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Università di Catania, appello di Ugl per 120 assistenti alla didattica precari

La Ugl Igiene ambientale scrive agli organi d’Ateneo. “Si alla valorizzazione di oltre 120 dipendenti dell’appalto dei servizi alla didattica, prevendendo un punteggio premiale nei concorsi”

“Si alla valorizzazione degli oltre 120 dipendenti dell’appalto esterno per i servizi di assistenza alla didattica dell’Università degli studi di Catania.” A schierarsi ancora una volta fermamente a fianco dei lavoratori che, ormai da diversi anni, operano con diversi mansioni di supporto alle attività didattiche all’interno delle sedi universitarie catanesi, è la federazione provinciale Ugl Igiene ambientale che a livello sindacale rappresenta da tempo oltre la metà dell’organico attuale.

Le richieste e le proposte

“Continuiamo a sostenere questa proposta perché crediamo fortemente in questi lavoratori che, pur appartenendo ad una azienda appaltante, rappresentano una parte rilevante della grande famiglia del personale universitario – dice il reggente Giuseppe D’Amico. Sono donne e uomini che quotidianamente si impegnano con abnegazione e spirito di servizio, dimostrando capacità e competenze considerevoli e tali da permettere loro di raggiungere una perfetta integrazione con le unità lavorative interne. Sappiamo bene che, purtroppo, le normative non consentono alcuna stabilizzazione in automatico degli stessi poiché, in assenza di eventuali e oggi remote deroghe nazionali, l’accesso alla classe di concorso è consentito solo tramite concorso. Questo – continua D’Amico – ci permette di rimanere più che mai realisti ed evitare false illusioni, continuando a concentrare la nostra azione sindacale su quella che può sicuramente essere la strada migliore: la richiesta di una premialità aggiuntiva per il servizio specifico svolto. Anche l’Università, come del resto la Pubblica Amministrazione in generale, adesso ha bisogno di nuova linfa dopo anni di blocco dei concorsi ed i pensionamenti dovuti a “Quota 100”, tant’è che nella sua programmazione triennale del fabbisogno di personale 2021 – 2023 e nel piano strategico 2022 – 2026 è prevista l’assunzione di nuovi impiegati. Nell’ultimo concorso di comparto bandito purtroppo non è stata rilevata alcuna traccia di una clausola premiale in favore dei lavoratori che hanno accumulato esperienza in posizioni analoghe a quelle previste dal bando, anche per conto di aziende in appalto con l’istituzione universitaria. E’ questo ciò che in sostanza noi come Ugl chiediamo nuovamente e, proprio per tale motivo, ci siamo sentiti in dovere di inviare una nota al rettore Francesco Priolo ed al direttore generale Giovanni La Via, chiedendo di prendere in considerazione questo suggerimento a beneficio non solo dei lavoratori, ma dell’intera organizzazione dell’Università di Catania. Confidiamo quindi – conclude il reggente D’Amico – che già dalle prossime selezioni concorsuali per personale tecnico – amministrativo, gli organi d’Ateneo valorizzino con un punteggio specifico anche il patrimonio di formativo ed esperienziale acquisito da tutto il personale appartenente all’assistenza alla didattica. E’ per noi giusto dare una concreta possibilità a questi validi lavoratori, così come è già accaduto in altri contesti sia universitari che nell’ambito della sanità con i precari dell’emergenza Covid”.

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Redazione
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