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Sull’Ast pesano 78 milioni di euro di debiti. “Ma l’azienda non fallirà”

Ieri un incontro tra Regione e vertici dell'Azienda siciliana trasporti. Il presidente Castiglione: "Nessuna liquidazione, si va verso il concordato di continuità, abbiamo chiesto una ricapitalizzazione". Le considerazioni del Defr e il bilancio 2020, l'ultimo disponibile

Con un indebitamento da 78 milioni di euro l’Ast Spa, Azienda siciliana trasporti con socio unico la Regione, deve “perseguire una severa ristrutturazione” e prepararsi a “competere sul mercato del trasporto pubblico locale”: lo aveva già scritto il precedente governo regionale nel Documento di economia e finanza 2023-2025, ricordando che la società esercita il servizio “soprattutto in aree marginali e periferiche così da garantire omogeneità dello sviluppo e coesione sociale”. Tradotto: sono tratte antieconomiche che nessun operatore privato sosterrebbe. Anche per questo l’Ast versa in “grave squilibrio strutturale fra costi e ricavi”, si legge sempre nel Defr, che sentenzia infine: “La società deve predisporre un piano di risanamento triennale entro il 31 luglio 2022, volto a superare le criticità finanziarie ed a conseguire gradualmente sufficiente liquidità per l’espletamento delle attività istituzionali”.

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Ieri il vertice tra l’azienda e il presidente Schifani

Qualsiasi piano di risanamento richiede risorse. Soprattutto per questo ieri c’è stato un incontro, richiesto da Ast per fare il punto della situazione, tra il board dell’azienda – presieduta da Santo Castiglione e diretta da Mario Parlavecchio – e il socio unico, rappresentato dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che è anche l’ente committente dei servizi di trasporto pubblico locale, l’autorità del controllo del settore del Tpl e il soggetto che legifera in modo esclusivo in materia di trasporto in Sicilia. Con quattro ruoli, la Regione è l’unico soggetto che possa oggi determinare le sorti di Ast, sulla quale aleggia lo spettro del fallimento. O meglio, aleggiava. “L’incontro è stato molto positivo, Ast non fallisce e non va in liquidazione, ci sono diverse ipotesi per salvarla”, commenta a Focusicilia il presidente Castiglione, al termine della riunione alla quale hanno preso parte anche gli assessori regionali Falcone (Economia) e Aricò (Infrastrutture e Mobilità). “Si prevedono tagli e limitazioni – prosegue il vertice dell’azienda – e la strada è quella del concordato di continuità. Adesso ci saranno degli approfondimenti tra gli assessori Falcone e Aricò e i nostri consulenti. Ci rivedremo tra una decina di giorni, prima della stesura della Finanziaria regionale. La richiesta è di una ricapitalizzazione da 50 milioni di euro, che sarà probabilmente suddivisa in tre anni”.

L’analisi dei conti nel bilancio 2020

Quali siano le condizioni dei conti dell’azienda, lo spiega molto bene l’ultimo bilancio d’esercizio disponibile, quello del 2020, approvato il 31 gennaio 2022 dall’assemblea dei soci. Si tratta quindi di dati certificati. Il risultato d’esercizio del conto economico è positivo: 1,7 milioni di euro ante imposte, 940 mila euro tolto il dovuto accantonamento fiscale. Ma lo stesso management societario ammette nella relazione generale al bilancio che, nonostante vi siano stati “interventi gestionali e programmatici di contenimento della spesa, pur avendo consentito redditi operativi netti positivi nel 2009, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016, 2019 e 2020, non sono stati elementi sufficienti ad invertire l’andamento discendente delle performance produttive legate, invero, alla eccessiva obsolescenza del parco macchine”, che comporta spese imprevedibili di carburanti e di olio e rende impossibile pianificare le manutenzioni, e “al progressivo ed inesorabile depauperamento dell’organizzazione aziendale”. La crisi pandemica ha comportato un crollo dei ricavi provenienti dalla vendita dei biglietti, ma già nel contratto di servizio sottoscritto tra Regione e Ast Spa, fin dalla sua prima sottoscrizione nel 2007 ci sarebbe un “disallineamento tra chilometri da erogare e relativo corrispettivo chilometrico, che ha determinato un ingiusto minor ricavo per l’azienda pari a circa 4,3 milioni di euro annui”.

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La governance, i dirigenti e i costi del personale

Sulla struttura aziendale, è il collegio sindacale a sottolineare le carenze, secondo quanto scrivono Battaglia, Giammarva e Mulé nella relazione che accompagna il consuntivo 2020. Tra le cause, “vincoli normativi che non hanno consentito di porre i necessari rimedi, una precaria e ristretta cultura aziendale limitata solo ed esclusivamente a singoli settori, una governance inadeguata deputata a supportare il massimo organo amministrativo”. Dall’analisi svolta sulla struttura amministrativa, emerge “una rilevante carenza di unità di personale, in particolare risulta imprescindibile la copertura dei ruoli dirigenziali vacanti, a garanzia del buon funzionamento degli uffici e dell’organizzazione aziendale, nonché della produzione stessa e del controllo delle procedure operative a tutela del patrimonio aziendale”. Il personale rappresenta la più alta voce di costo nel bilancio di Ast. Nonostante economie per circa quattro milioni di euro, per via della riduzione del numero dei dipendenti in servizio, la spesa è di poco inferiore ai 34 milioni di euro. Le unità in servizio sono in totale sono 801, di cui 157 con contratti di lavoro in somministrazione e 644 dipendenti, 12 quadri e solamente quattro dirigenti.

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L’indebitamento giunto quasi a 78 milioni di euro

Sfiorano i 78 milioni di euro i debiti dell’Ast, anche se il presidente Castiglione ha evidenziato a Focusicilia che rispetto al bilancio 2020 adesso sarebbero scesi a 71 milioni di euro. Nel documento contabile, il grado di indebitamento è del 9,98 per cento: un parametro che indica il numero di volte che il totale delle fonti di indebitamento è superiore ai mezzi propri e quindi il volume dei debiti contratti dall’azienda che appare così evidentemente sottocapitalizzata. Anche un altro parametro evidenziato dal collegio sindacale, il “rapporto di indebitamento”, conferma che parte del capitale investito finanziariamente “si sarebbe dovuto chiudere con una consistente immissione di liquidità, che come è noto non è avvenuta creando un peggioramento della situazione finanziaria”. L’azienda è cioè sovraesposta nei confronti dei fornitori (12 milioni di euro), del sistema creditizio (37,5 milioni di euro verso le banche), dell’Erario per mancati pagamenti di imposte Irap e Ires, ritenute fiscali e previdenziali anche di anni precedenti (22,5 milioni di euro).

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I mancati rimborsi per le tessere anziani

Un altro elemento di disequilibrio è rappresentato dalle quasi 5.300 tessere gratuite per la libera circolazione degli anziani aventi diritto. La copertura spetta alla Regione che deve stanziare, secondo legge, somme che sono state inferiori a quanto preventivato dalla società (23 milioni di euro anziché 28), “in palese contraddizione – si legge nella relazione del board – con quanto disposto dall’art. 76 della Lr 11/2010 che sostanzialmente prescrive che la somma debba essere coerente con quanto determinato dalla società, per tale voce, nel proprio budget previsionale dell’anno di riferimento, al fine di assicurare l’equilibrio economico del relativo bilancio di esercizio”. Ast ha continuato a registrare in bilancio tali somme dovute facendole figurare tra i ricavi. Le tessere sono state regolarmente emesse dall’azienda ma “la Regione Siciliana ha continuato a non provvedere alla necessaria copertura finanziaria”. Sulle quasi 8.300 tessere di libera circolazione a favore dei portatori di handicap e loro accompagnatori, la società invece non percepisce alcun rimborso economico.

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Le linee guida per la rinascita dell’azienda

Già nel Consuntivo 2020 i vertici aziendali avevano sottoposto alla Regione le linee guida per un piano di sviluppo industriale. I capisaldi sono: “la revisione del contratto di servizio per la rimozione dell’iniquità del rapporto corrispettivo/chilometri; l’aggiornamento delle tariffe di rimborso delle tessere di libera circolazione degli anziani; la normalizzazione e regolarizzazione dei flussi finanziari relativi ai trasferimenti dei corrispettivi dei contratti di servizio e del contributo di ricapitalizzazione, determinazione delle condizioni di bancabilità; la dismissione degli immobili non strategici alla produzione aziendale; la rimozione o revisione di tutti quei vincoli normativi la cui applicazione ad Ast risulta limitativa e condizionante l’operato del management; un piano di rinnovo del parco autobus aziendale con immissione autobus nuovi e radiazione di circa 180 mezzi obsoleti”. Infine, il documento conferma l’insufficiente di tecnologia in azienda, tanto che si chiede “l’informatizzazione e automazione dei processi produttivi aziendali, specificatamente nell’ambito della vendita titoli di viaggio e acquisizione dei ricavi da traffico, contrasto all’evasione tariffaria, controllo della regolarità dell’esercizio, verifica della efficacia dell’offerta di trasporto”.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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