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Tornano i matrimoni ma sul “green pass” è caos. “Controlli scaricati sui catering”

"Nel 2020 perdite del 100 per cento e ristori insufficienti. Per recuperare serve tempo, ma questa confusione ci danneggia". Parla lo chef Santocchini, responsabile catering Fipe Sicilia

Dal 15 giugno gli sposi possono dire nuovamente: “Sì”. Sulle regole di matrimoni e banchetti, però, c’è ancora molta confusione, a partire dalla “certificazione verde”. I dubbi riguardano soprattutto i controlli e le persone incaricate di effettuarli. “Spesso sono scaricati su chi si occupa del cibo, con tutte le difficoltà del caso”, dice a FocuSicilia Marcello Santocchini, chef e titolare dell’omonima agenzia di catering, responsabile regionale del settore per Fipe Confcommercio. “Noi siamo stanchi, vorremmo soltanto lavorare con regole certe visto che siamo tra i comparti che hanno sofferto di più. Al momento, invece, domina la confusione”, dice Santocchini.

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Come funziona il green pass

A fissare le regole per la ripresa del settore è il decreto Riaperture, approvato lo scorso aprile e convertito in legge dal Parlamento a metà giugno. Le norme per le cerimonie restano quelle fissate a maggio 2020, e prevedono il rispetto del distanziamento e un numero contingentato di ospiti secondo la capienza dei luoghi. In chiesa e in comune non sono previsti ulteriori controlli, mentre per i banchetti la legge prevede che i partecipanti “siano muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19”. Si tratta del famoso “green pass”, che attesta la somministrazione di almeno una dose di vaccino, il completamento del richiamo, la guarigione dal Covid o il risultato negativo di un test sierologico o antigenico.

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Controlli affidati ai proprietari

Per quanto riguarda controlli e privacy, le regole sono state chiarite con un apposito Dpcm. Il provvedimento a firma del premier Mario Draghi risale a pochi giorni fa, e prevede che gli addetti ai controlli durante i banchetti siano “il proprietario o il legittimo detentore di luoghi o locali presso i quali si svolgono […] nonché i loro delegati”. Le cose, però, non sarebbero così semplici. Alla persona che ottiene la certificazione viene consegnato un Qr Code che può essere “letto” attraverso una apposita applicazione di lettura, “VerificaC19”. L’app è gratuita e può essere scaricata da tutti, anche se permette di accedere a dati sensibili come nome e data di nascita.

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I dubbi di Fipe Confcommercio

Un fatto che può contribuire a confondere i ruoli. La norma è molto chiara, attribuendo la responsabilità ai proprietari delle strutture. Peccato che alcuni, secondo Santocchini, “scarichino l’incombenza sul catering”. Un settore che è stato particolarmente danneggiato dalla crisi innescata dal Covid. Formalmente, le agenzie hanno ripreso a lavorare da oltre due settimane. Il fatto che cerimonie ed eventi siano stati autorizzati, però, non significa che il mercato sia ripartito a pieno ritmo. Anzi. “Il nostro primo banchetto di quest’anno è previsto il tre luglio. Sarebbe bello arrivarci sapendo esattamente quali sono le regole da seguire”, dice il rappresentante di Fipe.

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“Perdite del 100 per cento”

La strada per recuperare le perdite del 2020 sarà lunga. Per tornare a una situazione pre-crisi, calcola Santocchini, “ci vorranno almeno 18 mesi”. L’anno scorso, la sua azienda ha dovuto rinunciare a ben 57 catering, “con una perdita che, senza esagerare, è stata del 100 per cento”. Oltre al danno c’è stata la beffa, aggiunge lo chef, in quanto ha dovuto restituire tutti gli acconti già incassati per gli eventi annullati. “Questo per un imprenditore è molto grave, perché fa mancare la terra sotto i piedi”. Un’insicurezza che non è stata compensata da ristori adeguati. Sui sostegni erogati dal Governo, infatti, il giudizio di Santocchini è molto negativo.

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Sostegni “del tutto insufficienti”

“Prima del Covid avevo aperto un piccolo ristorante con mio figlio, non abbiamo avuto diritto a nulla”. La nuova attività, spiega lo chef, non è rientrata nell’arco temporale individuato dal Governo per i contributi. Per quanto riguarda l’agenzia di catering, “in tutto sono arrivati 1.850 euro, assolutamente insufficienti a coprire dieci mesi di chiusura”. Basti pensare che la spesa per affitti sostenuta nello stesso periodo “è stata di oltre 2.300 euro”. Su questo fronte “ci è stato dato soltanto un credito d’imposta del 60 per cento per quattro mesi, che abbiamo girato agli affittuari”.

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“Autobus pieni, catering fermi”

Con dieci mesi di fermo, inoltre, si sono accumulati debiti che Santocchini definisce “mostruosi”. “Il nostro è un lavoro di partite di giro, dove si paga con quello che si incassa”. Il responsabile giudica incoerente il criterio delle chiusure dei mesi scorsi. “Settori delicati quanto la ristorazione, se non di più, sono stati aperti molto prima e senza garantire criteri di sicurezza”. Lo chef fa l’esempio dei trasporti. “Abbiamo fatto viaggiare gli autobus con quantità enormi di passeggeri, mentre noi che avremmo potuto garantire il distanziamento siamo stati chiusi”, conclude l’esponente di Fipe.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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