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Smart city, quando la città diventa intelligente. “Business e benessere”

Lo sviluppo delle tecnologie digitali al centro di una conferenza nell’ambito di “Ecomed Progettocomfort”. Dalla digitalizzazione delle città può nascere valore economico e sociale

Smart city, o città intelligente. Un termine spesso utilizzato impropriamente rispetto al suo reale significato. E di smart city e di tecnologie ad esse collegate si è parlato nel corso della conferenza, moderata dal direttore di FocuSicilia Desirée Miranda, “L’evoluzione dei bisogni e delle tecnologie per fare diventare le città delle Smart City”, svoltasi giovedì 7 aprile alle “Ciminiere” di Catania, nell’ambito di “Ecomed Progettocomfort”. Ma cosa è una città intelligente? Sostanzialmente è un comune che avvia un processo di sviluppo di tecnologie digitali che rendono efficienti reti e servizi, per creare città meglio funzionanti e meno degradate. La digitalizzazione comprende un po’ tutti i settori e in particolar modo il sistema dei trasporti, la sicurezza, l’efficienza energetica, la gestione del verde, il monitoraggio ambientale, il ciclo dei rifiuti, la comunicazione, settori che, se resi efficienti, sono in grado di creare città più vivibili e sicure e di rispondere al meglio alle esigenze della modernità.

Valore economico e valore sociale

Questa trasformazione digitale, in grado di creare valore aggiunto, ha un costo iniziale che, tuttavia, può essere ridotto, o abbattuto totalmente, se le amministrazioni riuscissero a intercettare finanziamenti pubblici e privati. Inoltre, la smart city peserà sui bilanci per il mantenimento delle nuove tecnologie anche se è possibile ovviare mettendo a reddito servizi come la gestione dei parcheggi o l’introduzione delle ztl, o, nel tempo, risparmiando sulle tecnologie innovative come l’illuminazione intelligente. “Con le smart city si crea un valore economico importante, misurabile nelle nuove opportunità di fare business, e un altro valore sociale che riguarda il benessere dei cittadini”, ha sottolineato Edoardo Croci, docente della “Bocconi”.

La città modulare applicabile dal piccolo comune alla metropoli

In questo contesto, T.net ha sviluppato la Smart City Block, una città modulare che propone sia in Italia sia in Europa, costituita dalla somma di blocchi urbani intelligenti che possono essere replicati in ogni contesto urbano indipendentemente da dimensioni e caratteristiche dei luoghi. “La città modulare offre indubbi vantaggi ai comuni – ha detto Alessandro Besana, responsabile Marketing IoT di T.net – ovvero un unico referente per le pubbliche amministrazioni ed un listino prezzi a costi determinati. Inoltre, non necessita di 5G, tutte caratteristiche che permettono di trasformare in smart city anche le piccole municipalità che non hanno né risorse, né personale per compiere questo passo epocale”. In Italia, le smart city sono ancora in numero ridotto rispetto all’Europa e sono maggiormente concentrate nel centro-nord. Il mercato vale 80 miliardi nei prossimi 10/15 anni.

Taormina, una città intelligente a misura di turista tecnologico

Città modulare è divenuta da poco tempo Taormina, resa smart da T.net a costo zero, poiché la società ha recepito un finanziamento regionale per lo sviluppo di tecnologie digitali, proponendo alla “perla dello Jonio” la digitalizzazione in quanto il centro urbano rispondeva a caratteristiche valutate interessanti, la prima delle quali legata alle sue dimensioni che hanno consentito di applicare il modulo base di quattro chilometri. “Il progetto teorico di T.net è stato adattato alla realtà concreta di Taormina – ha detto nel suo intervento il sindaco Mario Bolognari – una realtà turistica che ha 10.500 residenti ed un numero di visitatori che quadruplica le presenze giornaliere. Chi raggiunge Taormina lo fa con l’auto, utilizza strumenti tecnologici e necessita di accedere a tutti i servizi, spettacolo, ristorazione, sistemazione alberghiera, in un’area ristretta e concentrandosi soprattutto in un periodo limitato dell’anno. Taormina Smart City ha raggiunto tre obiettivi: migliorare l’accoglienza e la mobilità dei visitatori; tutelare l’ambiente, perché la nostra è una realtà esposta a diversi tipi di inquinamento, da quello acustico a quello prodotto dalle auto; aumentare la sicurezza, fattore in cima alle esigenze del turista che per le vacanze sceglie le località che ritiene più sicure”.

Dati da proteggere dagli attacchi esterni

Se d’un lato la Smart City rende le città più sicure, dall’altro è necessario adottare tutte le misure necessarie a proteggere i dati. “Gli attacchi sono sempre più frequenti e quindi è necessario proteggere i dati – ha argomentato Francesco Mazzola, Presidente e Amministratore Delegato di T.net –. Noi applichiamo la profilazione e la messa in sicurezza delle infrastrutture, che consiste nella certificazione di ogni sensore e di ogni utente che entra nella rete. L’informazione viene crittografata all’interno di questi canali per non essere intercettata o modificata da terzi. A rischio non vi sono solo i dati, ma la sicurezza nelle città”.

“I dati possono diventare una ricchezza comune attraverso la quale stimolare i servizi di mercato”

“Pensare di fare un salto in avanti nelle città, nei porti, nella logistica senza un investimento nelle infostrutture è illusorio – ha detto il Ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile Enrico Giovannini, intervenuto in videoconferenza –. Molti Paesi quando hanno attuato una politica di sviluppo per i porti, hanno posto l’integrazione dei dati sulla logistica al centro della trasformazione. Noi lo abbiamo attuato con i nuovi regolamenti sviluppati in parallelo con il Pnrr, convinti del fatto che se i dati non circolano, in particolare quelli sulle merci, risulteremo meno competitivi e dovremo sobbarcarci di costi aggiuntivi. I dati possono diventare una ricchezza comune attraverso la quale stimolare i servizi di mercato e non solo. E per fare ciò, le parole chiave sono quattro: capitale umano in grado di sviluppare e di far fruttificare i dati; regole chiare che garantiscano il produttore di dati, che dovrà essere un utilizzatore consapevole; un sistema di regole sovranazionali che consentano di scambiare i dati in sicurezza fra i Paesi dell’Unione Europea, ma anche, attraverso accordi di cooperazione, anche con altri Paesi; ed un settore privato in grado di cogliere le grandi opportunità che si aprono in questo settore”.

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Pietro Nicosia
Pietro Nicosia
Iscritto all’Albo dei Giornalisti dal 1993, collabora con le differenti tipologie di media: carta stampata, tv, internet. Fra le diverse forme di giornalismo predilige il racconto dei luoghi siciliani con le immagini e con le parole.

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