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Superbonus, duemila imprese bloccate. A Catania nasce il “borsino” dei crediti

I cantieri nell'Isola valgono circa 4.5 miliardi, ma solo il 76 per cento è stato chiuso, contro l'80 per cento della media nazionale. Con le modifiche alla normativa oltre un miliardo di crediti "incagliati". Intesa tra Ance e Confindustria Catania sulle cessioni

Duemila imprese bloccate, oltre 10 mila lavoratori a rischio, 1,2 miliardi di crediti “incagliati” nei cassetti fiscali a causa delle modifiche normative introdotte dal governo Meloni. Sono questi, secondo Ance Sicilia, i numeri del Superbonus 110 per cento nell’Isola. La situazione è particolarmente grave ai piedi dell’Etna. “Spesso le nostre imprese, per ottenere un po’ di liquidità, sono costrette a cedere i crediti d’imposta a tassi bassissimi, anche del 50 per cento”, spiega a FocuSicilia il presidente di Ance Catania Rosario Fresta. Un paradosso, nel momento in cui le gare d’appalto tornano a crescere sulla spinta del Pnrr. Secondo le stime dei costruttori siciliani, nel 2022 sono stati pubblicati oltre duemila bandi per un valore complessivo di 10 miliardi, ma spesso le imprese non riescono a partecipare per mancanza di liquidità. Una soluzione per venire loro incontro è stata messa a punto ai piedi dell’Etna, attraverso un protocollo d’intesa tra Ance e Confindustria Catania. L’obiettivo dell’accordo è semplice. “Ci sono aziende che hanno cassetti fiscali capienti, che possono scontare i crediti e quindi hanno interesse ad acquistarli, a un prezzo conveniente anche per i cedenti. Noi vogliamo metterle a sistema”, spiega Fresta.

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Un “borsino” per i crediti

Da qui l’idea di un “borsino” di imprese aderenti a Confindustria Catania, che potranno acquisire i crediti a un tasso equo, intorno all’80 per cento, “grazie alla mediazione di un team di advisor e professionisti”. Il contrario di ciò che avviene attualmente sul mercato, aggiunge Fresta. “Senza liquidità non si possono pagare gli operai, i fornitori, i contributi, la cassa edile. Noi vogliamo evitare che ci sia sciacallaggio sui crediti, approfittando della difficoltà delle aziende”. Ance Catania ha avviato una ricognizione per valutare la situazione dei crediti incagliati, ma Fresta anticipa che “parecchie delle nostre società sono in questa situazione. Speriamo che l’accordo firmato oggi possa essere replicato anche in altre province”. Un auspicio condiviso dal presidente di Confindustria Catania Antonello Biriaco, che non esita a definire “drammatica” la situazione. A rischio, spiega, c’è tutto il tessuto produttivo dell’Isola. “Il comparto edile è vitale per l’economia di questo Paese. Dobbiamo tutelare chi cede i crediti, evitando possibili infiltrazioni da parte di realtà opache, e allo stesso tempo che aziende importanti possano avere dei problemi di liquidità”.

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I numeri dei cantieri in Sicilia

Secondo gli ultimi dati diffusi da Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile) i cantieri del Superbonus in Sicilia sono stati completati al 76,4 per cento, percentuale che scende al 68,8 per cento per i condomini. Il dato è più basso rispetto alla media nazionale, che sfiora l’80 per cento per tutti i cantieri e il 72 per cento per i condomini. Traducendo in numeri, il totale degli investimenti ammessi a detrazione in Sicilia è di quattro miliardi e 540 milioni di euro, quello dei lavori conclusi di tre miliardi e 470 milioni di euro. All’appello manca oltre un miliardo, circa un quarto degli investimenti complessivi. Il report di Enea scende nel dettaglio delle tipologie di intervento finanziate attraverso il Superbonus. Delle 25.500 ristrutturazioni asseverate nell’Isola al 31 marzo di quest’anno, circa 18 mila riguarda gli edifici unifamiliari (con detrazione per due miliardi di euro), 4.100 le abitazioni funzionalmente indipendenti (due miliardi) e 3.400 i condomini (400 milioni). In media la spesa maggiore è quella per i condomini (610 mila euro), seguita dagli edifici unifamiliari (116 mila) e dalle unità indipendenti (100 mila).

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Le modifiche al decreto Superbonus

Il decreto del governo Meloni che modifica le regole per il Superbonus è stato convertito in legge pochi giorni fa. Alcune norme sono state riformulate rispetto al decreto originale. Il termine per usufruire del Superbonus per le abitazioni unifamiliari, per esempio, è stato prorogato dal 31 marzo al 30 settembre 2023. Confermate invece le regole per gli altri interventi. In questo caso il Superbonus diventa del 90 per cento sino al 31 dicembre 2023, e può essere richiesto solo se l’immobile è l’abitazione principale e il proprietario ha un reddito fino a 15 mila euro. Confermati anche il divieto di acquisto dei crediti fiscali da parte della Pubblica amministrazione, lo stop allo sconto in fattura e alla cessione del credito. In altre parole, il credito può essere scaricato esclusivamente dalla propria dichiarazione. Questa norma è stata contestata da diversi osservatori per via della soglia di reddito molto bassa (15 mila euro, appunto) rispetto alla spesa media per i lavori. La cessione continua a valere nel caso in cui, entro il 17 febbraio 2023, siano stati presentati la Cila (Comunicazione inizio lavori asseverata) e gli altri documenti richiesti.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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