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Terremoto a Catania. Terra sismica che non è attrezzata per sopravvivere

Scossa di 4.4 di magnitudo con epicentro ad Acicastello e a Catania ci si ricorda di essere in un territorio sismico. Un monito lanciato dal vulcanologo Behncke e un appello alle istituzioni da parte del sindacato Uil perché Catania non sia più considerata in fascia sismica 2 e arrivino i soldi necessari al consolidamento delle strutture del territorio

La provincia etnea è stata colpita da un terremoto, ancora una volta. Il territorio è sismico e non è una novità, ma sembra che la scossa di magnitudo 4.4 che si è manifestata alle 14.06 e che come scrive l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha avuto epicentro in mare, a 5 km da Aci Castello, in provincia di Catania, e ipocentro a una profondità di circa 17 km, abbia fatto tornare alla mente la sicurezza dei cittadini. Almeno per qualcuno.

Nuovi profeti

Non usa mezzi termini il vulcanologo Boris Behncke su un suo profilo social. “A parte il discorso che è diverso dai tipici terremoti etnei (che sono al solito più superficiali, almeno nel versante orientale etneo), si tratta di un evento il cui unico significato è quello di ricordarci che viviamo in zona sismica. Non è che non lo sapevamo. Solo che dopo l’ultimo evento un po’ più cospicuo, siamo tornati ai ritmi della vita quotidiana, rimuovendo il pensiero che dovremmo, in realtà, pensare a rendere questa terra, le nostre case, scuole, e tutte le nostre strutture ed infrastrutture, antisismiche. Basta, tutto qui”. In realtà il vulcanologo continua, lanciando frecciate a chi non fa corretta informazione. “Oh, e sembra che abbiamo dei nuovi “profeti” dei terremoti, che hanno detto che “ci sarà un terremoto” … ma finché non abbiamo persone che ci possano dire in maniera totalmente affidabile quando ci sarà il prossimo terremoto *catastrofico*, affermazioni del genere non hanno alcun senso. È come dire “dopo la notte farà giorno”. Grazie, ma no grazie. Cerchiamo di non farci prendere per i fondelli, per favore”, ha concluso.

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Fascia sismica 2

“Adesso che una forte scossa ha ricordato a tutti la vulnerabilità del nostro territorio, a dura prova nei secoli, qualcuno si ricorderà dell’assurda classificazione di Catania e di gran parte della provincia etnea in fascia sismica 2. Così, la Regione nega fondi necessari al consolidamento di infrastrutture e di edifici, pubblici e privati. Così, la politica condanna Catania alla paura”. Lo afferma Enza Meli, segretaria generale della Uil di Catania, che ricorda “la battaglia condotta dalla nostra organizzazione, il Sindacato delle Persone, sin dal congresso del 2018 quando sollecitammo la riparazione di un torto: l’esclusione dalla prima fascia di rischio e dalle relative misure di sostegno, pur essendo classificata da tutti gli esperti tra le province maggiormente esposta al pericolo di eventi devastanti. Da allora a oggi, malgrado i ripetuti segnali raccolti dai sismografi e le sollecitazioni degli esperti, nulla è cambiato mentre i rappresentanti di questa provincia nelle istituzioni politiche hanno brillato, tranne qualche eccezione, per un cinico e imbarazzante disimpegno. La Regione, intanto, ha rivisto nella precedente legislatura la classificazione di rischio lasciando in fascia 2 la nostra provincia, con la sola eccezione di quattro comuni”.

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I governi prendano posizione

Enza Meli conclude: “Sfidiamo oggi parlamentari ed esponenti di Governo, nazionali e regionali, a prendere posizione. Ci spieghino perché Catania dovrebbe restare in fascia 2, a differenza di molta parte del resto di Sicilia. Vorremmo, peraltro, ricordare come appena un anno fa assieme alla segretaria generale della Uil Sicilia, Luisella Lionti, denunciammo all’opinione pubblica l’incredibile penalizzazione vissuta sulla propria pelle dai catanesi e all’allora presidente della Regione chiedemmo di ascoltare, se non le ragioni della Uil, almeno quelle della Scienza. Fu un appello lanciato dopo altro terremoto registrato al largo della costa ionica e sulla base dell’autorevole analisi del professore Carmelo Monaco, che aveva ricordato gli studi sulla faglia Alfeo-Etna e sottolineato la riattivazione di quella enorme struttura sismogenetica”.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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