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Un palazzo oltre i 50 metri a Catania: il primo in 50 anni. “Sarà a consumo zero”

A Ognina nascerà una torre di 13 piani, la prima a superare i limiti del piano regolatore del 1969. A realizzarla, insieme ad altri 3 progetti a impatto energetico "quasi nullo", lo studio Base51 architettura

Edifici a consumo energetico vicino allo zero, meglio noti come Nzeb. Un acronimo, dall’inglese (nearly zero energy buliding), che dovrà presto entrare nel vocabolario comune, dato che per effetto delle normative europee da quest’anno ogni nuovo edificio dovrà avere queste caratteristiche. Un approccio non nuovo per le costruzioni di alto livello, ma nuovissimo per la città di Catania, dove lo studio Base51 architettura sta realizzando tre edifici con queste caratteristiche. Uno di questi, denominato Torre G, è in corso di completamento lungo la centralissima via Vincenzo Giuffrida, con undici piani. A poca distanza la palazzina Blu Dalmazia, da sette piani, vedrà l’avvio dei lavori a breve. Quelli per un’altra torre, denominata Zefiro A, sono invece iniziati nel quartiere Ognina, a poche centinaia di metri dal mare, con una caratteristica peculiare: si tratta del primo edificio in oltre 50 anni a superare i 50 metri nel capoluogo etneo. “Questo è dovuto al limite imposto dal piano regolatore catanese del 1969, che fissava l’altezza massima a un massimo di 24 metri. Prima di quella data erano stati realizzati almeno 400 edifici oltre i 40 metri, mentre negli ultimi anni sono state realizzati più edifici a Librino”, ha spiegato Mario Caruso, fondatore dello studio di architettura Base51, avviato nel 2015 insieme alla collega Eleonora Bonanno, e ieri in collegamento in diretta su FocuSicilia. Un limite, quello dei 50 metri, superato grazie all’evoluzione delle normative che possono consentire le ovvie deroghe a un piano regolatore, quello concepito oltre cinquant’anni fa da Luigi Piccinato, e mai aggiornato dal consiglio comunale del capoluogo etneo. Ma che non ha mancato di scatenare vivaci polemiche sui social network.

Costruzioni “al passo con i tempi”

Quella eseguita dai due architetti catanesi, che nel curriculum vantano anni di esperienze internazionali e relativi premi, è definita una architettura “bioclimatica e sostenibile a tecnologia avanzata”. Rispondendo alle critiche più comuni lette online, Caruso assicura che “non stravolgono il tessuto esistente, ma lo migliorano”. L’architetto è stato peraltro in passato estensore della candidatura delle città barocche del Val di Noto nel patrimonio Unesco, oltre che responsabile della candidatura di Siracusa e Pantalica. Un backgorund caratterizzato dalla valorizzazione del patrimonio architettonico e culturale quindi, e che si sposa perfettamente con un concetto: la necessità di “sostituire gli edifici non più recuperabili, senza consumare nuovo suolo”. E farlo, naturalmente, rispettando la nuova normativa, che prevede edifici con classe di efficienza energetica A4, cioè un consumo da 0,13 kw ora annui per metro quadro, contro i 160 degli edifici in classe G, i più diffusi a Catania. “Costruire con criteri Nzeb è ormai un obbligo di legge, ma che noi applichiamo da anni”, sottolinea l’architetto Eleonora Bonanno. Un vantaggio di esperienza che ha permesso di superare, primi a Catania nella realizzazioni di edifici residenziali di questo volume, non solo l’altezza simbolica dei 50 metri ma soprattutto “una logica di costruzione non più al passo con i tempi”.

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Smettere di costruire “come negli anni ’50”

Bonanno applica un esempio automobilistico: “Nessuno oggi penserebbe di acquistare un’auto nuova con le caratteristiche di una 500 degli anni cinquanta. Eppure si continua a vivere, e a costruire, edifici con quelle caratteristiche: con cemento, mattoni, solai. Non è più possibile, perché l’edilizia si evolve, e cerchiamo di costruire in acciaio, con smorzatori sismici che non sono solo quelli utilizzati nelle teste di fondazione”. Un esempio lo dà proprio l’edificio Zefiro A, il cui cantiere è stato avviato sostituendo dei vecchi edifici fatiscenti in una zona per anni degradata, quella tra le vie Acireale e Barraco, ma a pochi metri dal porticciolo di Ognina. Nel nuovo edificio, caratterizzato da 13 piani fuori terra, ognuno occupato da un solo appartamento, “le piscine in copertura faranno da smorzatori, mentre al posto dei mattoni utilizziamo dei pacchetti di tamponamento ad alte prestazioni, a secco, che consentono di mantenere alta l’efficienza anche energetica”, spiega ancora Bonanno. L’uso dei nuovi materiali permette inoltre un utilizzo diversificato dei volumi interni, consentendo anche personalizzazioni e variazioni anche nel futuro.

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Rischio sismico, l’aiuto del bonus 110%

I nuovi obblighi di legge dal punto di vista energetico, uniti alla possibilità di creare edifici più alti, sono però secondo l’architetto Caruso anche una opportunità per affrontare un tema fondamentale per il territorio etneo: il rischio sismico. Uno studio del 2006 della protezione civile delinea in caso di un terremoto di mgnitudo simile a quello del 1693 il crollo di decine di migliaia di edifici, potenzialmente il 70 per cento del patrimonio edilizio cittadino. Una catastrofe che riguarda in particolare due zone della città particolarmente attive e densamente abitate come Nesima e quella del Corso delle Province, entrambe intensamente edificate nel corso degli anni sessanta e settanta. “La prima cosa di cui si può approfittare in questo periodo è il Super bonus 110 per cento, che non riguarda il solo aspetto energetico, ma anche per interventi sismici e strutturali su edifici esistenti”, spiega Caruso. La soluzione migliore è però quella di realizzare sulle stesse aree edifici nuovi, “per poter raggiungere livelli di prestazione energetica e funzionale, ma si deve cogliere l’opportunità soprattutto in quei condomini degli anni sessanta ad altissimo rischio, mentre finora sono solo i proprietari di case singole a usufruirne maggiormente”. Un bonus che si applica “come sconto fino a 96 mila euro” anche nell’acquisto di case appena costruite, come nel caso dell’edificio Torre G.

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Le committenti sono tutte imprese locali

I nuovi edifici si collocheranno sul mercato con prezzi molto sopra la media etnea di circa 1.500 euro al metro quadro, ma le caratteristiche energetiche e antisismiche in futuro “dovranno divenire la norma, anche nell’edilizia popolare”, prosegue Bonanno. Non solo per gli obblighi di legge, ma la nuova edilizia a basso impatto energetico “siamo convinti che non sia elitaria, l’edilizia di qualità ha costi non molto dissimili da quella classica”. La realtà però vede al momento i progetti di Base51 come delle novità assolute, possibili “grazie anche alla lungimiranza di chi ha deciso di investire in edifici dal grande impatto. Ma spendere poco di più, anche nell’edilizia popolare, porterà solo vantaggi con i risparmi futuri. Senza considerare la qualità della vita e la sicurezza sismica”. Ad investire nella costruzione, facendo “da apripista” come sottolineato da Bonanno, sono in particolare le aziende Mida e Midahome di Misterbianco, i cui proprietari hanno anche costituito la Zefiro holding proprietaria dell’omonimo edificio di Ognina, oltre ai costruttori Lagi costruzioni di Aci Sant’Antonio per l’edificio di via Giuffrida e Damitec di Tremestieri Etneo per la torre Zefiro A ad Ognina, mentre per l’edificio Blu Dalmazia l’investimento è di Vinci immobiliare, costituita a sua volta da Pyramis costruzioni di Catania e dalla messinese Vinciullo immobiliare. Aziende locali, “anche con proprietari giovanissimi” come sottolinea Caruso, non colossi delle costruzioni edili, che hanno accettato la sfida di costruire edifici come mai si erano fatti a Catania. Una scelta che l’architetto spiega con un altro paragone automobilistico: “Se io costruissi come tutti gli altri auto come la Fiat Panda, l’unica differenza la potrei fare sul prezzo. Facendo auto differenti la competizione si può spostare sulla qualità”, afferma il fondatore di Base51.

Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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