prevede di triplicare le rinnovabili

Il documento che stabilisce lo sviluppo energetico dell'Isola (Pears) "sarà pronto a fine estate", afferma il dirigente del dipartimento Energia Antonio Martini. Per il 2030 si punta su eolico e fotovoltaico

Nel dibattito sull’Energia, che secondo i dettami del “Green deal” europeo sarà entro il 2030 caratterizzata dal “consumo zero”, si inserisce uno strumento fondamentale: il Piano energetico e ambientale regionale (Pears). Si tratta, come ha spiegato questa mattina il dirigente regionale al ramo Antonio Martini nel corso del primo incontro delle giornate dedicate al tema “le Energie della Sicilia” all’interno di Catania 2030 green expo del Mediterraneo, di “un documento da aggiornare ma fondamentale per poter pianificare il territorio”. Uno strumento che permetterà di poter usare le ingenti risorse previste dall’Unione europea per la cosiddetta “transizione energetica”, e in parte contenute anche nel Pnrr. Il documento, a oggi una bozza quasi definitiva “che contiamo di approvare entro l’estate”, spiega Martini, è stato illustrato secondo quelle che sono le priorità di una “Sicilia autonoma energeticamente”. E che porterà anche forti vantaggi in termini di occupazione, con la creazione secondo le previsioni di almeno 109 mila Unità di lavoro annuale temporanee, e 4.700 permanenti.

Dimezzare le fonti non rinnovabili

Un documento formulato sulle linee guida europee, ovvero entro il 2030 la riduzione di almeno il 40 per cento dei cosiddetti ghg, meglio noti come gas serra. Previsto inoltre un aumento fino al 37 per cento dell’uso delle rinnovabili e del 30 per cento dell’efficienze energetica. “Questo significa che entro il 2030 dovremo triplicare la produzione di energia da rinnovabili e dimezzare quella da fonti non rinnovabili”, spiega Martini. Il piano, elaborato con un gruppo di lavoro composto dagli atenei siciliani e dal Politecnico di Torino, dai centri di ricerca Cnr, Enea, Gse e Ingv, oltre che dalle aziende Eni, Enel e Terna, prevede un passaggio delle rinnovabili da circa cinque a oltre 13 TeraWatt ora, e far scendere la produzione non rinnovabile dai circa 13 TWh attuali a meno di sei. Portando nel contempo un aumento della produzione “dagli attuali 18,1 a 19 Twh”.

Fotovoltaico, difficile trovare aree adatte

Andando nel dettaglio del tipo di rinnovabili, il Pears distingue le due maggiori: eolico e solare, che secondo quanto riferito da Martini “sono rispettivamente da raddoppiare e da triplicare”. Ma, se per l’eolico “è relativamente semplice farlo, per il solare c’è il grosso problema delle aree”. Eppure zone dove poter installare i pannelli e le altre strutture necessarie alla produzione di energia a partire dal sole “sono state individuati i cosiddetti brownfield, ovvero ex cave, ex discariche e altri siti industriali dismessi post bonifica, in linea con le norme nazionali”. La superficie sarebbe già sufficiente allo scopo ma “tra il dire il fare non c’è solo il mare ma una serie di problemi che dovremo affrontare”. Infine, per quanto riguarda l’efficientamento energetico, principali obiettivi sono per Martini il miglioramento delle emissioni “di trasporti e impianti industriali, che incidono primariamente rispetto ad altri temi importanti rispetto all’efficienza degli edifici ad esempio”.

Nesoi, una consulenza per le amministrazioni

Martini, come fatto dall’assessore regionale all’Ambiente Daniela Baglieri, ha però sottolineato l’esigenza delle competenze per la progettazione. Un aspetto che può essere agevolato per le amministrazioni locali, in particolare le isole minori, con Nesoi. Finanziato dall’Unione europea con il programma Horizon, è descritto dal vicedirettore della società di consulenza Sinloc che lo gestisce, Andrea Martinez, come “una soluzione sistemica che integra più soluzioni per arrivare alla decarbonizzazione”. Negli scorsi mesi dalla Sicilia sono arrivate 17 richieste sulle 117 nazionali. Tre di queste, una a Messina insieme a Salina sullo sviluppo di una comunità energetica e la riduzione dei consumi energetici nel porto, uno a Catania sulla mobilità in collaborazione con l’azienda trasporti metropolitana e una a Lipari per realizzare un impianto fotovoltaico verranno realizzati con un investimento complessivo da 420 milioni di euro. “Noi siamo andati a valutare il progetto e affiancando le amministrazioni abbiamo fatto l’analisi dell’investimento, cercando di portarlo al finanziamento”, conclude Martinez.

Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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