Parcheggi gratis, anche sulle strisce blu non devi pagare | I vigili non te lo diranno mai | Ma quella multa è nulla
Parchimetro guasto o senza POS? Scopri la legge e le sentenze che ti proteggono dalle multe ingiuste. I vigili spesso tacciono, ma tu hai un diritto preciso. Non pagare subito!
Trovare parcheggio è spesso un’impresa estenuante nelle nostre città. La situazione si complica ulteriormente quando, dopo lunghe ricerche, si individua un posto ma il parchimetro risulta non funzionante, non accetta monete o è sprovvisto di sistemi di pagamento elettronico (POS), ormai obbligatori per legge. In questi frangenti, molti automobilisti si sentono frustrati e, nel timore di perdere tempo o di non trovare alternative, lasciano il veicolo, ignari di essere tutelati da precise normative e sentenze della Corte di Cassazione. Questo è un dettaglio cruciale che raramente viene comunicato, lasciando i cittadini nel dubbio e nella paura di ricevere sanzioni ingiuste.
La legge, infatti, offre una tutela concreta in queste circostanze. Non è solo una questione di buon senso, ma un diritto stabilito che può evitarti una multa. È una scena fin troppo comune: tentare di pagare e scoprire che non ci sono opzioni valide. Ma cosa dice realmente la normativa in questi casi?
Parchimetro guasto o senza POS: cosa dice la legge

Parchimetro guasto o senza POS: cosa dice la legge in questi casi.
La questione non è lasciata all’interpretazione soggettiva, ma si basa sull’articolo 7 del Codice della Strada, specificamente al comma 1, lettera f), che attribuisce ai Comuni la facoltà di stabilire aree di sosta a pagamento. Tuttavia, a questa facoltà corrisponde un preciso dovere: l’amministrazione comunale ha l’obbligo di garantire il servizio, inclusa l’efficienza dei sistemi di pagamento. Ciò significa che se un parchimetro è guasto, non accetta le monete, o, cosa sempre più rilevante, non è abilitato al pagamento elettronico e non ci sono alternative vicine e funzionanti, l’automobilista si trova nell’impossibilità oggettiva di adempiere al pagamento.
Una delibera ministeriale, la 2267 del 14/12/2012, è molto chiara in merito: essa impone che i parchimetri accettino pagamenti non solo in contanti ma anche con bancomat e carte di credito. La mancanza di questa funzionalità o un suo malfunzionamento impedisce di fatto al cittadino di effettuare il pagamento. In tali condizioni, la multa diventa contestabile. La responsabilità, in questi casi, è dell’ente gestore del servizio di sosta, non dell’automobilista, al quale è richiesto solo di dimostrare di aver effettuato un ragionevole tentativo di pagamento.
Come contestare la multa: la giurisprudenza a tuo favore
Contesta la multa: la giurisprudenza è dalla tua parte, scopri come.
Se ti trovi nella spiacevole situazione di aver ricevuto una multa a causa di un parchimetro non funzionante o sprovvisto di POS, la prima e più importante regola è: non pagare immediatamente la sanzione. Il pagamento, infatti, implica l’accettazione della multa e rende molto più difficile, se non impossibile, il ricorso. È fondamentale, invece, documentare l’accaduto con la massima precisione.
Scatta fotografie chiare al parchimetro guasto, evidenziando il messaggio di errore, la fessura per le monete bloccata o l’assenza del lettore per bancomat/carte di credito. È altrettanto importante verificare e fotografare l’assenza di altri parchimetri funzionanti nelle immediate vicinanze, che possano offrire un’alternativa valida. Queste prove fotografiche saranno il tuo alleato più forte in fase di contestazione.
Il passo successivo è procedere con il ricorso al Giudice di Pace. Nelle motivazioni del ricorso, dovrai indicare l’impossibilità di pagare il parcheggio a causa del malfunzionamento del parchimetro o della mancanza di sistemi elettronici, allegando tutte le prove fotografiche raccolte e attestando l’assenza di alternative. È cruciale fare riferimento alla giurisprudenza favorevole della Corte di Cassazione, come la sentenza n. 25219 del 2017 e la n. 15462 del 2021, che tutelano gli automobilisti da sanzioni derivanti da disservizi non imputabili a loro colpa. La conoscenza di questi diritti è la tua migliore difesa per non lasciare che un disservizio ti costi una sanzione ingiusta.
