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Spettacolo, la pandemia lascia macerie. “Il green pass non è bastato a salvarci”

A due anni dall'inizio della crisi, la ripresa del settore appare lontana. Per il regista Dipasquale il comparto ha sofferto "errori di comunicazione", mentre i ristori "sono stati assorbiti dai grandi teatri". L'impresario Lentini chiede "di superare lo stato d'emergenza"

Il 2021 non è stato l’anno della rinascita. Non per il mondo dello spettacolo, almeno, ancora alle prese con la crisi economica innescata dalla pandemia Covid-19. “A causa di questa situazione ho dovuto lasciare la gestione del Teatro Musco di Catania”, dice a FocuSicilia Giuseppe Dipasquale, regista e drammaturgo, già direttore del Teatro Stabile etneo. Il problema fondamentale è la mancanza di spettatori “che ha ridotto drasticamente gli incassi”. Malgrado il green pass, “misura corretta, ma che non è bastata a riportare la gente a teatro”. Dello stesso avviso Giuseppe Costantino Lentini, impresario e titolare dell’agenzia Inside produzioni. Anche per la musica e gli spettacoli dal vivo “il problema più grande è quello psicologico, che tiene ancora le persone lontane dagli eventi”. Per questo, nonostante tutto, “bisogna dare un messaggio di speranza”, e augurarsi che da parte del governo “non ci siano altre chiusure, che sarebbero devastanti”.

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Troppa diffidenza verso il teatro

Il settore dello spettacolo è stato tra i più danneggiati dalla crisi Covid, sin dal primo giorno. Per Dipasquale “i teatri sono stati i primi a chiudere nella primavera del 2020, e di nuovo i primi lo scorso autunno, con il ripresentarsi del Covid”. Misure che hanno contribuito a creare diffidenza nei confronti del settore. “Ci sono stati errori di comunicazione. Nessuno si spaventa di prendere un aereo, dove il contatto è più stretto che a teatro, perché i trasporti non sono stati messi sotto accusa”. La sofferenza del comparto è confermata dai dati. Secondo l’Osservatorio dello spettacolo Siae, nel 2020 l’isola è stata la terza regione italiana per numero di presenze turistiche (1,3 milioni), dopo Lombardia (1,8 milioni) ed Emilia Romagna (1,4 milioni), ma anche la terza regione con maggiori perdite al botteghino (meno 88 per cento), dietro Lombardia (meno 90 per cento) e Calabria (meno 89 per cento). I dati del 2021 non sono ancora disponibili, ma secondo Dipasquale vanno nella stessa direzione. “La gente c’è, del posto e da fuori. Il problema è che non va a chiudersi in una sala, perché pensa che sia pericoloso”.

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Livelli pre-crisi ancora lontani

Un serio problema, soprattutto per le piccole realtà come il Musco, storica sala catanese aperta nel 1957 e presa in gestione da Dipasquale nel 2017. Il problema principale, spiega il regista, sono le spese vive. “Il Musco ha 200 posti. Soltanto per aprire, ogni giorno, si spendono circa 300 euro tra personale, energia elettrica e altre utenze”. Soltanto lo scorso ottobre il governo ha autorizzato la capienza al 100 per cento, sotto l’egida del green pass, “ma anche quello non è bastato per riportare il pubblico in sala come prima della crisi”. Mentre i ristori promessi al settore dello spettacolo “ci sono stati, ma sono stati assorbiti per la maggior parte dai teatri stabili e da alcuni grossi privati”. Per questo, alcuni mesi fa, Dipasquale ha deciso di lasciar la gestione. “Abbiamo fatto una valutazione molto serena e abbiamo concluso che al momento non ci sono le condizioni”. Adesso il regista sta girando l’Italia con i suoi spettacoli, ma non dispera di tornare in città in futuro. “Se ci sarà l’opportunità, sarà un piacere tornare ad avere una sala a Catania”.

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Imparare a convivere con la pandemia

A soffrire, come detto, è tutto il settore dello spettacolo, anche dal vivo. “Nel 2021 la perdita è stata consistente, circa l’80 per cento dei livelli pre-Covid”, dice l’impresario Giuseppe Costantino Lentini. La sua società è tornata da subito a organizzare eventi, “come quello partecipatissimo con il maestro Nicola Piovani, lo scorso agosto”, ma è innegabile che il settore “sia ancora in sofferenza”. Per questo l’impresario, insieme a molti colleghi, sostiene con forza la campagna vaccinale. “Ormai abbiamo capito che il Covid non andrà via da un giorno all’altro”, dice Lentini. Con il virus “bisogna imparare a convivere”, come in larga parte si sta già facendo “grazie al vaccino e al green pass, che comunque è una misura utile”. Non quanto ci si sarebbe aspettato, forse. “La voglia di socialità della gente non è venuta meno, lo vediamo ogni giorno attraversando le nostre città. Nei confronti dello spettacolo e delle attività di svago, però, c’è ancora troppa diffidenza”.

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“Basta con lo stato di emergenza”

Per superare questo stato di cose, aggiunge Lentini, è necessario un cambio di comunicazione. “Continuare a parlare di stato di emergenza, in un momento in cui gran parte delle attività sociali sono riprese, è inutile e dannoso soprattutto per la nostra categoria”. Gli effetti psicologici dell’emergenza non sono un’opinione. Secondo uno studio realizzato dalla Cisac, Confederazione internazionale delle società d’autori e compositori, le perdite per lo spettacolo dal vivo “sono state peggiori lì dove sono state più severe le restrizioni sanitarie, in Canada (meno 70 per cento), in Regno Unito (meno 62 per cento) e in Italia (meno 58 per cento)”. Gli effetti di quella fase, dice Lentini, non si sono ancora esauriti. Perciò bisogna dare “un messaggio di fiducia”, considerando anche che l’arte “è uno strumento indispensabile per formare le coscienze e ripartire”. Senza di essa, conclude l’impresario, “sarà difficile lasciarsi alle spalle questo periodo della nostra vita”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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