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Via Castromarino, Cgil Catania: progetti di restauro a spese dei proprietari

Il Comune avrebbe chiesto agli ex inquilini degli immobili crollati o lesionati di presentare i documenti entro 30 giorni. Il sindacato: "L'Amministrazione rimoduli l'ordinanza"

Con un’ordinanza del sindaco Pogliese, il Comune di Catania ha intimato ai proprietari degli immobili crollati e lesionati di via Castromarino e aree limitrofe, di presentare un progetto di restauro o risanamento degli immobili crollati nel gennaio del 2020, in seguito alle sollecitazioni degli scavi nel sottosuolo. In quell’occasione alcuni palazzi erano crollati tanto da costringere i residenti ad abbandonare i propri alloggi per motivi di sicurezza. Gli evacuati sono tuttora senza casa. 

“Oltre il danno la beffa”

A renderlo noto è la Cgil di Catania che domani chiederà un incontro al sindaco e che in una nota a firma del segretario generale Giacomo Rota e del responsabile Politiche abitative, Dario Gulisano, scrive che “quelle stesse famiglie che in una notte hanno perso tutto e che hanno ricevuto dal Comune, dopo un anno dal crollo,  l’esigua somma di tremila euro come sostegno all’affitto, e si ritrovano dopo quasi 500 giorni dalla quella tragica sera a dover ottemperare, per non subire sanzioni amministrative, ad un’ordinanza del sindaco che assume i tratti della beffa dopo il danno ricevuto”. ù

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Progetto entro 30 giorni

L’ordinanza è datata 12 maggio e il progetto di restauro, redatto a spese dei residenti, andrà consegnato alla Direzione Urbanistica e gestione del territorio e dovrà prevedere il completamento di tutte le opere ivi compresi i collaudi, per il rilascio di idoneo titolo edilizio e successivo rilascio dell’agibilità immobiliare, entro trenta giorni dall’ultimazione dei lavori e certificazione di collaudo eseguiti dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti che ha disposto con determina del 7 maggio 2021 la messa in sicurezza degli immobili.

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“Sostenere gli ex inquilini”

Proseguono Rota e Gulisano: “Ed ora le famiglie, in piena difficoltà economica a causa della perdita delle proprie case, verranno persino gravate di ulteriori spese per un danno subito. Questa vicenda oggi grida giustizia. Ancora una volta chiediamo l’apertura in prefettura di un tavolo di conciliazione tra le famiglie e la Fce, ma sollecitiamo con forza l’amministrazione comunale a rimodulare l’ordinanza e a sostenere con tutti gli strumenti disponibili, partendo dall’assegno per il  sostegno all’affitto elargito dal Comune, questi figli della nostra Città”.

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“Necessario fare chiarezza”

“Gli attori istituzionali, dall’amministrazione alla Protezione civile comunale, regionale e nazionale, non possono esimersi dal fare chiarezza su molti aspetti”, concludono i dirigenti del sindacato, “partendo dai tempi e da chi dovrà farsi carico della riqualificazione degli immobili, dal sostenere le famiglie e dal creare i migliori percorsi per risollevarle dal baratro di incertezze e ingiustizie in cui sono piombate”.

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Redazione
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