fbpx

Turismo, Sicilia meta ambita. A rilento i viaggi da e per l’estero. Operatori divisi sulla ripresa

A Pasqua l'Isola ha registrato "centinaia di migliaia di presenze", dicono gli albergatori, e il ritorno alla situazione pre-Covid "è a portata di mano". Meno ottimisti i titolari delle agenzie di viaggio. "Mancano le prenotazioni dall'estero, ripresa soltanto nel 2024"

Turismo locale in volata, turismo estero in affanno. Sullo sfondo, una stagione estiva che potrebbe segnare il ritorno alla normalità dopo due anni di pandemia. “Il recupero della situazione pre-Covid è a portata di mano, e l’Isola potrebbe addirittura fare meglio”, dice a FocuSicilia Nicola Farruggio, vicepresidente di Federalberghi Sicilia. “Pasqua, Pasquetta e il 25 aprile hanno registrato dati ottimi, con centinaia di migliaia di presenze e un’occupazione di posti letto del 90 per cento”, aggiunge Farruggio. Un exploit che però dipende in prevalenza dal turismo di prossimità. “La situazione sanitaria prima e quella geopolitica adesso hanno abbattuto il turismo estero. Chi avrebbe prenotato e speso fuori, anche quest’anno prenoterà e spenderà in Sicilia”, dicono Gianluca Glorioso e Carolina Castellucci di Fiavet Sicilia, l’associazione che riunisce le agenzie di viaggio. Gli operatori turistici specializzati “continuano a registrare delle perdite”, anche per il crollo delle gite scolastiche “che in nella prima metà del 2022 non sono state organizzate”.

Leggi anche – Sicilia, per i turisti stranieri “il primo problema è la spazzatura”

L’ottimismo degli albergatori

Secondo Farruggio una certa quota di turisti esteri è rimasta. “Oltre ai turisti locali, le prenotazioni vengono prevalentemente dall’Europa centrale”. La maggior parte dei clienti “preferisce gli hotel rispetto a case vacanze e bed and breakfast, con una media di pernottamento di tre notti”. I viaggiatori scelgono “soprattutto le città d’arte”, mentre al momento le località di mare “pagano temperature ancora troppo basse”. Come detto le aspettative per l’estate 2022 sono positive. “le previsioni parlano di un’occupazione dell’80/90 per cento dei posti letto disponibili, il che vorrebbe dire avvicinarsi al target di 15 milioni di pernottamenti raggiunti nel 2019”. Nei prossimi anni si potrebbe fare anche meglio, dice il vicepresidente di Federalberghi Sicilia. “Se il trend fosse confermato, potremmo sfondare il tetto dei 15 milioni, facendo del turismo il vero motore della nostra economia”. La precondizione è che “la situazione sanitaria rimanga sotto controllo”, evitando nuove chiusure “che ci impedirebbero di raggiungere il risultato”.

Leggi anche – Turismo, 2020 annus horribilis. La Sicilia perde il 69 per cento degli incassi

Agenzie, “pochi sostegni da Roma”

Diversa la percezione dei titolari delle agenzie di viaggio. Il recupero della situazione pre-Covid “non ci sarà quest’anno e neanche il prossimo”, dice Gianluca Glorioso, responsabile della comunicazione di Fiavet Sicilia, l’associazione che riunisce le imprese del settore. La diversità di vedute con gli albergatori non deve sorprendere, aggiunge Glorioso. “Le prenotazioni degli hotel possono essere cresciute, visto che chi avrebbe prenotato fuori ha scelto di rimanere in Sicilia, spesso organizzandosi in modo autonomo senza tour operator”. Un cliente in più per gli alberghi potrebbe essere un cliente in meno per le agenzie, insomma. A fronte di questa situazione, Fiavet lamenta di aver ricevuto “poco o nulla” da parte del Governo Draghi. “Da febbraio a luglio 2020 il settore ha ricevuto 580 milioni di euro. Dopo più nulla, a parte 39 milioni di euro stanziati dal ministro del Turismo Garavaglia, senza però chiarire le modalità di assegnazione”, dice Glorioso. Una cifra “comunque non sufficiente” a ripianare il danno subito.

Leggi anche – Turismo, in Sicilia la crisi continua: nel 2021 meno 44 per cento sul 2019

Crollo dei viaggiatori esteri

A soffrire sono maggiormente le agenzie che organizzano viaggi dall’estero. Lo spiega Carolina Castellucci, responsabile dell’incoming di Fiavet Sicilia. “Il mio core business è il mercato orientale, in particolare il Giappone, e quest’anno le prenotazioni sono praticamente a zero”. I motivi sono diversi. I viaggi verso l’Europa sono ancora “sconsigliati” ai cittadini orientali, e inoltre sono resi più costosi “dall’impossibilità di sorvolare la Russia, per via del conflitto con l’Ucraina”. Anche per il turismo da Mosca, storicamente molto legato al nostro Paese, “la prospettiva è nera. È verosimile che a causa della guerra le prenotazioni crolleranno”. Malgrado l’exploit, il turismo locale non può supplire queste perdite. “Parliamo di fasce di prezzo molto diverse. Mancano i clienti di fascia alta, che prenotano alberghi a cinque stelle o deluxe”. Il risultato è che i conti di quest’anno rimarranno in perdita. “Nel 2022 conto di raggiungere non più del 50 per cento del fatturato del 2019”, spiega Castellucci.

Leggi anche – Turismo, catastrofe Sicilia: superata dal Trentino, doppiata da Bolzano

Viaggi d’istruzione ancora fermi

A mancare, per quest’anno, sarà anche gran parte del volume d’affari offerto dalle gite scolastiche. Per i viaggi di istruzione ci sono due “finestre”, spiegano i dirigenti di Fiavet, da ottobre a novembre e da gennaio a maggio. “Abbiamo già perso i primi sei mesi di quest’anno, potremo contare soltanto sulla finestra autunnale”, dicono Castellucci e Glorioso. Impossibile pensare di organizzare le gite da qui alla fine dell’anno scolastico. “Tra appalti, prenotazioni e adempimenti i viaggi delle scolaresche necessitano di una preparazione di circa un mese e mezzo”. Il risultato è che quest’anno “sarà difficile superare il 30 per cento delle prenotazioni”, rimandando la maggior parte delle gite al 2023. Le agenzie hanno un altro elemento di preoccupazione. La maggior parte delle gite prenotate e non realizzati nel 2020 sono state onvertite in voucher. “Ciò significa che molti viaggi scolastici che andremo a organizzare non comporteranno un vero guadagno, ma serviranno a riscattare quelli annullati”, dicono Castellucci e Glorioso.

Leggi anche – Turismo, per quattro studenti siciliani laurea doppia a Palermo e in Florida

“Ripresa soltanto nel 2024”

“In questo momento il turismo locale sta facendo la parte del leone, le agenzie che lavorano in quest’ambito hanno risultati molto positivi”, ribadiscono i dirigenti di Fiavet. Riconvertire il business verso questo mercato non è semplice. “Non possiamo cambiare target di riferimento da un giorno all’altro. Se fosse stato così semplice, lo avremmo già fatto”. A fronte delle difficoltà, le aspettative per il futuro non sono del tutto negative. “È vero che la gente vuole tornare a viaggiare. Nonostante tutto vediamo molto entusiasmo, e questo ci fa ben sperare”. Per la ripresa vera, però, bisognerà aspettare. “A inizio pandemia abbiamo detto che la situazione si sarebbe normalizzata intorno al 2024. Per molti era una stima pessimistica, oggi sappiamo che non è così”, concludono Castellucci e Glorioso.

- Pubblicità -
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

19,385FansMi piace
462FollowerSegui
313FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli