Politica in crisi, arriva il voto di Salvini contro Meloni | La maggioranza trema in queste ore
Il trattato UE-Mercosur è bloccato da un voto a Strasburgo. Tutta Europa è divisa, Lega inclusa, e il governo Meloni deve affrontare nuove tensioni. Cosa succederà ora?
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La seduta di Strasburgo si è aperta con un’atmosfera di tensione palpabile, culminata in un voto che, pur sembrando una mera formalità, ha innescato una significativa crisi politica. L’accordo commerciale UE-Mercosur, ormai prossimo all’entrata in vigore, si è improvvisamente arenato a causa di una profonda spaccatura che attraversa l’intera Unione Europea, coinvolgendo gruppi parlamentari, governi nazionali e perfino le stesse famiglie politiche. Questa decisione inattesa ha messo in discussione non solo gli aspetti economici del trattato, ma ha sollevato anche gravi interrogativi istituzionali e politici in un momento di forti pressioni globali.
Con una maggioranza risicata di soli dieci voti (334 sì, 324 no e 11 astenuti), il Parlamento europeo ha optato per il rinvio del trattato Ue-Mercosur alla Corte Europea di Giustizia. La mozione, presentata da Sinistra e Verdi, ha sorprendentemente raccolto consensi trasversali, includendo esponenti del gruppo dei Patrioti, tra cui i rappresentanti della Lega, evidenziando una convergenza inaspettata su un tema così cruciale.
Il voto e le sue implicazioni: La spaccatura europea

Il voto e le sue implicazioni: la spaccatura europea che attraversa il continente.
La decisione di rinviare il trattato alla Corte di Giustizia è giunta nonostante i pressanti appelli della Commissione europea e del Consiglio. Entrambi avevano esortato a “proteggere l’Europa dai rischi che deve affrontare”, riferendosi chiaramente alle intense pressioni commerciali provenienti dagli Stati Uniti. La presidente Ursula von der Leyen aveva ribadito l’importanza strategica dell’accordo per l’export europeo, cercando di scongiurare ulteriori rallentamenti su un dossier così delicato.
Ciò che ha reso il voto ancora più significativo sono state le divisioni interne ai principali gruppi parlamentari. Ben 43 eurodeputati del Ppe e 35 dei Socialisti e Democratici hanno scelto di sostenere il rinvio. Tra questi, spiccano in particolare i rappresentanti di Paesi come la Francia, la Polonia e l’Ungheria, nazioni che già in sede di Consiglio avevano espresso la loro contrarietà all’intesa. Anche tra i liberali e i conservatori le divisioni sono state evidenti, segno di un consenso europeo tutt’altro che compatto sul futuro del trattato. Bruxelles, dal canto suo, ha interpretato queste motivazioni come una mera tattica dilatoria, sostenendo che le problematiche sollevate, dalla struttura giuridica al rispetto del principio di precauzione (a tutela degli standard sanitari europei), fossero già state “affrontate e superate”.
Mercosur tra corte di giustizia e applicazione provvisoria: Uno stallo di due anni?
Mercosur: tra giustizia e applicazione provvisoria, due anni di stallo.
Il rinvio alla Corte di giustizia dell’Unione europea apre ora uno scenario di stallo prolungato, che potrebbe persistere fino a due anni. Questa prospettiva ha riacceso il dibattito su un’ipotesi controversa: l’applicazione provvisoria del trattato Mercosur, anche in assenza del via libera parlamentare. Un’idea che la presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato di voler discutere in sede di Consiglio Europeo.
Dall’emiciclo, alcuni sostengono con forza questa direzione. Jörgen Warborn, portavoce del Ppe per il commercio internazionale, ha dichiarato: «I Paesi del Mercosur sono impazienti, e anch’io lo sono: non ci sono ostacoli giuridici, abbiamo bisogno di quest’accordo». Questa visione, tuttavia, non è affatto unanime.
I socialisti, per esempio, hanno lanciato un avvertimento netto. Bernd Lange, presidente della commissione per il commercio internazionale, ha chiarito: «Discuteremo internamente se sia necessario prevedere un’applicazione provvisoria e, in quel caso, daremo un segnale alla Commissione», aggiungendo che una mossa unilaterale aprirebbe «un enorme conflitto istituzionale». Ancora più dura è la posizione dei promotori del rinvio, con Valentina Palmisano del M5S-Sinistra che ha ammonito: «Consideriamo congelato l’accordo con il Mercosur, e che nessuno si azzardi a chiederne l’attuazione provvisoria. Aspettiamo cosa dirà la Corte di giustizia». La tensione è alta e il futuro del trattato resta appeso a un filo, con implicazioni che vanno ben oltre il mero scambio commerciale.
