ULTIM’ORA Garlasco, De Rensis si arrende: arrivano le dichiarazioni decisive che li inchiodano | Così chiudono mesi di scontri

ULTIM’ORA Garlasco, De Rensis si arrende: arrivano le dichiarazioni decisive che li inchiodano | Così chiudono mesi di scontri

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Il caso di Garlasco continua a riemergere nel dibattito pubblico come uno dei misteri più controversi della cronaca italiana, e ogni nuova apparizione televisiva si trasforma in un terreno di tensioni, dichiarazioni forti e scontri frontali tra esperti e protagonisti.

A distanza di anni dall’omicidio di Chiara Poggi, l’interesse collettivo non è mai scemato. Le sentenze hanno individuato un colpevole, ma il movente non è stato chiarito in modo definitivo, alimentando discussioni che si rinnovano a ogni nuova analisi. Il delitto rimane così sospeso tra verità giudiziarie, dubbi irrisolti e interpretazioni che continuano a riaccendersi davanti alle telecamere.

Negli ultimi mesi sono tornate al centro del confronto nuove letture del caso, richieste di rivalutazioni investigative e opinioni discordanti su elementi già vagliati nei processi. È in questo clima acceso, fatto di revisioni e contrapposizioni, che si è consumata una delle puntate più tese de *Lo Stato delle Cose*, il programma condotto da Massimo Giletti su Rai 3.

La puntata andata in onda il 24 novembre ha riportato all’attenzione il nodo più controverso: il movente dell’omicidio. Nonostante il percorso giudiziario abbia stabilito responsabilità precise, la mancanza di un movente solido è da sempre uno degli aspetti più contestati, tanto dai difensori di Alberto Stasi quanto da chi sostiene la sua colpevolezza.

Durante la trasmissione, il confronto si è rapidamente acceso. Al centro dello scontro: l’ipotesi, già discussa in passato, che un litigio legato alla pornografia possa aver avuto un ruolo nella dinamica del delitto. Una teoria mai provata fino in fondo, ma continuamente riproposta per tentare di colmare quella che molti considerano una lacuna decisiva.

La tensione in studio esplode: “Tanto è inutile…”

Il momento più teso della serata si è verificato quando Massimo Giletti ha chiesto all’avvocato Antonio De Rensis di esprimersi proprio sul movente. Mentre il legale iniziava la sua analisi, la giornalista Ilenia Petracalvina è intervenuta sostenendo che la Cassazione avrebbe già indicato una motivazione plausibile.

L’interruzione ha scatenato la reazione del conduttore, che ha richiamato la collega con un secco: «Ma ho fatto la domanda all’avvocato!». Il clima si è rapidamente surriscaldato e De Rensis, visibilmente contrariato, ha lasciato andare una frase destinata a diventare emblematica della serata: «Perché non mette un cartonato mio e io me ne vado? Tanto è inutile…».

Quella resa, accompagnata da un tono amaro e sconfortato, ha sintetizzato la difficoltà di muoversi in un dibattito in cui ogni affermazione viene sovrapposta, contestata o reinterpretata. Per alcuni, quella frase ha rappresentato la frustrazione accumulata in anni di confronto sul caso; per altri, il segno di quanto il terreno sia ancora scivoloso.

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Le parole finali che riaprono il dibattito: il movente resta la “voragine”

Ripreso il controllo della discussione, Giletti ha chiesto nuovamente all’avvocato di completare il proprio intervento. De Rensis ha così ribadito quella che considera la più grande fragilità dell’intero procedimento: l’assenza di un movente chiaro. Secondo il legale, tutti i tentativi di collegare Alberto Stasi a un movente preciso sarebbero stati infruttuosi, e questa mancanza rappresenterebbe ancora oggi un punto cruciale.

«Il movente è una delle più grandi voragini di questo processo», ha spiegato, sottolineando che le nuove analisi richieste negli ultimi mesi potrebbero finalmente offrire elementi più concreti. Per De Rensis, comprendere cosa potrebbe aver scatenato l’aggressione resta un passaggio indispensabile per ricostruire totalmente la verità.

La puntata di Giletti non ha risolto le domande rimaste aperte, ma ha confermato quanto il delitto di Garlasco continui a essere un tema che spacca opinioni, scuote gli studi televisivi e riaccende interrogativi che nessuna sentenza è riuscita a chiudere del tutto.

La sensazione diffusa è che l’ombra del movente mancante continui a pesare sul caso, offrendo terreno fertile a nuove discussioni, analisi e – inevitabilmente – tensioni. Un enigma che, a distanza di anni, continua a cercare il tassello che potrebbe ricomporre l’intero quadro.