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Sicurezza sul lavoro: aumentano soldi e corsi, ma anche le tragedie. Il bando Isi

Attivo fino al 30 maggio il bando Isi 2023. “Straordinaria opportunità per le aziende, in dodici anni erogati 210 milioni di euro per ridurre gli infortuni”, afferma il direttore di Inail Sicilia. “Riduce i costi e aumenta la produttività che a sua volta genera investimenti e dunque una crescita più sostenibile”

Sicurezza sul lavoro: sembra una sconosciuta ma senza ci perdono azienda, lavoratori e società. Non un modo di dire ma la realtà. Lo conferma al nostro giornale Giovanni Asaro, direttore Inail Sicilia, definendo il costo per la sicurezza “un investimento strategico”. Gli incentivi mirati per la sicurezza sul lavoro, come il bando Isi proprio dell’Inail e ancora in corso, ci sono e stanno anche aumentando. Siamo ancora lontani dalla sufficienza però. Sono ancora troppi quelli che pensano che la sicurezza è solo un costo, una perdita di tempo o un obbligo di legge a cui adempiere. La Sicilia, ad esempio, secondo i dati diffusi proprio dall’Inail, ha contato dieci morti bianche da gennaio a marzo 2024. Le denunce di infortunio, invece, sono state 6.335 rispetto alle 6287 del primo trimestre dello scorso. Cinque province su nove segnano incrementi, con picchi a Catania (da 1744 a 1759) e Palermo (da 1355 a 1428). Seguono Ragusa (550-568), Agrigento (421-429) e Caltanissetta (311-341).

Il bando Isi 2024 per la sicurezza sul lavoro

Dal 2010 al 2022 sono state quasi 3mila le imprese che hanno beneficiato degli incentivi del progetto Isi nel territorio siciliano. “La risposta da parte del mondo imprenditoriale – spiega Asaro – è stata buona. In questi dodici anni sono stati stanziati dall’Inail quasi 210 milioni di euro in favore delle aziende siciliane per migliorare i livelli di salute e sicurezza sul lavoro. Siamo partiti, nel 2010, con una previsione regionale di poco più di 4 milioni di euro. Siamo arrivati a più di 28 milioni di euro stanziati con l’attuale bando”. Per ogni progetto ammesso il contributo Inail erogato in conto capitale può coprire fino al 65% delle spese sostenute fino a un massimo di 130mila euro. Per ottimizzare l’utilizzo dei fondi messi a disposizione dal bando Isi sulla sicurezza sul lavoro, in caso di mancato utilizzo di tutte le risorse destinate ad alcune regioni o province autonome, nella fase di elaborazione degli elenchi definitivi delle imprese ammesse al contributo è previsto un meccanismo che consentirà di ridistribuire i finanziamenti non assegnati

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La sicurezza non è una perdita di tempo

Secondo il direttore Inail Sicilia sono almeno 4 i motivi per cui investire in sicurezza conviene. “Il più intuitivo – dice – è la riduzione dei costi legati agli infortuni sul lavoro, a cui si aggiunge un inevitabile aumento della produttività. Ma non solo, un’azienda sana e sicura attrae investimenti e figure altamente specializzate interessate a lavorare in un contesto privo di rischi. Inoltre, una migliore reputazione sociale a livello aziendale e la crescita sostenibile legata ad una politica attenta alla salute, all’ambiente ed alla sicurezza sul lavoro, permette di avere sicuramente una marcia in più rispetto ad altre imprese che, non rispettando le regole, guardano solo al profitto immediato e che sono destinate ad uscire dal mercato”.

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Anche i dipendenti hanno una responsabilità

Nel tempo la sensibilizzazione al tema è aumentata. “La direzione regionale (dell’Inail, ndr) è impegnata in notevoli iniziative che vanno dalla semplice informazione, alla formazione, progetti di prevenzione ed eventi, insieme ad altre Istituzioni e alle organizzazioni sindacali”. Attività che si rivolge anche ai lavoratori. Ognuno “ha una propria sfera di responsabilità all’interno dei processi lavorativi e può contribuire a migliorare la sicurezza del suo luogo di lavoro, non solo fungendo da esempio virtuoso ma, anche, segnalando agli organi competenti eventuali criticità”, dice Asaro.

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Bando Isi, come funziona

Le imprese avranno tempo fino al 30 maggio per chiedere l’accesso al contributo sul portale dell’Istituto. La procedura è tutta informatica con un percorso guidato. Se le risorse economiche complessivamente stanziate per un determinato Asse/Regione risultino sufficienti a soddisfare tutte le richieste di finanziamento in elenco le domande di finanziamento registrate saranno direttamente ammesse alla fase di upload della documentazione. Dovranno poi essere confermate attraverso l’apposita funzione online. In caso di ammissione al finanziamento, l’impresa avrà un anno di tempo per realizzare il progetto. Tutto dovrà essere rendicontato all’Inail che entro 90 giorni dall’esito positivo dell’istruttoria, disporrà l’erogazione del finanziamento. Procedure di anno in anno sempre più semplificate per evitare che la burocrazia sia un handicap. Tuttavia, spiega Asaro: “appare evidente come il meccanismo, che prevede l’erogazione di risorse pubbliche, non può che essere soggetto al rispetto dei requisiti e controlli”.

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Cinque assi di finanziamento

Come quello nazionale, il bando Isi per la Sicilia è suddiviso in cinque assi di finanziamento. Si differenziano in base ai destinatari ed alla tipologia dei progetti che saranno realizzati. “Al primo asse – chiarisce Asaro – sono destinati 3.9 milioni di euro, suddivisi in 3.6 milioni per la riduzione dei rischi tecnopatici (asse 1.1) e oltre trecentomila euro per i progetti di adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (asse 1.2). Il secondo asse, quello con il budget più alto, prevede ben 8.2 milioni di euro per la realizzazione di progetti per la riduzione dei rischi infortunistici. Lo stanziamento del terzo asse destina alla Sicilia 6.1 milioni di euro per progetti di bonifica da materiali contenenti amianto, mentre il quarto mette a disposizione 1.3 milioni di euro per progetti destinati a micro e piccole imprese operanti in specifici settori, tra cui la pesca e acquacoltura, la produzione di olio di oliva e dei derivati del latte, la fabbricazione di prodotti in ceramica e la lavorazione delle pietre e del marmo”. “L’importo del quinto asse – dice ancora il direttore Inail Sicilia – riservato ai progetti per le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, è invece di 8.6 milioni di euro, suddivisi in 6.6 milioni per la generalità delle imprese agricole (asse 5.1) ed oltre due milioni per i giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria (asse 5.2)”.

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Patrizia Penna
Patrizia Penna
Sono nata a Catania nel 1980, mi sono laureata con lode in Lingue e Culture europee all'Università di Catania. Giornalista professionista, dal 2006 lavoro nell’informazione. Ho lavorato come redattore al Quotidiano di Sicilia, ho curato contenuti ma anche grafica e impaginazione. Mi sono occupata di organizzazione di eventi e pubbliche relazioni. Ho moderato convegni e tavole rotonde su politica, economia, lavoro e parità di genere ed ho partecipato a diverse trasmissioni radiofoniche, anche di respiro nazionale, come Caterpillar (Rai Radio 2) e Tutta la città ne parla (Rai Radio 3). Ho tenuto lezioni di giornalismo in licei e istituti tecnici di tutta la Sicilia

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