fbpx

Start up, per aprirle si torna davanti al notaio. “Svista del governo Renzi”

La modalità online, dallo scorso 29 marzo, non sarà più valida. Lo ha deciso una sentenza del consiglio di Stato. Le opinioni degli esperti

Aprire un’impresa con procedura online semplificata e poco meno di 170 euro. O meglio, una “start up innovativa” come le 200 fondate in Sicilia dal 2016 al 2020. Il cinque per cento del totale nazionale. Il settore non si è fermato nemmeno nel pieno della pandemia, con quasi 40 aziende avviate nell’Isola solo lo scorso anno. Peccato che la modalità online, che consentiva una procedura rapida ed economica, dallo scorso 29 marzo non sia più valida. Lo ha deciso una sentenza del Consiglio di Stato, accogliendo un ricorso del Consiglio nazionale del Notariato. A essere bocciato è il decreto del ministero dello Sviluppo economico che consentiva di aprire queste imprese “in modalità esclusivamente informatica”. D’ora in poi bisognerà tornare davanti al notaio. Con tutto ciò che ne consegue in termini di costi e tempi.

Lobby e retaggi

A dare un’idea dell’impatto delle nuove, o meglio, vecchie procedure è Dario Zappalà, consigliere di amministrazione del consorzio “Etna Hi Tech”, che dal 2005 raccoglie le piccole e medie imprese che operano nel settore delle tecnologie. Per Zappalà il ministero aveva compiuto “una rivoluzione in termini di snellimento”, permettendo di far partire l’impresa praticamente “a costo zero”. La costituzione online consentiva infatti di avviare la società “con un euro di capitale e altri 168 euro per l’imposta di registro”. E soprattutto “senza nessuna spesa per il notaio”. Il risparmio totale è stimato “in circa duemila euro”, e i tempi di disbrigo della pratica “in 27 giorni”. Per l’ingegnere il mondo delle start up “deve fare i conti con un sistema che vuole garantirsi una crescita nell’innovazione”, ma che non sa sganciarsi “da retaggi che privilegiano le lobby a dispetto della buona prassi”.

Fonte: elaborazioni MiSE su dati Infocamere

Un passo indietro

Zappalà ricorda come la procedura online abbia reso possibile la costituzione di molte aziende “senza alcuna necessità di ritrovarsi in un luogo fisico prestabilito”. Una modalità “oggi più che mai vincente”, come testimonia “l’elevato tasso d’adozione online”. Per l’ingegnere non riconoscere la valenza della procedura digitalizzata “equivale al non riconoscimento di una firma digitale”. Stesso discorso per quanto riguarda “l’utilizzo dello Spid (Sistema pubblico di identità digitale, ndr) per l’accesso ai servizi”. Un passo indietro che comporterebbe “la decadenza delle certezze su cui oggi fondiamo e portiamo avanti le nostre attività”. La classe imprenditoriale “vive di digitalizzazione”, e dunque “non può condividere” questo “ritorno alle origini”.

Leggi anche – Mygrants, la startup che ha lasciato il Nord per Catania

Maggiore selezione tra le imprese

Per alcuni il giudizio sulla vicenda rimane sospeso. Per Rosario Faraci, ordinario di Economia all’Università di Catania, la sentenza del Consiglio di Stato “va rispettata”, anche se fa venir meno una condizione “che fino ad oggi è stata molto facilitante”. Il professore ricorda come le start up abbiano goduto di altre agevolazioni, “tra cui una facilitazione al fallimento rispetto alle imprese tradizionali”. Per quanto riguarda la costituzione online, “è presto per capire se inciderà sul trend di apertura delle start up”. Più che la velocità e facilità di avvio, infatti, “conta l’effettiva capacità di fare impresa”. Da questo punto di vista, forse, la sentenza “contribuirà a una maggiore selezione, anche dal punto di vista della motivazione”.

Fonte: elaborazioni MiSE su dati Infocamere

Mai modificato il Codice civile

Si concentra sul Governo che approvò quella norma il dottor Nicola Vernaglione, head manager di Creazione Impresa. La decisione del Consiglio di Stato “non è un fulmine a ciel sereno”. Nei mesi scorsi alcune sentenze amministrative “avevano sollevato la questione”, soffermandosi sul fatto che al decreto del Mise “non fosse seguita una modifica del Codice civile”. Per sbloccare la situazione serve “un nuovo intervento del ministero, correttivo o normativo”. La sentenza non ha effetti retroattivi sulle aziende già costituite, ma incide “sugli atti modificativi, compresi gli aumenti di capitale”. Al di là dei commenti a caldo “non si può non riconoscere la legittimità del ricorso”, che affonda le radici nell’errore del decreto. “Diciamo che si è trattata di una svista del governo di allora”. Quando a palazzo Chigi sedeva Matteo Renzi.

Leggi anche – LoRaWAN, in una serra i progetti innovativi di una start up ragusana

I dubbi per il futuro

Secondo Zappalà, la vicenda porta con sé controsensi “che finiranno per influenzare negativamente i futuri investimenti”. Il settore delle imprese digitali, anche durante la pandemia, “ha rappresentato un tessuto imprenditoriale vivace”. Malgrado il momento di recessione, infatti, “le start up hanno mostrano valori di redditività importanti, con un’alta propensione agli investimenti”. L’auspicio dell’ingegnere è che le aziende già costituite trovino il coraggio di fare un salto “e sganciarsi dalla condizione di start up”. Per quelle che verranno fondate in futuro, Zappalà si chiede se verrà mantenuta “la costituzione societaria ad un euro”, o se anche questa agevolazione “subirà una revisione”. Un altro aspetto sul quale il ministero dovrà pronunciarsi.

Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

18,004FansMi piace
313FollowerSegui
190FollowerSegui
- Pubblicità -
- Pubblicità -

Ultimi Articoli