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Tutela delle aree protette e caccia, alla fine di giugno il piano regionale

Slitta al 30 giugno la presentazione delle proposte di aggiornamento del piano di tutela e gestione delle aree “Natura 2000” e del piano Faunistico-venatorio della Regione Siciliana, inizialmente previste per il 15 aprile scorso. Un mese e mezzo in più che, nelle intenzioni dell’assessore regionale all’Agricoltura, allo Sviluppo rurale e alla Pesca mediterranea, Toni Scilla, servirà a “costruire piani accurati contenenti quei dettagli del territorio che rispondono alle aspettative dei portatori di interesse, in una logica di salvaguardia, valorizzazione e sviluppo della Sicilia”.

Un milione di euro

Le risorse finanziarie stanziate per l’aggiornamento derivanti da una sottomisura del Programma di Sviluppo Rurale, ammontano a un milione di euro e andranno a beneficio del dipartimento Sviluppo rurale e degli enti gestori di aree protette e dei siti “Natura 2000”. Il dipartimento ha competenze in materia faunistico-venatoria e su 32 riserve naturali, mentre Rete Natura 2000 è formata da 245 siti, di cui 213 SIC-ZSC (Siti di Importanza Comunitaria-Zone Speciali di Conservazione), 16 ZPS (Zone di Protezione Speciale) e 16 siti di tipo C (SIC-ZSC/ZPS) con diversi soggetti che gestiscono le aree. I diversi livelli dei piani sono chiamati a integrarsi per un approccio sistemico sull’intero territorio regionale, e non limitato a parti di esso, per conseguire tutela ambientale e mantenimento della biodiversità, che, a loro volta, dovranno sempre più conciliarsi con le esigenze economiche, di sviluppo, sociali e di fruizione.

Nessun “no” ideologico

“Nella strategia di sviluppo per la Sicilia, per il governo regionale la sostenibilità ambientale è un caposaldo, anche se nella nostra visione la tutela ambientale deve essere accompagnata dalla sostenibilità economica – aggiunge Scilla –. Va compiuto tutto ciò che è necessario per proteggere il territorio, valorizzando le eccellenze e producendo sviluppo. Io sono da sempre contrario ai ‘no’ ideologici, mi schiero sempre per il sì: qualsiasi tipo di investimento che può innescare economia vera, produzione di Pil, posti di lavoro, va sostenuto. Ambiente e sviluppo non sono inconciliabili e lo sviluppo va inquadrato sinergicamente con le potenzialità del territorio, la storia, la cultura, le eccellenze agricole. Chiaramente, sono da scartare i progetti dannosi per i settori produttivi tradizionali quali zootecnia, agricoltura, pesca”.

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Caccia, un 2022 pieno di incognite

Sul fronte venatorio, il 2021 per i cacciatori siciliani è stato un anno da dimenticare: incendi, sospensione del calendario da parte del Tar, eventi meteorologici estremi hanno lasciato le doppiette nelle custodie. Ma non è stato nemmeno un anno favorevole per l’ambiente, poiché ettari di bosco e aree importanti di parchi e riserve sono andati in cenere, lasciando denudate estese superfici in cui la fauna non ha più trovato rifugio. Il Tribunale amministrativo regionale di Palermo ha sospeso per ben tre volte il calendario venatorio, anche se alla fine il Cga ha riformato il provvedimento. Il 2022 per la caccia in Sicilia si annuncia come un anno pieno di incognite, sia per gli effetti prodotti sul territorio dagli incendi, sia per le specie cacciabili, anche alla luce dei rilievi mossi alla Regione dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

“A giugno il calendario venatorio”

“Nonostante le valutazioni contrarie dell’Ispra – aggiunge Scilla – il calendario venatorio è stato redatto in linea con le leggi ed i regolamenti nazionali e regionali vigenti. La questione si è ingarbugliata, vi sono state impugnative da parte del Tar, ma alla fine è stato dato riconoscimento al buon lavoro svolto dagli uffici regionali. La nostra idea è quella di salvaguardare il territorio e l’ambiente siciliano, ma anche in questo caso senza no ideologici. Per il 2022 abbiamo mandato la bozza del calendario venatorio all’Ispra che ci ha già fornito il parere, obbligatorio ma non vincolante. Nelle prossime settimane riconvocherò il comitato faunistico venatorio ed entro i primi di giugno potrà essere emanato il calendario. Riguardo la devastazione causata dagli incendi e l’esigenza della protezione della fauna, esistono dei limiti di legge ben precisi che non possono essere violati: alcune zone sono già escluse dalla caccia, ma diventano oggetto di strumentalizzazione. Noi vogliamo difendere il nostro territorio, quel che è vietato è ben chiaro a tutti, ma per quello che non lo è, bisogna consentire a chi ha la passione della caccia di praticare questo sport”.

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Pietro Nicosia
Pietro Nicosia
Iscritto all’Albo dei Giornalisti dal 1993, collabora con le differenti tipologie di media: carta stampata, tv, internet. Fra le diverse forme di giornalismo predilige il racconto dei luoghi siciliani con le immagini e con le parole.

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