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Sicilia, sempre più vecchi e disoccupati. Pagano di più le donne

Gli occupati sono un milione e mezzo, meno della media nazionale. Sul fronte della formazione crescono i laureati. I dati dell'ultimo Censimento Istat

Nel 2019 la Sicilia doppia l’Italia sul fronte della mancanza di lavoro. Secondo l’ultimo Censimento permanente della popolazione effettuato dall’Istat, il tasso di disoccupazione nell’isola ha raggiunto il 26 per cento, contro il 13 per cento nazionale. A pagare sono soprattutto le donne. La disoccupazione femminile supera infatti il 30 per cento, contro il 23 per cento maschile. Scendono proporzionalmente gli occupati. Nel 2019, in Sicilia, sono quasi un milione e mezzo, quasi 16 mila in meno rispetto al precedente censimento. In termini percentuali si tratta del 35 per cento della popolazione sopra i 15 anni, rispetto a una media nazionale che sfiora il 47.

Trentamila siciliani in meno

Il calo dell’occupazione avviene malgrado la popolazione siciliana sia diminuita nel suo complesso. Gli abitanti dell’isola al 31 dicembre 2019 ammontavano a poco più di quattro milioni e 875 mila. Oltre 33 mila in meno rispetto al 2018, 127 mila rispetto al 2011. “I residenti diminuiscono in tutte le province, con l’eccezione di Ragusa”, scrive l’Istituto nazionale di statistica. La riduzione maggiore viene registrata a Enna. Reggono invece le Città metropolitane di Palermo e Catania, che da sole ospitano quasi la metà dei residenti siciliani. Il Capoluogo si conferma invece il Comune più popoloso, con 647 mila abitanti. Dal lato opposto della “classifica” troviamo il Comune di Roccafiorita, nel messinese, con soli 187 abitanti.

Rapido invecchiamento

Il censimento scende anche nel dettaglio della popolazione. La struttura “per genere” dei residenti in Sicilia si caratterizza per una maggiore presenza femminile. Le donne superano i due milioni e mezzo, oltre il 51 per cento del totale. L’età media risulta leggermente più bassa di quella nazionale, 44 anni contro 45. Malgrado ciò, annota l’Istat, il confronto con i dati del Censimento 2011 “evidenzia un progressivo invecchiamento della popolazione, con ritmi superiori alla media nazionale”. Lo dimostra la diminuzione di tutte le classi di età inferiori ai 45 anni. Il Comune più giovane è quello di Camporotondo Etneo, nel catanese, con una media di 37 anni. Il più vecchio è Limina, nel messinese, con una media di 52 anni.

Più europei che africani

Per quanto riguarda la popolazione con cittadinanza straniera, l’Istat rileva un incremento costante tra il 2011 e il 2019. La media annua è cresciuta di circa il cinque per cento. “La crescita riguarda tutte le province, con punte a Trapani, più nove per cento, e Ragusa, più sette per cento”. Gli stranieri sono mediamente più giovani rispetto agli italiani, 34 anni contro 44. Sarebbe un errore pensare che la maggior parte provenga dal continente africano. Secondo l’Istat, gli europei sono oltre il 43 per cento, contro il 33 per cento degli africani e il 20 degli asiatici. La comunità più numerosa è quella rumena, “che rappresenta il 29 per cento del totale degli stranieri residenti, seguita da quella tunisina, 11 per cento, e marocchina, otto per cento”.

Meno analfabeti (ma pochi laureati)

Venendo all’istruzione, l’Istat segnala che oltre il 31 per cento della popolazione con nove anni e più vanta un diploma di scuola secondaria di secondo grado, o un’altra qualifica professionale. Il 33 per cento ha una licenza di scuola media, mentre il 17 per cento ha solo la licenza elementare. Le persone con la laurea o altri titoli superiori sono il 12 per cento, un incremento di oltre due punti rispetto all’ultimo censimento. Sul fronte scolastico, rispetto al 2011 “è quasi dimezzata la presenza degli analfabeti, dal due all’un per cento, e sono diminuiti gli alfabeti privi di titolo di studio, dal sette al cinque per cento”.

Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e saggista. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", (Circolo Poudhron Editore), con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni.

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