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Turismo, crescono i numeri ma si lotta contro l’aumento dei prezzi e gli abusivi

I dati farebbero ben sperare gli operatori turistici per il futuro, ma c'è anche chi non ha mai aperto dopo la crisi Covid. Via alla procedura di accesso al fondo di garanzia delle Pmi del turismo

Gli esperti si dicono sicuri: questa estate si è registrata una ripresa di almeno il 70/80 per cento rispetto al periodo pre Covid quando i pernottamenti furono 15,1 milioni. E anche i dati dei passeggeri in transito negli aeroporti siciliani lo confermano. A Catania nel solo mese di agosto si è contato il 14,8 per cento in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. A Palermo +7,5 per cento, a Trapani + 62 per cento sullo scorso anno e a Comiso si è registrato un incremento del 23 per cento. Nel 2021 si sono contati 9,6 milioni di pernottamenti e ancora meno, a causa del Covid, nel 2020, quando soggiornarono in Sicilia solo 6,6 milioni fra turisti italiani e (pochi) stranieri. In attesa dei dati ufficiali dell’Osservatorio turistico regionale (dati che secondo quanto riferito dallo stesso Osservatorio saranno disponibili non prima di gennaio/febbraio del 2023), Giuseppe Ciminnisi, presidente regionale della Federazione nazionale degli agenti di viaggio (Fiavet) ha fatto per FocuSicilia un primo bilancio.

Tornano i turisti ma ci sono dei problemi

“La stagione turistica estiva ha visto il ritorno in massa dei visitatori in Sicilia. Dopo la pandemia che ha messo in ginocchio il comparto e aveva dato spazio solo a un turismo di prossimità si è assistito a una sostanziale ripresa”. Ed è stato ancora una volta il “nostro meraviglioso mare” a far sì che le strutture ricettive siano tornate a riempirsi di famiglie, con una sostanziale differenza rispetto agli anni passati: le vacanze sono state più brevi. Questa è una tendenza degli ultimi mesi, legata sempre più all’incerto futuro economico, che caratterizzerà probabilmente anche la fine dell’anno. Il turismo di incoming ha avuto grande beneficio dal ritorno dei bus turistici che, seppur hanno viaggiato con gruppi dimezzati e quindi con una media di 25/30 passeggieri, hanno accolto visitatori da un po’ tutti i Paesi della Comunità europea tranne i russi per le vicende legate alla guerra. La ripresa ha comunque fatto i conti con alcuni problemi dice Ciminnisi: “molte strutture hanno lavorato con disponibilità ridotte per la mancanza di personale e qualcuna non è stata in grado di riaprire dopo la chiusura”.

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Il caro energia

Ora però la minaccia si chiama “caro energia”. Con un Pun – acronimo di Prezzo unico nazionale ovvero il prezzo di riferimento all’ingrosso dell’energia elettrica che viene acquistata sul mercato della Borsa Elettrica Italiana – in aumento del 40 per cento e senza nessun intervento nei prossimi mesi, rischieranno la chiusura migliaia di attività turistiche. Un male diffuso in tutta Italia. Ci sono strutture, come un hotel sul mare in Sicilia, che sono passate da una bolletta di 40mila euro nel luglio 2021 a 144mila euro nello stesso mese di quest’anno. Altre, come un villaggio turistico in Veneto, da 350mila euro a 1,3 milioni di euro su base annua, tanto da decidere di chiudere in anticipo la stagione rimborsando i clienti che avevano già prenotato.

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Agenzie di viaggio in difficoltà, dilagano gli abusivi

Chi organizza viaggi non solo devono fare i conti la lievitazione dei prezzi, pure quelli dei biglietti aerei, anche con la concorrenza sleale. “Tutto questo rende la costruzione dei pacchetti turistici da parte dei tour operator non più stimolante, favorendo quelle organizzazioni non regolari che, non essendo soggetti al rispetto di nessuna normativa fiscale, tecnica e assicurativa a cui sono soggetti le agenzie ed i tour operator, possono proporre un prodotto a prezzo molto più competitivo”, dice Ciminnisi.

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Un aiuto dal Pnrr alle industrie del turismo

Una mano d’aiuto per le aziende del settore turismo dovrebbe arrivare dal Pnrr. In attuazione della linea progettuale “Sostegno alla nascita e al consolidamento delle Pmi del turismo” del Piano, dal 10 ottobre 2022 sarà possibile presentare le richieste di ammissione alla garanzia su singoli finanziamenti o portafogli di finanziamenti, a valere sulla sezione speciale “turismo” del fondo di garanzia delle Pmi per agevolare l’accesso al credito e gli investimenti nel settore turistico per le piccole e medie imprese. Le garanzie sono rilasciate per interventi di riqualificazione energetica e innovazione digitale o per assicurare la continuità aziendale delle imprese del settore turistico e garantire il fabbisogno di liquidità e gli investimenti del settore. La garanzia è concessa a titolo gratuito per un importo massimo per singola impresa di cinque milioni di euro. A partire da oggi venerdì sette ottobre 2022, verrà fornita l’informativa sull’avvio dell’operatività della Sezione speciale “Turismo” sulla pagina del Mise. Altre informazioni sulla misura sono disponibili direttamente sulla pagina del sito del Fondo di Garanzia.

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