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Sicilia occidentale: sei porti siciliani, e un unico sistema da 1,5 miliardi di euro

In quattro anni sono cresciuti i volumi di traffico e occupazione per Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle, che insieme a Gela e Licata rientrano nella governance dell'Autorità di sistema del mare di Sicilia occidentale, guidata dal presidente Pasqualino Monti

In quattro anni di attività, i porti dell’Ovest siciliano hanno avuto un incremento nei volumi di traffico e nell’occupazione, passando da 19 mila addetti a oltre 23 mila. È stato possibile grazie agli investimenti da oltre un miliardo e mezzo di euro per migliorare le infrastrutture di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle, che insieme a Gela e Licata, aggiunti da pochi mesi, sono guidati dall’unica governance dell’Autorità portuale di sistema del mare di Sicilia occidentale, è passata da 39 a 91 unità di personale in organico. Il presidente, Pasqualino Monti, insediato nel 2017, racconta di aver trovato “quattro realtà totalmente sconnesse e squalificate per infrastrutture e strutture ricettive, con banchine non adeguate, intermodalità inesistente, mercati totalmente distaccati. In quattro anni abbiamo fatto sistema e pianificato interventi in ogni area, in ambito merci, Ro-Ro (traghetti autoveicoli), nautica da diporto ed altro. Questo con un piano industriale per far dialogare le quattro realtà (oggi sei) con altre economie di scala e per conquistare nuovi mercati. Direi che è un bel messaggio lanciato dal Sud al Nord, soprattutto quando si sente dire che ci sono lacci e lacciuoli”.

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L’Authority è “un elemento di mercato nel mercato”

Il mandato di Monti, già presidente di Assoporti, è stato confermato nel luglio del 2021 e al secondo mandato il presidente ha visto unirsi, proprio pochi mesi fa, anche i porti di Gela e Licata, altre due strutture strategiche che estendono l’ambito dell’Authority praticamente all’attività portuale di mezza Sicilia. Per Monti il ruolo dell’Authority “è molto semplice – spiega – siamo un elemento di mercato nel mercato, non diamo solo concessioni o costruiamo infrastrutture, ma a livello nazionale e internazionale andiamo a vendere il nostro prodotto”. Tre le Autorità in Sicilia (le altre coprono il mare di Sicilia orientale, Catania e Augusta, e i porti dello Stretto), ma Monti ritiene “che si sia tanto da fare, si dovrebbe ragionare per macro-aree e in un’ottica di sistema – spiega – e anche se dicendo questo ho attirato le ire della politica siciliana, avere tre Autorità in Sicilia è esagerato per programmare le attività del traffico merci e passeggeri, l’industria pesante, la cantieristica e la pesca”.

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Palermo: guarita una ferità tra il porto e la città

Ogni porto ha le sue specialità: “Palermo ha tutto – ricorda Monti – oggi ha due terminal nuovi, moderni, meravigliosi e riqualificati, grazie ai quali è stata guarita una ferita tra il porto e la città. Oggi i passeggeri hanno a disposizione servizi di eccellenza, in un contesto degno della città. A Palermo il traffico Ro-Ro rappresenta l’84 per cento dell’attività del porto, ma era incompatibile con il rapporto con la città e con il suo terminal contenitori e nell’ottica di sistema siamo passati a Termini Imerese. Anche li la piattaforma non esisteva, abbiamo dragato il fondale e spostato lì il terminal contenitori, che aiuterà la zona industriale depressa dall’abbandono della Fiat”. Trapani rappresenta la struttura più vicina al Nord Africa e per Monti “deve tornare a raccontare quello che faceva un tempo, con il rapporto con la Tunisia. Abbiamo costruito due terminal, ricostruito il terminal crociere e portato a progettazione esecutiva il waterfront. Inauguriamo a dicembre il terminal crociere con lavori partiti nel 2019”. Queste strutture rappresentano un asset come porta di ingresso dal mare, e dopo la riqualificazione e un nuovo prodotto costruito, “abbiamo stretto accordi trentennali con Carnival Costa ed Msc – riferisce il presidente – per avere ogni anno un milione e mezzo di passeggeri nella Sicilia occidentale”.

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Il settore energia tra Porto Empedocle, Gela e Licata

Porto Empedocle insieme con Gela e Licata ha la caratteristica di rappresentare il settore specifico dell’energia. Gela “è arrivata – ricorda il presidente – ed Eni non riusciva a far partire le trivellazioni di Argo e Cassiopea. Abbiamo consentito la logistica mettendo a sistema i tre porti. Allo stesso tempo ci siamo impegnati nei confronti di Gela per trasformare quel porto-rifugio che – mi perdoneranno i gelesi – è una fogna a cielo aperto, con 50 centimetri di fondale, in un porticciolo turistico accogliente, che ridia dignità alla nautica da di porto e al settore della pesca. Abbiamo messo in piedi una progettazione, presentandoci seriamente all’amministrazione comunale, che ci consentirà di intervenire dal 2023 con le infrastrutture necessarie”. Licata ha un porto turistico “di tutto rispetto, ma occupato da abusivi – riconosce Monti – e abbiamo ereditato un contenzioso infinito. Ci interessa far crescere il porto in termini di immagine, volume e soprattutto occupazione”.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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