Uil: in Europa c’è un ritorno all’austerity. “Condanna alla recessione”
“La nuova riforma della governance economica europea è un ritorno all’austerityche condannerà definitivamente l’Unione europeaallarecessione. A pagare saranno, ancora una volta, i cittadini europei: il rischio è che l’unico modo per rispettare le nuove regole di bilancio sarà attraverso uno smantellamento del sistema diwelfare pubblico, già martoriato da anni di tagli”. È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Vera Buonomo. “Secondo le stime della Uil, basate su un documento del think-tank Bruegel e sulle previsioni economiche della Commissione europea, ogni anno – ha sottolineato Buonomo –l’Italia dovrà tagliare la spesa pubblica di 12,4 miliardi, per i prossimi 7 anni. Nel peggiore dei casi, tale taglio sarà di 22,7 miliardi per i prossimi 4 anni”. “Inoltre – ha proseguito Buonomo – nella prossimaLegge di bilancioil governo dovrà reperire15 miliardiper rifinanziare iltaglio del cuneo fiscalee lariforma dell’Irpef. Non è chiaro come recupererà queste risorse, considerato che partirà da una dotazione sotto lo zero”. Non solo. Secondo Uil il ritorno all’austerity in Europa avrà effetti negativi anche su tutte le altremisure a scadenza a fine anno, come Quota 103 e Opzione Donna, l’Ape Sociale (a scadenza nel 2025), la riduzione del canone Rai, della “decontribuzione mamme”, delle misure di sostegno alla Zes Mezzogiorno e della Nuova Sabatini, della detassazione dei premi di produttività, della Social Card. Leggi anche –Legge di Bilancio 2024: le novità su assunzioni, pensioni, Fringe benefit “Per la Uil – ha precisato Buonomo – la strada per finanziare lo stato sociale è chiara da tempo: ridefinire e incrementare l’extratassa sugli extraprofitti, tassare maggiormente idividendie lerendite finanziarie, stabilire una tassa sulle transazioni finanziarie, riformare l’Irpeftassando maggiormente chi più ha, combattere senza tregua l’evasione fiscalecon i fatti e non con i concordati preventivi biennali. È arrivato il momento – ha concluso la sindacalista della Uil – che il governo convochi i sindacati e riapra i tavoli di confronto con chi ogni giorno ascolta il paese reale. L’alternativa, se così si può chiamare, è una catastrofe sociale senza precedenti”.