Vino in Sicilia: calo del 35%, ma la produzione è ricca in qualità

Vino in Sicilia: calo del 35%, ma la produzione è ricca in qualità

Una vendemmiaperformante, l’annata 2023, sul profilo qualitativo e organolettico. I produttori siciliani hanno dato il meglio di sé attraverso il loro saper fare, puntando sulla ricchezza varietale e sulla diversità degliarealisiciliani mostrando capacità nel saper governare la complessa e sfidante situazioneclimatica. Nonostante la riduzione dellaquantità, con un calo del 34,48% (totale della produzione Doc e Igt) rispetto allo scorso anno, vincono identità, territorio e qualità. “Da questa annata 2023 berremo vinirossicon una forteidentità, bianchi con un profiloaromaticocomplesso, vitigni autoctoni sempre più fedeli al territorio, internazionali dal nuovo e interessante profilo”.  È il bilancio di MattiaFilippi, co-fondatore di Uva Sapiens, società che si occupa di consulenza vitivinicola, presentato nel corso della XX edizione diSicilia en Primeur,l’evento dedicato all’anteprima dell’ultima annata, aCefalùdal 9 all’11 Maggio. I vini ottenuti dalla vendemmia 2023 si distinguono per le caratteristiche diessenzialità, pulizia, chiarezza e definizione. Ne sono l’emblema ilGrillo, che continua a manifestare la sua capacità di creare vini che evolvono positivamente nel tempo, un vitigno performante nelle riduzioni di quantità e che in questa vendemmia si è rivelato in vini dall’ampio spectrumaromaticoe note tropicali più pronunciate; ilCatarrattoche è sempre più glocal grazie ai suoi valori di grande autoctono (local) che incontra le caratteristiche del gusto internazionale (global).Nerod’Avola, Frappato, NerelloMascalesee Perricone, si stanno affermando come vini del futuro puntando su uno stile che unisce eleganza, versatilità e freschezza. La grande sorpresa – secondo il report di MattiaFilippi– è stato il vino prodotto dal vitignoSyrah, le cui uve hanno dimostrato una resistenza alle condizioni meteo. Lavendemmiapiù lunga d’Italia – cento giorni di raccolta – è iniziata nella parte occidentale dell’Isola nella prima decade di agosto, e si è conclusa a fine ottobre nei vigneti dell’Etna. “È stata un’annata viticola moltocomplessae che ha messo in luce alcune criticità legate alla particolare aggressività dellaperonospora, ma che ha anche rivelato un comparto produttivo ricco dicompetenzee che ha saputo interpretare ed esaltare le peculiarità di una vendemmia fuori daglischemi“, ha aggiunto il Master of Wine PietroRusso. La vendemmia 2023 in Italia sarà ricordata come lamenoproduttivadal 1947. Anche laSicilia, come tutto il Centro-sud e le aree meridionali dell’Europa, ha subito dei cali del 31% rispetto allo scorso anno. Come per le altre regioni, questi cali produttivi sono riconducibili alle condizionimeteoclimatichesfavorevoli verificatesi nel periodo primaverile che hanno favorito la diffusione della peronospora. “Le aziende associate diAssoviniSicilia hanno dimostrato di saper gestire con competenza, know-how e tecnica, una situazionesfidantecome l’ultima vendemmia. Si è rivelato vincente l’approccio diprevenzionee la gestione oculata e attenta messa in atto daiproduttori, nonché una serie di tecniche agronomiche e azioni dimonitoraggioin grado di verificare anticipatamente le condizioni distressidricoe di poter intervenire tempestivamente”, -commenta la presidente di Assovini Sicilia, MariangelaCambria.