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Sicilia, spese natalizie sotto la media italiana. E il 50% compra solo online

I doni messi sotto l'albero nell'Isola, secondo un sondaggio Swg commissionato da Confesercenti, varranno 30 euro in meno che in Italia. I consumi tengono, ma anche per Confcooperative e Confartigianato Sicilia "è troppo presto per parlare di ripresa"

Si dice che l’importante sia il pensiero. Eppure i doni che i siciliani metteranno sotto l’albero di Natale, tra pochi giorni, varranno il 13 per cento in meno rispetto alla media italiana. Secondo un sondaggio dell’istituto Swg commissionato da Confesercenti, nell’isola la spesa media per i regali sarà di 207 euro, contro i 238 spesi nel resto dello Stivale. “Il mese di dicembre vede un aumento dei contagi che frenerà necessariamente gli acquisti e il turismo”, dice a FocuSicilia Vittorio Messina, presidente regionale di Confesercenti. La situazione, aggiunge, “è un po’ migliore rispetto al Natale 2020, ma siamo ancora lontani dai livelli pre-Covid”. Una fotografia in chiaro scuro, confermata dai rappresentanti di altre categorie produttive. Per il presidente di Confcooperative Sicilia Gaetano Mancini “pesa soprattutto il fattore psicologico, con una forte diffidenza che riduce gli acquisti”. Il segretario di Confartigianato Sicilia Andrea Di Vincenzo chiede di “spingere sulle vaccinazioni e acquistare nei negozi di vicinato”, senza trascurare le opportunità offerte dalla Rete, “per cui le imprese dell’isola da tempo si stanno attrezzando”.

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I dettagli del sondaggio Swg

A spaventare i siciliani, in questa fase, non è nessuna particolare variante del virus, quanto la consapevolezza che le condizioni di mercato stiano cambiando. Swg ha chiesto quali fattori potrebbero condizionare la spesa. “La risposta per il 55 per cento dei siciliani è stata i prezzi, mentre solo il 38 per cento ha indicato la paura del contagio“, scrive l’istituto di rilevazione. Al contempo, resta alta la percentuale di quanti preferiscono comprare attraverso piattaforme online. “A volere servirsi di un negozio di vicinato è il 56 per cento degli intervistati, mentre il 49 per cento dice di voler acquistare sul web”. Su questo fronte, i dati dell’isola appaiono più confortanti rispetto a quelli nazionali. A scegliere un negozio di vicinato è appena il 44 per cento degli italiani, mentre gli acquisti online sono preferiti dal 55 per cento. Per quanto riguarda la tipologia dei regali, conclude il sondaggio di Swg, i siciliani scelgono grandi classici come i capi di abbigliamento (41 per cento) e i libri (31 per cento).

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L’impatto sul turismo di prossimità

A risentire del clima di incertezza, come accennato, sarà anche il comparto turistico. “Questo Natale sarebbe stato contraddistinto da un turismo di prossimità, che di solito prenota all’ultimo minuto, e non lo farà perché impaurito dalle notizie che si rincorrono”, spiega Messina, che è anche presidente regionale di Assoturismo. L’utilità del super green pass per evitare la riduzione dei movimenti è tutta da valutare. “Noi accettiamo queste misure pur di non chiudere, storcendo un po’ il naso perché alcune implicazioni sono pesanti da metabolizzare”, ammette Messina. Quel che è certo è che l’asticella della ripresa continua a spostarsi, e al momento è difficile prevedere quando si vedrà la luce in fondo al tunnel. “Prima si parlava della stagione estiva, poi dell’arrivo di vaccini, poi dell’immunità di gregge”, ricorda il presidente. La cosa più probabile, al momento, è che si continui con i richiami periodici “cercando di limitare al massimo i danni per le attività, che sono stati già parecchio ingenti” .

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Troppa diffidenza frena i consumi

Se la situazione dei negozianti è in chiaro scuro, quella del mondo produttivo appare ancora più complessa. “Noi non abbiamo una percezione di grandissima crescita dei consumi. Anzi, la sensazione è che la gente circoli senza fare molti acquisti”, dice Gaetano Mancini, presidente di Confcooperative Sicilia. Secondo il presidente, nell’Isola e nel Paese “non c’è una ripresa decisa come quella che viene decantata”. Una certo rilancio dei consumi, precisa Mancini, si riscontra ciclicamente a dicembre. “Il timore è che non sia sufficiente a mettere fieno in cascina per i mesi successivi, quando i consumi si abbattono regolarmente”. Sulle ultime misure messe in campo per contenere l’emergenza il giudizio è sospeso. “Il super green pass è sicuramente utile a evitare che si blocchi tutto, ma da qua a dire che le persone siano più serene ce ne vuole”. Per Mancini la percezione è che “ci sia diffidenza nei confronti dell’altro”, visto non come persona “ma come potenziale soggetto patogeno”. Una situazione che non aiuta i rapporti umani “e di conseguenza i consumi, che si basano sulle relazioni”.

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Evitare inutili allarmismi

Per il numero uno di Confcooperative nuove chiusure non sono dietro l’angolo. “La risposta italiana alla pandemia, per una volta, è stata migliore di quella di altri Paesi”. L’Italia è riuscita a ottenere “una buona percentuale di vaccinati”, mentre la gestione complessiva dell’emergenza “ci sta permettendo nei fatti di vivere una vita normale”. In questa fase, prosegue Mancini, occorre “evitare di seminare allarmismo”, ad esempio sulla variante Omicron “che sarà pure 70 volte più veloce della Delta, ma al momento non pare abbia un impatto violento sulla sanità”. L’impatto psicologico di questa narrazione, viceversa, rischia di essere molto negativo per chi avrebbe la possibilità di spendere ma preferisce non farlo. Per una certa parte della popolazione invece la difficoltà è concreta, “perché due anni di pandemia hanno intaccato in maniera importante i risparmi privati”. Mancini lancia l’allarme anche su un altro tema. “Nel 2022 faremo i conti con l’aumento del costo dell’energia e dei materiali. Una sfida che sarà difficilissima, e che speriamo di vincere”.

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Acquistare locale (e occhio agli abusivi)

Una preoccupazione, quella sugli aumenti, condivisa anche dagli artigiani. “Dobbiamo fare i conti con il rincaro dei materiali e del costo dell’energia, che si è praticamente quintuplicato”, dice Andrea Di Vincenzo, segretario di Confartigianato Sicilia. Le criticità non si fermano qui. “Dobbiamo tener conto dell’aumento dei contagi, ma anche del crollo del potere d’acquisto che secondo alcune stime sarà di circa 200 euro l’anno a persona”. Malgrado ciò il settore dell’artigianato “mostra grande resistenza, come nei momenti più duri della pandemia”, e anche in questa nuova fase “si mantiene con i piedi ben piantati per terra, senza perdere la fiducia e pronto a cogliere le opportunità”. La ripresa, aggiunge il segretario, passa anche dal contributo dei siciliani. “Noi abbiamo sempre invitato ad acquistare localmente, scegliendo i negozi di prossimità”. Un vero e proprio mantra per gli artigiani, tanto più valido in tempi di pandemia. “Questo dovrebbe dare un input decisivo all’economia, ma il pubblico dovrebbe evitare di favorire l’abusivismo e privilegiare i prodotti artigianali di qualità”.

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Basta con le pastoie burocratiche

Per quanto riguarda lo shopping online, Di Vincenzo propone un approccio diverso. “Oggi si può acquistare in Rete anche sotto casa. La maggior parte delle aziende sono attrezzate dal punto di vista della tecnologia, dell’innovazione, della digitalizzazione”. Non necessariamente i due aspetti sono in contraddizione. “Il tema è capire che va favorita l’economia del territorio, e non le multinazionali che stanno invadendo la nostra filiera”. Di certo, però, gli acquisti nei negozi fisici restano insostituibili. In questo senso, dice il segretario, il super green pass è utile fino a un certo punto. “Non saranno i passaporti sanitari o altre pastoie burocratiche a risolvere questa situazione”. L’appello di Confartigianato Sicilia è di estendere le vaccinazioni il più possibile. “I dati di questi giorni ci dicono che molti cittadini stanno collaborando prenotando la terza dose, e questo è positivo anche in vista delle festività che arriveranno tra pochi giorni”, conclude Di Vincenzo.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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