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Zes Sicilia Orientale, sì ai “nuovi confini” e alla revisione dei codici Ateco

Il territorio etneo potrebbe essere il "motore" della Zona economica speciale, ma servono interventi soprattutto nella Zona industriale, e in particolare sulle infrastrutture e la sicurezza. Il punto sulla Zes Sicilia orientale in un incontro promosso da Confindustria Catania

Sì alla riperimetrazione della Zes Sicilia Orientale, “per renderla più omogenea e più funzionale”. E sì alla modifica dei codici Ateco, “per semplificare l’accesso delle aziende alle agevolazioni e ai finanziamenti previsti”. Sono alcune delle novità in arrivo nella Zona economica speciale illustrate dal commissario Filippo Di Graziano nel corso dell’incontro di oggi pomeriggio con gli industriali etnei, l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo e il commissario straordinario dell’Irsap Marcello Gualdani, nella sede di Confindustria Catania. L’occasione per fare il punto sullo stato di salute della Zes, ma anche sui finanziamenti in arrivo e sugli interventi infrastrutturali necessari. Per le novità “servirà del tempo”, afferma Di Graziano, che ha annunciato investimenti per 60 milioni di euro per interventi ad ampio raggio sulle aree interessate, “soprattutto sul fronte della mobilità e delle infrastrutture strategiche”. Obiettivi raggiungibili solo attraverso il dialogo con tutti gli Enti interessati, ha precisato il commissario. “I problemi possono essere risolti soltanto se ognuno farà la propria parte. Posso assicurare che la Zes è pronta a fare la sua”.

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Il contributo del catanese

Uno dei vantaggi fondamentali della Zes, ha proseguito Di Graziano, “è permettere a chiunque nel mondo di accedere al documento necessario per realizzare un’impresa nel nostro territorio, tramite uno sportello digitale, invece dei trenta o quaranta documenti necessari di solito”. Ciò grazie a struttura commissariale che “sta lavorando a ritmo elevatissimo, motivo per cui siamo parecchio ottimisti sul futuro”. Il contributo della provincia di Catania, ha aggiunto il commissario, è fondamentale per il funzionamento dell’intera Zona economica speciale. “Metà dell’area si trova qui, quindi se funziona Catania funziona tutta la Zona”. L’importanza del tessuto produttivo etneo è stata ribadita anche dal padrone di casa, Antonello Biriaco. “Soltanto Confindustria Catania associa circa 700 imprese, che danno lavoro a oltre 25 mila persone. Per questo il nostro territorio merita un’attenzione particolare da parte del governo regionale, anche attraverso incontri come quello di oggi”. Da parte sua l’associazione “è pronta a fare da tramite tra le imprese e le Istituzioni coinvolte, per far sì che il potenziale dell’area si possa realizzare pienamente”.

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L’impegno della Regione

A spiegare l’impegno della Regione siciliana per il rilancio delle Zes è stato l’assessore Tamajo. “Le risorse ci sono, la questione è spenderle nel modo migliore. Ciò che stiamo cercando di fare spingendo sulla meritocrazia e rivedendo alcuni criteri di assegnazione, come quello del click day”. Il responsabile delle Attività produttive ha ricordato i fondi a disposizione, “attraverso la programmazione europea 2021-27”, e ha annunciato l’arrivo di dieci milioni “per intervenire sulla viabilità nella Zona industriale di Catania”. Quest’ultimo finanziamento “era stato già annunciato”, hanno ricordato gli imprenditori presenti, ma l’assessore ha confermato che “finalmente le risorse sono state sbloccate”. Tamajo ha rivendicato anche il dialogo tra la Regione e il governo nazionale su alcuni temi importanti per lo sviluppo delle imprese. Per fare un esempio, “il decreto del ministro dello Sviluppo Economico Adolfo Urso, che ha evitato il blocco del depuratore Ias di Siracusa”. Ciò nella logica di “evitare disastri ambientali, ma anche la sospensione delle attività economiche”.

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Problemi di organico in Irsap

Importante per il rilancio della Zona industriale di Catania e per il buon funzionamento di tutta la Zes anche l’Irsap, Istituto regionale sviluppo attività produttive. A tracciare un programma operativo è stato il commissario straordinario Marcello Gualdani, di fresca nomina. “Faremo una verifica delle diverse Zone industriali siciliane, che per certi aspetti sono molto funzionali ma per altri necessitano di interventi importanti”. L’attività del commissario è già iniziata con un sopralluogo nella Zona industriale di Termini Imerese, “ma prossimamente visiteremo con i nostri tecnici anche quella di Catania”. Da questo punto di vista, ha precisato il commissario, “al mio insediamento ho rilevato diversi problemi di organico, sopratutto sul piano tecnico, motivo per cui bisognerà rivedere gli assetti interni”. Per Gualdani il problema delle aree industriali siciliane “non riguarda le risorse, ma la progettazione”. Le cose da fare sono tante, “dalla videosorveglianza alla manutenzione delle aree”, ma il commissario di Irsap si dice fiducioso. “Facendo fronte comune con tutte le amministrazioni coinvolte, sono certo che avremo lunga strada”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci, giornalista e autore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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