Crans-Montana, taglio e piega gratis se doni i capelli: la solidarietà passa dai saloni italiani | Un gesto che cambia la vita ai ragazzi ustionati
Un’iniziativa benefica sta unendo l’Italia alla Svizzera. Scopri come donare i tuoi capelli gratuitamente per aiutare le vittime della tragedia di Crans-Montana.
Il cuore dell’iniziativa: una rete internazionale
Il cuore dell’iniziativa batte grazie a una potente rete internazionale di collaborazione.
La genesi di questa catena di solidarietà affonda le radici in un’altra iniziativa, nata oltreconfine. Erika Schiapparelli ha infatti tratto ispirazione da una sua collega francese, L’atelier Capillare D’Aurelie di Béon. Quest’ultima, attraverso i suoi canali social, aveva annunciato di essere in contatto con l’associazione svizzera Rolph AG, con sede a Kloten, la quale si occupa specificamente di raccogliere donazioni di ciocche di capelli per trasformarle in parrucche destinate ai giovani coinvolti nell’incidente di Crans-Montana.
Erika, titolare del negozio Beauty Corner a Occhieppo Inferiore nel cuore del Biellese, ha già esperienza nel campo delle donazioni di capelli collaborando con “Un angelo per capello” – un’associazione di Bari che assiste i malati oncologici – ha immediatamente riconosciuto il valore di tale iniziativa. La sua esperienza precedente le ha insegnato l’importanza e la bellezza del gesto di donare, tanto da non far mai pagare le clienti che scelgono di contribuire a cause simili. Mossa da questo spirito, ha contattato la collega francese per offrire il proprio aiuto e la propria rete. La risposta è stata entusiasta: Erika raccoglierà le ciocche nel suo salone, e sarà la collega francese a farsi carico della spedizione collettiva alla Rolph AG.
Le differenze nelle modalità di donazione sono state un fattore chiave per l’ampia risposta. Mentre “Un angelo per capello” accetta solitamente solo capelli naturali, l’associazione svizzera Rolph AG è disposta a ricevere anche capelli trattati o colorati, a patto che la lunghezza minima del taglio sia di 20 centimetri, che in pratica si traduce in una treccia di almeno 25 centimetri. Questa flessibilità ha permesso a un numero maggiore di persone di partecipare attivamente al progetto di solidarietà.
L’eco di una tragedia e l’appello alla comunità
L’eco di una tragedia risuona, la comunità è chiamata a solidarietà e memoria.
Erika, 38 anni, non nasconde l’impatto emotivo che la tragedia di Crans-Montana ha avuto su di lei e sulla sua decisione di agire. “La collega ha avuto veramente un’idea molto bella, mi ha colpito tanto e ho deciso di aiutarla,” racconta. È una vicenda che, purtroppo, ha toccato nel profondo molte persone, risuonando con la loro esperienza o la loro sensibilità. La solidarietà, in questi casi, emerge non solo come un atto di beneficenza ma come una vera e propria risposta umana collettiva al dolore altrui.
Per Erika, come per molti suoi coetanei, la riflessione sulla fragilità della vita è stata immediata. Ricorda di aver frequentato locali simili a quelli dei giovani coinvolti fino a dieci anni fa e confessa di aver pensato con gli amici: “Poteva capitare anche a noi”. Questa consapevolezza ha rafforzato il suo desiderio di fare la sua parte, anche nel piccolo, per alleviare le sofferenze di queste famiglie e di questi ragazzi. Un gesto, quello della donazione di capelli, che va oltre l’aspetto estetico, diventando un simbolo tangibile di speranza e vicinanza.
L’appello di Erika non si ferma alla sola raccolta individuale. La parrucchiera del Biellese lancia un invito a tutti i suoi colleghi e alle colleghe che operano nel settore, sia a livello locale che nazionale, affinché si uniscano a questa preziosa iniziativa. “Se qualche mio collega volesse partecipare a questo gesto di solidarietà non esiti a contattarmi che lo metterò in contatto con l’ideatore di questa iniziativa,” conclude. Un modo per amplificare la portata dell’azione e costruire una rete di aiuto ancora più robusta e capillare.
