Spid a pagamento, arriva il canone fisso all’anno | Così iniziano a prelevarti i soldi dal conto
Poste Italiane introduce un costo annuale per SPID da 6 euro dal 2026. Scopri le nuove tariffe, chi è esente dal pagamento e come gestire il tuo servizio PosteID.
L’identità Digitale, lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), si prepara a una svolta significativa con l’annuncio di Poste Italiane: dal 2026, il servizio PosteID, abilitato a SPID, non sarà più completamente gratuito. Questa decisione segna la fine di un decennio di totale gratuità e si inserisce in un contesto di riorganizzazione dei costi di gestione e mantenimento delle infrastrutture tecnologiche. La misura, pur introducendo una tariffa, è stata pensata per minimizzare l’impatto economico sulla maggior parte degli utenti, posizionando l’offerta tra le più competitive sul mercato nazionale.
L’importo fissato da Poste Italiane per il mantenimento del servizio è di 6 euro all’anno. Questa cifra verrà applicata a partire dal secondo anno di attivazione, garantendo ai nuovi utenti un primo anno di utilizzo interamente gratuito. Il pagamento non sarà retroattivo, ma riguarderà esclusivamente la continuità del servizio in futuro. La necessità di introdurre questo canone deriva dall’esigenza di sostenere elevati standard di sicurezza informatica e assicurare una continuità operativa senza interruzioni, specialmente considerando che Poste Italiane gestisce oggi oltre 24 milioni di utenti attivi. La sostenibilità economica del sistema SPID è un tema centrale nel dibattito tra gestori e istituzioni, portando alla definizione di queste nuove linee guida tariffarie.
Dettagli del costo e chi non pagherà il canone

Canone: costi dettagliati e le categorie esenti dal versamento.
L’introduzione del canone annuale di 6 euro da parte di Poste Italiane per il servizio SPID/PosteID, a partire dal 2026, è stata accompagnata da una serie di esenzioni mirate a tutelare specifiche fasce della popolazione. È fondamentale comprendere chi sarà chiamato a pagare e chi invece continuerà ad usufruire del servizio in maniera gratuita, per evitare malintesi e garantire un accesso equo alla digitalizzazione.
Non dovranno sostenere il costo annuale di 6 euro le seguenti categorie di cittadini:
- I cittadini che hanno già compiuto o superato i 75 anni di età. Questa misura è stata pensata per non gravare sugli anziani, che spesso hanno affrontato notevoli sforzi per adattarsi ai processi digitali.
- I soggetti minorenni, per i quali l’identità digitale è un mezzo essenziale per l’accesso a servizi scolastici e formativi.
- I cittadini residenti all’estero.
Un discorso a parte riguarda gli utenti che utilizzano lo SPID per uso professionale. Per questa categoria, infatti, vigono accordi e strutture di costo differenti rispetto ai privati cittadini, e quindi non rientrano nella nuova tariffazione annuale prevista per l’utenza standard. Queste deroghe sono state stabilite per bilanciare la necessità di sostenibilità economica del servizio con il diritto universale all’accesso digitale garantito dallo Stato.
Come avviene il rinnovo e l’importanza della sicurezza digitale
Il rinnovo della sicurezza digitale: un processo vitale per la protezione online.
Per assicurare che nessuno si trovi impreparato di fronte al passaggio a SPID a pagamento, Poste Italiane ha predisposto un sistema di notifiche preventive dettagliato. Ogni utente riceverà una comunicazione ufficiale tramite l’indirizzo e-mail associato al proprio profilo PosteID almeno 30 giorni prima della scadenza effettiva del servizio. Questo messaggio conterrà tutte le istruzioni necessarie per procedere al rinnovo e i canali disponibili per effettuare il versamento richiesto. La trasparenza informativa è cruciale per permettere agli utenti di decidere consapevolmente se mantenere attivo il proprio profilo o, eventualmente, valutare altre soluzioni di autenticazione digitale.
Oltre alla comunicazione via e-mail, i cittadini potranno verificare in qualsiasi momento la propria situazione e la data esatta prevista per il pagamento accedendo alla propria area personale sul sito ufficiale di PosteID o consultando l’applicazione dedicata sul proprio smartphone. Questa autonomia di verifica rafforza il controllo dell’utente sulla propria identità digitale.
L’introduzione del costo annuale è strettamente connessa all’evoluzione tecnologica e agli stringenti standard europei in materia di sicurezza dei dati. Gestire l’identità digitale di milioni di italiani comporta una responsabilità enorme nella protezione contro furti di identità e attacchi informatici. Poste Italiane ha evidenziato che i proventi derivanti dai canoni saranno reinvestiti per potenziare i server, migliorare l’interfaccia utente e garantire un accesso ai portali della pubblica amministrazione sempre più rapido e protetto. In un’era dove la digitalizzazione è il canale privilegiato per ottenere certificati, bonus e documenti previdenziali, la solidità del fornitore di identità digitale è un bene primario che richiede investimenti costanti, non più sostenibili unicamente tramite finanziamenti pubblici o la gratuità indiscriminata.
