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Su il sipario: entusiasmo in Sicilia per la riapertura dei grandi teatri d’opera

Con la zona gialla si riaccendono le luci del palcoscenico. Riprendono gli spettacoli e si programma il futuro. Parlano i sovrintendenti dei teatri lirici di Palermo, Catania e Messina

Tornano ad alzarsi i sipari dei palcoscenici siciliani. Con la zona gialla, anche i tre grandi teatri dell’opera si rimettono in moto. Il peso delle chiusure è stato notevole. Il teatro Massimo di Palermo, l’unico dell’isola gestito da una fondazione, secondo i vertici ha perso circa sei milioni di euro lo scorso anno. Anche il teatro Bellini di Catania e il Vittorio Emanuele di Messina, classificati come enti pubblici, hanno riportato perdite ingenti. Malgrado ciò, la “macchina” non si è mai fermata. E si prepara ad accogliere nuovamente gli spettatori, pur nel rispetto delle norme sanitarie, come spiegano a FocuSicilia i sovrintendenti dei tre teatri.

Botteghini pieni a Palermo

“Oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo avuto il botteghino pieno. Mi aspettavo un po’ di diffidenza nel pubblico, invece c’è stata tanta gente in coda per fare il biglietto”. Francesco Giambrone, sovrintendente del teatro Massimo di Palermo e presidente dell’Anfols, Associazione nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche, non nasconde l’entusiasmo. La coda al botteghino è il segnale “che il teatro è mancato alla gente”, non essendo un semplice mezzo di intrattenimento “ma uno strumento che costruisce comunità, coscienza, valori condivisi”. Il Massimo ha deciso di dedicare la prima del 2021 ai giovani. “Giovedì faremo la prova generale di Lucia di Lammermoor, aperta solo agli under 35. Cominceremo alle 18.30, per rispettare il coprifuoco”, precisa Giambrone.

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Un allenamento digitale

Le riaperture, infatti, devono fare i conti con regole sanitarie ancora rigide. Il numero massimo di posti al chiuso è fissato a 500 dall’ultimo decreto nazionale. “A luglio ci trasferiremo al Teatro di Verdura, all’aperto, dove potremo ospitare fino a mille persone”, annuncia il sovrintendente. Che sottolinea come il Teatro “si sia fatto trovare pronto” per l’appuntamento con la zona gialla. Nei mesi di chiusura il Massimo ha messo in scena diversi spettacoli, trasmessi in rete attraverso la propria web-tv. Un momento che Giambrone definisce “di grande fermento, anche grazie alla presenza di maestri come Riccardo Muti”. Un “allenamento” digitale, grazie al quale le compagnie – orchestra, coro, corpo di ballo – “si trovano oggi pronte per ripartire”.

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Accompagnare la ripartenza

Il sovrintendente non nasconde i sacrifici che la crisi ha comportato. “Per la prima volta siamo stati costretti a fare ricorso agli ammortizzatori sociali”. Con le conseguenze del caso sulla retribuzione dei dipendenti, “che però hanno mantenuto un atteggiamento estremamente positivo”. La priorità, adesso, è accompagnare questo nuovo inizio. “L’entusiasmo è importante, ma deve fare i conti con la sostenibilità dei bilanci. Non dimentichiamo che siamo totalmente privi di entrate proprie da gennaio scorso”, dice il sovrintendente. La ripartenza “ha bisogno di essere sostenuta”, anche perché il Teatro “deve fare i conti con aggravi di spese significativi, legati ai protocolli di sicurezza”.

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I progetti del Bellini di Catania

A Catania, le attività del teatro Bellini riprenderanno gradualmente. “Abbiamo seimila abbonati che non ci hanno abbandonato. Anzi, fremono per ritornare in sala”, dice il sovrintendente Giovanni Cultrera. “Riprenderemo esattamente da dove avevamo lasciato il cartellone lo scorso anno”. Ci saranno anche altri appuntamenti, “come lo spettacolo dedicato a Rosario Livatino, registrato per la televisione, che speriamo di riproporre anche al pubblico”. E ancora, un concerto con musiche originali dedicato a cinque autori siciliani di pregio, “Capuana, Verga, Pirandello, Sciascia e Patti, raccontati da attori del calibro di Pippo Pattavina”. Un progetto in collaborazione con l’Università di Catania, “per la promozione culturale del nostro territorio”.

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Le speranze per l’estate

Anche Cultrera non nasconde le difficoltà legate a questa situazione. “Il teatro non tramonterà mai, si rialzerà più forte di prima. Il colpo però è stato forte, e sarà accusato anche sul medio periodo”. Tra abbonamenti e sbigliettamento, i mancati incassi nel 2020 “ammontano a circa due milioni di euro”. La volontà del teatro Bellini “è di ripartire al più presto”, magari con un maggior numero di spettatori “reso possibile dalla campagna vaccinale”. Anche le maestranze catanesi hanno scelto di non fermarsi, “preparando degli spettacoli in streaming”. Un risultato reso possibile “dalla buona volontà dei dipendenti, che adesso si preparano a un’estate intensa”. Tra gli altri eventi in programma, Il rigoletto diretto da Placido Domingo a Taormina.

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L’esperienza del Vittorio Emanuele di Messina

A sottolineare l’impegno economico della Regione siciliana è l’avvocato Gianfranco Scoglio, sovrintendente del teatro Vittorio Emanuele di Messina. “Il Fondo unico per lo spettacolo, tra le principali fonti di finanziamento dell’ente, è stato di fatto raddoppiato”. Per quanto riguarda il Governo nazionale, gli aiuti “hanno riguardato maggiormente i privati e non gli enti pubblici”, come i teatri di Messina e Catania. Il limite massimo di 500 spettatori è una grossa limitazione, “ma dovremmo riuscire a mantenere l’equilibrio di bilancio”. Il Vittorio Emanuele “è un ente sano, che dipende dai trasferimenti regionali, ma in tempi normali riesce a chiudere in avanzo di amministrazione”. Fatto non comune tra i teatri italiani, sottolinea il sovrintendente.

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“Servono spettacoli innovativi”

Per quanto riguarda il futuro, tutto è ancora da scrivere. “Abbiamo tanti progetti, ma dobbiamo fare i conti con la realtà, capire come si orienteranno le compagnie, tenere conto che la situazione sanitaria è sempre in evoluzione”, dice Scoglio. Quel che è certo è che la dirigenza “presterà scrupolosa attenzione”, per fare in modo che il teatro “sia un luogo assolutamente sicuro per gli spettatori e per le maestranze”. Per attirare il pubblico bisognerà “mettere in scena produzioni innovative”, come fatto negli ultimi mesi con alcuni spettacoli digitali. Alcuni sono stati trasmessi anche da emittenti locali. “Un modo per restare vicini agli spettatori durante i mesi di pandemia. Adesso, però, bisogna ripartire in sicurezza”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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