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Società siciliane, la crisi 2020 vista dai bilanci: il petrolchimico perde la metà

L'Isab di Priolo resta la maggiore impresa con sede legale nell'Isola, ma nell'anno del Covid ha avuto ricavi ridotti di 2,5 miliardi. Male anche Raffineria di Milazzo e le società di navigazione del gruppo Grimaldi. Cresce invece la Grande distribuzione e la catanese Sielte

Da oltre cinque miliardi a due miliardi e 516 milioni. Questi i ricavi per l’anno 2020 rispetto al 2019 di Isab srl, la grande raffineria di Priolo e prima impresa di capitali con sede legale in Sicilia. La flessione, oltre metà del fatturato, emerge dai bilanci depositati nel primo anno della pandemia da Covid-19 dalla società di proprietà del colosso internazionale russo Lukoil. I dati, prodotti come un anno fa da Marco Romano, professore ordinario di Economia e Gestione delle imprese dell’Università degli studi di Catania, testimoniano una evidente crisi del polo industriale siracusano con sede nel golfo di Augusta nell’anno del coronavirus, e che non fanno altro che dare maggiore forza ai gridi di allarme per la sopravvivenza del polo industriale lanciati a più voci da mesi da Confindustria, sindacati e Regione siciliana.

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Ricavi in calo per le società Grimaldi e per il settore petrolchimico

In attesa di una risposta ministeriale sull’area di crisi d’Augusta, sono però pesanti i cali di fatturato tra le prime dieci grandi società dell’Isola in questa nuova edizione della (s)Fortune 500 in chiave siciliana. La Grimaldi Euromed spa con sede a Palermo resta al secondo posto per ricavi, con un miliardo e 112 milioni, ma con quasi 200 milioni meno del 2019, anno chiuso a un miliardo e 309 milioni di euro. Pesante flessione anche per Grimaldi Deep Sea, altra società della famiglia di armatori, che nel 2020 registra ricavi per 639 milioni di euro (quinta tra le maggiori), contro i 670 dell’anno precedente. Fuori dalla top ten invece la terza società del gruppo Grimaldi, Grandi Navi Veloci spa, che passa dal nono al tredicesimo posto, con ricavi nel 2020 da 285 milioni di euro, contro i 379 del 2019. Sesta nel 2019, ma nona nel 2020, è invece la Raffineria di Milazzo, che passa da 566 a 432 milioni di euro, confermando la crisi del settore nell’anno del Covid. Difficoltà nel settore che, stante i numeri ufficiali depositati a bilancio, non ha risparmiato anche Zenit srl, società modicana che gestisce la distribuzione di carburanti (marchio Giap) che passa dal decimo posto della rilevazione 2019 al quattordicesimo del 2020, passando da 334 a 248 milioni di euro di ricavi.

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In miglioramento la Gdo. Bene anche la tecnologia con Sielte

La classifica prodotta dal professore Romano riserva però anche delle sorprese, soprattutto nell’altro grande comparto dell’economia “made in Sicily”, ovvero la grande distribuzione organizzata. Le prime società del settore per ricavi, rispettivamente terza e quarta, sono Fratelli Arena Srl, con sede ad Enna, che passa dai 720 milioni di ricavi del 2019 agli oltre 858 del 2020, e la Eurospin Sicilia spa con sede a Catania, che passa invece da 716 a 776 milioni di euro. Un “balzo” che riguarda anche la ragusana Ergon Arl, che pur rimanendo settima nella classifica delle maggiori società di capitali siciliane nel 2020 ha raggiunto i 499 milioni di euro di ricavi, contro i 433 dell’anno precedente.
Si aggiungono alla top ten delle prime società siciliane in termini di ricavi infine New Fdm spa con sede a Ragusa, e Bruno Spa di Catania. La prima, un’altra azienda specializzata nella grande distribuzione, passa dai 299 milioni del 2019 ai 439 del 2020 che valgono l’ottavo posto in classifica, mentre Bruno, azienda specializzata nell’elettronica di consumo, vede i ricavi lievitare da 295 a 337 milioni, decima impresa siciliana per ricavi al 31 dicembre 2020. Dati molto positivi anche per Sielte di Catania che fabbrica apparecchi per le telecomunicazioni, e che con 545 milioni di euro di fatturato occupa nel 2020 il sesto posto in classifica precedentemente occupato da Raffineria di Milazzo: nel 2019 i ricavi erano 412 milioni, esattamente come nel 2018.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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