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Sicilia, lo spettacolo deve ancora ripartire. Ugl: “Si favorisce lo streaming”

Cinema e teatri sono tra le attività per le quali è ancora richiesto il green pass rafforzato. E la mascherina potrebbe non andar via nemmeno dopo il primo maggio. "Regole che pesano sugli incassi, mai tornati ai tempi pre-Covid", denuncia il segretario dei Creativi Filippo Virzì

Un film già visto. Fatto di sale semivuote, obbligo di mascherina e divieto di consumare cibo e bevande. Mentre il resto del Paese torna a respirare, all’indomani della fine dello stato di emergenza teatri e cinema restano fermi. “Più del 60 per cento degli spettatori non è tornato in sala. Gli incassi si sono ridotti di oltre la metà, e molte sale sono state costrette a chiudere”, dice a FocuSicilia Filippo Virzì, segretario di Ugl Creativi Sicilia, la federazione che riunisce i lavoratori dell’arte e dello spettacolo. Per il sindacalista, il prolungamento delle misure Covid per tutto il mese di aprile “è un accanimento che rischia di favorire sempre più le piattaforme on demand”, mentre i finanziamenti dello Stato “sono stati granelli di sabbia dispersi nel deserto”. Un discorso che vale tanto per i sostegni in fase d’emergenza che per gli emolumenti ordinari. Secondo un report di Svimez, anche i finanziamenti del Fondo unico dello spettacolo sono fortemente sbilanciati. Al Sud Italia vanno 1,43 euro per abitante, contro i 2,64 del Nord e i 3,26 del Centro. “L’ennesima dimostrazione che l’attenzione verso il settore è insufficiente”, chiosa Virzì.

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I numeri del settore nell’Isola

Secondo Svimez, che elabora dati di Unioncamere e Fondazione Symbola, nel 2021 il settore della creatività ha occupato 62 mila persone in Sicilia, creando un valore aggiunto di poco inferiore ai tre miliardi di euro, il 3,5 per cento del totale nazionale. A fare meglio, nel Mezzogiorno, soltanto la Campania, con 3,8 miliardi di valore aggiunto, il 4,5 per cento del totale italiano. Tornando all’Isola, le attività del comparto sono 14.890, il 5,4 per cento del totale nazionale e il 20,7 per cento delle imprese dell’Isola. La definizione di impresa creativa è però piuttosto ampia, e comprende attività che vanno “dal design al cinema, dal teatro alle tecnologie applicate ai beni culturali, dall’architettura, alla moda, ai videogiochi”. Per quanto riguarda i cinema, quelli siciliani censiti dall’Anec, la maggiore organizzazione di settore, sono oltre 150. Più complesso quantificare i teatri. “Tra lirici, stabili e compagnie indipendenti sono diverse centinaia. Molti di loro, dopo due anni di aperture e chiusure continue, sono strati costretti a chiudere i battenti”, denuncia Virzì.

Il valore economico della creatività nelle regionali meridionali. Fonte: Unioncamere e Fondazione Symbola, 2021

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Regole immutate dopo mesi

Decreti alla mano, la situazione dello spettacolo è identica a quella di gennaio, quando il Paese fronteggiava la quarta ondata della pandemia. “Da allora molte attività sono state riaperte, giustamente anche le discoteche, che hanno subito danni importanti”, ricorda il segretario di Ugl Creativi Sicilia. Se in pista un po’ di libertà è concessa, in sala vigono ancora regole severissime, con tanto di controllori in azione. Per cinema e teatri è ancora in vigore il “super green pass”, mentre sull’utilizzo delle mascherine FFP2 al chiuso, ha ribadito venerdì scorso il ministro della Salute Roberto Speranza, “si deciderà nella terza settimana di aprile”. Un ulteriore prolungamento della misura, insomma, non è affatto escluso. Per Virzì si tratta di “decisioni assurde”, considerando che le sale “sono tra i luoghi più sicuri e areati in assoluto”, ma soprattutto che “oltre il 90 per cento degli italiani ha effettuato il vaccino”. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. “La normalità pre-Covid non è ancora stata raggiunta, e andando avanti così non lo sarà mai. Il tutto a beneficio di altri canali di intrattenimento, a partire dalle piattaforme online”, osserva il segretario.

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Il trionfo dello streaming online

L’exploit di tali canali durante la pandemia, in effetti, è segnalato da più parti. Secondo un report del centro studi di Mediobanca, nei primi nove mesi del 2021 Netflix ha fatturato quasi il 48 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2019. Anche altre piattaforme hanno ottenuto risultati invidiabili. “Spiccano per incremento oltre la media Discovery (più 285 per cento, raggiungendo 20 milioni di abbonati), Disney (più 48 per cento, 179 milioni) e Lions Gate (più 45 per cento, 16 milioni)”, si legge ancora nel report Mediobanca. Numeri a cui nel suo piccolo collabora anche la Sicilia. Il travaso di utenti dalla poltrona di sala a quella di casa, commenta Virzì, riguarda soprattutto le piccole attività. “A essere danneggiati sono i teatri e i cinema di quartiere, mentre i moderni multisala hanno mostrato una resistenza maggiore”. A perdersi, però, è la magia stessa dello spettacolo. “Vedere qualcosa sul divano può essere gradevole, ma sappiamo tutti che una pellicola o una recita vista in sala è un’altra cosa”, aggiunge il presidente di Ugl Creativi Sicilia.

Valore aggiunto e occupati del sistema produttivo culturale e creativo nelle regioni del Mezzogiorno (incidenza percentuale su totale Mezzogiorno). Fonte: Unioncamere e Fondazione Symbola, 2021

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Gli errori degli stakeholders

La concorrenza delle piattaforme on demand, insomma, è sempre più agguerrita. Non solo per le “scelte sbagliate” del Governo, ma anche per le decisioni degli stakeholders. “Negli ultimi anni molti artisti di punta del cinema italiano hanno deciso di fare uscire i loro film direttamente online, per evitare flop in sala”, spiega Virzì. Se il film riesce ad arrivare sul grande schermo, prosegue, non è detto che ci resti a lungo. “Oggi c’è una finestra di proiezione di circa trenta giorni, poi il film viene ritirato”. La conseguenza, spiega il sindacalista, “è che la nostra diventa non la prima, ma l’ultima visione”, visto che lo spettatore non ha interesse a recarsi al cinema “ma preferisce aspettare che in pochi giorni il film arrivi nel suo salotto, a una tariffa inferiore”. La proposta di Ugl Creativi Sicilia sarebbe quella di allargare il tempo di esclusiva in sala ad almeno un paio di mesi, “dando così ai cinema la possibilità di sfruttare a pieno il potenziare del film”. Una richiesta che si aggiunge “alla lunga lista di rivendicazioni inevase, a livello locale e nazionale”.

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“Centinaia di attività a rischio”

I sostegni giunti alle attività dello spettacolo negli ultimi anni, ribadisce Virzì, “sono stati del tutto insufficienti”. Una carenza tanto più pesante in un momento in cui le istituzioni locali faticano a tenere in piedi le sale. Il sindacalista cita il caso Palermo, “dove i grandi teatri cittadini hanno attraversando le difficoltà che sappiamo, a causa dei ritardi nei finanziamenti da parte del Comune”. Anche le iniziative annunciate a inizio anno a livello regionale – in particolare riguardo il divieto di consumazione di cibi e bevande, mai venuto meno – non sono arrivate. Il rischio per il futuro è che la gente si disabitui ad andare al cinema e al teatro, preferendo modalità di fruizione domestica. “Questo rischia di compromettere un settore vitale per l’economia siciliana, che diventa ancora più significativo considerando l’indotto”, aggiunge Virzì. Un rischio che riguarda “centinaia di attività e migliaia di posti di lavoro, che faremo di tutto per tutelare anche di fronte alle mancanze delle Istituzioni”, conclude il segretario di Ugl Creativi Sicilia.

Imprese del sistema produttivo culturale e creativo nelle regioni del Mezzogiorno. Fonte: Unioncamere e Fondazione Symbola, 2021.
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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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