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Stm Catania, Cisl: alzare salari e premi di risultato per trattenere i giovani

Le richieste del sindacato dopo la pubblicazione dei risultati economici della multinazionale, che a livello internazionale vanta quattro miliardi di utili e ricavi per oltre 16 miliardi

“Per guadagnare terreno nel settore dei semiconduttori bisogna investire anche nei 12 pollici, alzare subito i salari per trattenere le professionalità e le competenze dei giovani siciliani, raddoppiare il massimale del premio di risultato da tremila a seimila euro e un costruire nuovo patto tra impresa e sindacato”. È quanto chiede la Cisl alla StMicroelectronics, per voce di Massimiliano Nobis segretario nazionale Fim Cisl, Piero Nicastro, segretario generale Fim Cisl Sicilia, Maurizio Attanasio, segretario generale Cisl Catania e Francesco Rimi, segretario territoriale Fim Cisl e delegato Rsu in StMicroelectronics di Catania.

Premi di produzione doppi

Il nuovo anno è iniziato a colpi di record per StM con i risultati pubblicati oggi per il periodo del 2022: ben 4 miliardi di utili, e con ricavi per oltre 16 miliardi di euro. Inoltre per il primo trimestre l’azienda si aspetta ricavi ancora in crescita. Con questi trend oltre che l’investimento già annunciato, legato al PNRR di più di 700 milioni di euro su Catania per la nuova fabbrica di substrati di carburo di silicio (prima per tipologia in Europa), che porterà da quest’anno a 700 nuove assunzioni. “Proprio in questi giorni”, sottolineano Nicastro e Rimi, “si stanno svolgendo nel sito di Catania le assemblee con i lavoratori per votare la piattaforma di secondo livello da sottoporre all’azienda. Tra le richieste inserite nel documento, è prevista la richiesta del raddoppio del premio di produzione da 3000 euro a 6000 euro. Chiediamo anche un impegno da parte dell’azienda ad avviare una riflessione sulla possibilità di linea a 12 pollici a Catania, legata ai nodi tecnologici più avanzati”.

Occupazione a quattro cifre

“Occorrono inoltre ulteriori progetti di investimento”, aggiungono i due dirigenti sindacali della Fim, “nell’ottica del progetto europeo di alzare al 20 per cento la percentuale di chip prodotti nei paesi dell’Unione entro il 2030, che porterebbe a realizzare un sogno svanito più di decennio fa che creerebbe occupazione a quattro cifre in un territorio che intercetta risorse e personale altamente specializzato in un’area depressa dell’Unione Europea. Come dire “se non ora quando”. “I risultati positivi di mercato ed economici testimoniano la bontà degli investimenti compiuti dal Gruppo STM negli ultimi anni”, commenta Nobis. “Nella piattaforma nazionale per il rinnovo del contratto aziendale chiediamo  di continuare a destinare risorse per la ricerca e sviluppo nei prodotti e nei processi. I semiconduttori sosterranno lo sviluppo di tutto il settore industriale italiano e  avere  una società leader nel settore sul territorio italiano è nevralgico per tutto il sistema manifatturiero italiano”.

Patto tra impresa e sindacato

Per Attanasio “l’Italia è l’unico Paese dell’area Ocse nel quale, dal 1990 al 2020, il salario medio annuale è diminuito (meno 2,9 per cento), mentre in Germania è cresciuto del 33,7 per cento e in Francia del 31,1 per cento. In queste tre decadi, è aumentato il divario tra la crescita media dei salari nei Paesi Ocse e la crescita dei salari in Italia, progressivamente dal meno 14,6 per cento (1990-2000), al meno 15,1 per cento (2000-2010) e, infine, al meno 19,6 per cento (2010-2020). Occorre un nuovo patto tra impresa e sindacato”, conclude il segretario della Cisl catanese, “affinché si trovino percorsi comuni che tendano ad aumentare salari e produttività, un patto che punti a valorizzare il capitale umano, che premi le professionalità e contribuisca alla crescita professionale. Ciò sarà possibile solo se si dà il giusto valore alla contrattazione aziendale con quelle organizzazioni sindacali che con corresponsabilità propongono soluzioni realizzabili”.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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