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Uffici pubblici, c’è la temperatura di Stato. “Inutile senza analisi energetica”

Un emendamento al decreto Bollette impone alla Pa di non scendere sotto i 27 gradi centigradi d'estate e di non salire sopra i 19 gradi d'inverno. Per Domenico Macchiarella, vicepresidente di Amg Energia Palermo, bisogna partire dall'efficientamento degli edifici

Giù le temperature dei riscaldamenti e dell’aria condizionata. In attesa che i cittadini italiani scelgano tra “pace o condizionatore acceso”, il governo Draghi impone una stretta a tutti gli edifici pubblici. Un emendamento inserito nel decreto Bollette, infatti, impone alla Pa di non scendere sotto i 27 gradi centigradi d’estate e di non salire sopra i 19 gradi d’inverno. In entrambi i casi, sono concessi due gradi di tolleranza, e la norma non si applica a strutture come gli ospedali. Peccato che la misura, a detta dei tecnici, rischi di essere inutile. “Stando così le cose non cambierà nulla, visto che la maggior parte dei nostri edifici pubblici non sono né coibentati né efficientati”, dice a FocuSicilia Domenico Macchiarella, vicepresidente di Amg Energia spa, società in house del Comune di Palermo che gestisce la distribuzione di metano e la manutenzione degli impianti comunali. Una riduzione della spesa nel capoluogo è auspicabile. Secondo un report della Fondazione Gazzetta Amministrativa, nel 2020 il Comune ha speso circa quattro milioni e 200 mila euro di corrente elettrica, due milioni e 400 mila euro di acqua e due milioni e 100 mila euro di gas, ottenendo un rating di 95, il più basso tra quelli “classificati”.

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Rischio “pannicello caldo”

Cifre che potrebbero essere ridotte in modo consistente con l’efficientamento energetico, spiega Macchiarella. “Stimiamo che la pubblica amministrazione palermitana potrebbe arrivare a consumare anche il 50 per cento in meno, mentre la riduzione inserita nel decreto Bollette avrebbe effetti irrilevanti su immobili spesso vetusti e mal conservati”. La norma voluta dal Governo – che ha recepito un emendamento a firma dei deputati del Movimento cinque stelle Angela Masi e Davide Crippa – entrerà in vigore dal primo maggio 2022 fino al 31 marzo 2023. Senza un intervento strutturale sugli edifici, ribadisce però il vicepresidente di Amg Energia, “rischia di essere un pannicello caldo”. Un paradosso, in un momento in cui Roma ha impegnato ingenti risorse per misure come il Superbonus, destinate a migliorare la sostenibilità energetica degli edifici privati. “Per la Pa esiste una misura che copre circa il 30 per cento delle spese”, ricorda Macchiarella. I bonus, da soli, servono però a poco. Per adeguare gli edifici serve anzitutto “un’analisi energetica puntale, che Amg Energia sta già effettuando in diversi immobili comunali”.

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La certificazione Esco

Tra gli interventi che la partecipata sta realizzando, ricorda Macchiarella, “ci sono quelli sul Centro universitario sportivo e sulla sede della Rap, la società che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti”. L’analisi energetica metterà gli edifici in condizione di risparmiare cifre importanti, “che per il Cus possono arrivare anche al 70 per cento”. L’intervento permetterà inoltre di installare dei pannelli fotovoltaici, in modo da puntare all’autonomia energetica. Un progetto ambizioso, che Amg persegue anche grazie alla certificazione Esco, Energy service company, conseguita nelle scorse settimane. “Si tratta di un documento che attesta che un’impresa è in grado di fornire tutti i servizi tecnici, commerciali e finanziari necessari per realizzare interventi di efficienza energetica”, dice il vicepresidente. Sottolineando come Amg sia “la prima realtà interamente pubblica del Sud Italia ad averla ottenuta, e tra le pochissime in tutto il Paese”. Una expertise che la partecipata potrebbe mettere a disposizione di tutto il territorio regionale.

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La situazione nell’Isola

Anche gli altri centri siciliani, dice infatti Macchiarella, devono fare i conti con lo steso problema. A partire dalle due città metropolitane, Messina e Catania. Secondo il report della Fondazione Gazzetta Amministrativa, nel 2020 la città dello Stretto ha speso oltre cinque milioni di elettricità, quasi il doppio dei due milioni e mezzo pagati ai piedi dell’Etna. “Come Amg abbiamo la possibilità di effettuare le analisi energetiche anche fuori dal Comune di Palermo, che naturalmente essendo il socio unico ha un’attenzione particolare”. Da statuto almeno l’80 per cento delle attività della partecipata deve svolgersi nel capoluogo, “ma il restante 20 per cento sarebbe più che sufficiente per fornire le consulenze necessarie nel resto dell’Isola”. Realizzando le analisi energetiche e mettendo in campo interventi di efficientamento consistenti, anche il ranking delle altre città siciliane potrebbe migliorare. “Dobbiamo andare in questa direzione, invece di inseguire provvedimenti che, sebbene utili in linea di principio, rischiano di non portare risultati concreti”.

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Verso le comunità energetiche

Il rischio che Macchiarella vede è che la scelta del Governo punti più a “moralizzare” la pubblica amministrazione che a portare un risparmio tangibile. Come quello che si otterrebbero applicando la road map di Amg, che potrebbe culminare nella creazione di vere e proprie “comunità energetiche”, a cui l’azienda sta già lavorando. Particolarmente importanti, spiega il tecnico, l’installazione di sistemi di regolazione di temperatura e umidità e la coibentazione degli edifici. Quelli inseriti nel Decreto bollette, invece, sono “parametri che poco rilevano circa l’efficienza complessiva del sistema che rimane l’obiettivo primario da perseguire, anche in termini di risparmio economico e di indipendenza energetica”. Un intervento governativo in questo senso è auspicabile, dice il vicepresidente, anche ricorrendo al finanziamento tramite terzi. “Bisogna valorizzare le tecnologie esistenti e le realtà d’eccellenza come Amg Energia, che potrebbe giocare un ruolo strategico nella realizzazione di questi interventi”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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