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Sicilia, previsioni rosee sull’Economia. Armao: “Ma serve assumere esperti”

La quota dei cento miliardi di euro di prodotto interno lordo è un "target" raggiungibile entro il 2024 secondo l'assessore regionale all'Economia. Il Pnrr e la nuova programmazione europea porteranno "tra i 30 e i 40 miliardi". Ma per non sprecarli e progettare "servono nuove competenze"

L’Economia siciliana crescerà, arrivando nel 2024 “al target dei cento miliardi di prodotto interno lordo”. Lo afferma Gaetano Armao, assessore all’Economia e vicepresidente della Regione siciliana. Il dato è stato inserito nella nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza della Regione (NaDefr), che prevede una crescita totale del 17 per cento entro il 2024. E per il 2021 la stima è passata in pochi mesi dal 5 al 6,2 per cento. Secondo Armao, intervenuto ieri in diretta su FocuSicilia, per l’anno in corso “più che crescita ci sarà una ripresa, l’economia siciliana ha perso circa il 20 per cento del suo valore con la pandemia. Ma siamo pronti a recuperare già nella primavera del 2022”. Le prospettive a medio termine appaiono rosee: per Armao non si tratta di un “rimbalzo dopo un periodo fortemente negativo”, ma di previsioni realistiche supportate dai dati, e specificamente “da quanto contenuto nel Def nazionale e dalle previsioni dell’Unione europea”.

Fondi Pnrr: la necessità di tecnici esperti “subito”

Un dinamismo economico che ancora non si vede, ma che darà i suoi frutti nei prossimi anni anche grazie alle risorse combinate del Piano nazionale di ripresa e resilienza nonché della nuova programmazione europea. “Contiamo di poter avere 30-40 miliardi da spendere sul territorio”, spiega l’assessore regionale. Condizione necessaria è però “l’uscita definitiva dalla pandemia, che in Paesi come Romania, Slovenia e Olanda sta comportando anche delle restrizioni. Ad esempio è stato annullato il congresso a Rotterdam del Partito popolare europeo a cui appartengo”, specifica Armao. Non meno importanti però sono le competenze, “che mancano non solo in Sicilia ma in tutta Italia”. Un esempio, in tal senso, la bocciatura di tutti i progetti presentati dai Consorzi di bonifica siciliani a valere sul Pnrr per opere irrigue. “Le amministrazioni italiane sono state devastate dalle misure di austerità che hanno impedito il reclutamento di esperti digitali, di giuristi, di tecnici ambientali e di tutti coloro che potrebbero fare progettualità. A tal proposito abbiamo già richiesto allo Stato di supportarci, nei giorni scorsi il presidente Nello Musumeci ha incontrato il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta chiedendo 200 o 300 dirigenti allo Stato per avere una taskforce di esperti. E questo anche a dimostrazione che non siamo interessati a gestire concorsi, ma che servono competenze per avere risposte tempestive”. Un discorso di competenze trasversale, già portato avanti dai sindaci siciliani riuniti nell’Anci e dalla Commissione antimafia Ars per la gestione dell’immenso patrimonio di beni sottratti alla criminalità organizzata in Sicilia. E che riporta anche il tema del turnover, la sostituzione di chi andrà in pensione nell’amministrazione siciliana. “Si dovrà fare, e per farlo si dovrà togliere il tetto stabilito. Nell’attesa dovremo coinvolgere tutti, dagli ordini professionali ai centri di ricerca fino alle Università, per portare avanti la progettazione”.

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Accordi con lo Stato: 300 milioni subito

Oltre le previsioni, Armao conferma però un risparmio per le casse della Regione: il nuovo accordo sulla finanza pubblica, che prevede a oggi una compartecipazione della Sicilia al debito dello Stato di un miliardo di euro, verrà sottoscritto “la prossima settimana, ed è già consacrato dal Disegno di Legge di Bilancio”. Al centro dell’accordo, una riduzione di 200 milioni di euro. Il vicepresidente della Regione sottolinea come si tratti di risorse reali “che consentiranno di spendere per gli anziani, per le strade, per i servizi pubblici. il contributo non si può azzerare, ma la quota raggiunta dal governo Crocetta di un miliardo e 300 milioni era una tassa occulta pagata dai siciliani”. A questo si aggiungeranno ulteriori cento milioni di euro, presenti sempre nella stessa bozza della Legge di Bilancio come “acconto per le spese sull’insularità”. Armao dà anche questo accordo come praticamente raggiunto, sottolineando come il governo Musumeci abbia avuto il merito di porre una questione “ovvia ma mai sottolineata prima”. Il riconoscimento delle problematiche legate all’insularità, che costano secondo uno studio della Regione almeno 6 miliardi di euro al Pil della Sicilia, è peraltro oggetto di una legge di modifica costituzionale, che ha ricevuto il primo voto favorevole dal Senato. In attesa del lungo iter, che prevede un doppio passaggio di votazione nei due rami del Parlamento, Armao sottolinea come “già il decreto Infrastrutture individua la priorità del riconoscimento della stessa con una perequazione che tende ad eliminare le diseguaglianze. Un cittadino siciliano ha al momento il 60 per cento delle infrastrutture, dalle strade alle ferrovie, che ha un cittadino di Vipiteno in Trentino. E non lo diciamo noi, ma la Banca d’Italia”. E se “lo Stato comincia a mettere mano al portafoglio”, sottolinea Armao, questo non deve per forza avvenire con una quantificazione economica di un contributo. “Un albergatore di Filicudi affronta spese molto superiori a uno della Liguria, l’obiettivo è avere un abbattimento dei costi nei trasporti, nei carburanti, e anche nell’abbattimento degli oneri fiscali. Così si aiuta un’impresa a essere più competitiva”.

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Un disegno di legge per il “diritto alla conoscenza”

Ultimo tema affrontato da Armao è quello sottolineato nel corso della diretta da uno spettatore: come monitorare le spese in arrivo. “C’è già disponibile Open Coesione, con opendata riutilizzabili. Ma – prosegue – abbiamo approvato in prima commissione all’Assemblea regionale siciliana un disegno di legge che andrà in aula sul diritto alla conoscenza per l’utilizzo delle risorse. Questo per rendere verificabile da associazioni, movimenti, gruppi l’andamento della spesa. La democrazia del resto funziona se si spiega ed è controllabile. Oggi è tutto verificabile, grazie a Internet. Abbiamo speso più di tutti per il digitale: siamo la regione più strutturata su questo”, conclude l’assessore all’Economia e vicepresidente della Regione siciliana.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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