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Vino siciliano, verso una vendemmia da record, “ma il clima minaccia il risultato”

Grande varietà di vitigni, più attenzione alla qualità che alla quantità, una raccolta di oltre cento giorni. La vendemmia siciliana promette bene, ma all'orizzonte non mancano le nubi, dal cambiamento climatico alla congiuntura economica, che minaccia i piccoli produttori

È cominciata ad agosto sul versante occidentale dell’Isola, tra Palermo e Trapani, con la raccolta della cosiddetta “base spumante”. Si chiuderà tra ottobre e novembre sul versante orientale, con la raccolta delle uve che produrranno i grandi rossi dell’Etna. La vendemmia siciliana è appena partita, ma preannuncia già numeri da record. “Con oltre 100 giorni sarà la più lunga in Italia. La nostra regione, inoltre, conta il numero più alto di produzione biologica, il 27 per cento della superficie totale”, spiega a FocuSicilia Aurora Ursino, agronoma e vicepresidente dell’ordine degli Agronomi di Catania. Una vendemmia così lunga è un vantaggio, “perché permette di dedicarsi con cura alla raccolta”, ma allo stesso tempo rappresenta un rischio, “visto che espone a eventi climatici eccezionali, sempre più frequenti”. Il clima insomma “minaccia il risultato”, ma all’orizzonte ci sono altre nubi, dall’aumento del costo dell’energia alla carenza di bottiglie di vetro e imballaggi.

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Meno quantità, più qualità

La lunga durata della vendemmia siciliana dipende dalla grande varietà di vitigni coltivati, ciascuno con un periodo di maturazione diverso. I produttori hanno scelto di puntare sulla qualità più che sulla quantità. “Si tratta di una tendenza nata prima della pandemia, con l’adozione di disciplinari di coltivazione molto rigidi”, spiega Ursino, premiata come migliore agronoma d’Italia durante la manifestazione Vinoway Wine Selection 2022. Per fare un esempio, la resa massima per ettaro in Sicilia “non supera i 120 quintali”, mentre nelle coltivazioni intensive può salire “ad alcune centinaia”. “Sull’Etna si scende a 90 quintali per ettaro o anche meno, in base al tipo di coltivazione adottata”, aggiunge l’esperta. Al momento, la Doc del vulcano conta circa 100 soci vinificatori. “Questo dato è in continuo aumento, considerato l’interesse crescente per l’Etna mostrato da investitori nazionali ed internazionali”, sottolinea Ursino.

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Rischio grandinate e cicloni

A livello regionale i produttori iscritti al consorzio Sicilia Doc sono circa settemila, e lavorano 30 mila ettari su un totale di 98 mila coltivati a vite. Particolarmente rilevante, come detto l’agricoltura biologica, con 10 milioni di bottiglie prodotte nel 2021. “In questo la Sicilia è favorita dal suo microclima, che si distingue per delle temperature miti e costanti. Inoltre da secoli abbiamo imparato a convivere con la mancanza d’acqua, motivo per cui la siccità che sta sconvolgendo il Centro-Nord non ci impressiona più di tanto”, aggiunge Ursino. A proposito di clima, se da un lato la Sicilia gode di condizioni favorevoli, dall’altro, come detto, i cambiamenti climatici spaventano. “Grandinate e trombe d’aria non sono più una novità, e purtroppo sono pressoché imprevedibili. Questi fenomeni possono rovinare in pochi minuti il lavoro di un’intera stagione”, spiega Ursino.

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Prezzi sotto controllo (per ora)

Per conoscere i numeri della vendemmia occorrerà attendere la fine dell’anno, sperando che il tempo sia clemente. Il punto di partenza è positivo. L’anno scorso, soltanto i produttori iscritti al Consorzio Sicilia Doc hanno imbottigliato 96 milioni di pezzi, in crescita del sei per cento rispetto al 2020. Le aspettative per il 2022 sono buone, ma non mancano le preoccupazioni, a partire dalla congiuntura internazionale. “I costi di produzione sono cresciuti, dall’energia ai carburanti, dalle bottiglie di vetro agli imballaggi”, spiega Ursino. Aumenti che rischiano di ripercuotersi sui consumatori, anche se per il momento la situazione è rimasta sotto controllo. “Per adesso i produttori sono riusciti a evitare grandi incrementi di prezzo, limitandosi a pochi decimali. In questo modo però i margini di guadagno si restringono, soprattutto per le aziende medie e piccole”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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