Acqua, gestore unico in stallo. Caputo: “Finanziamenti a rischio”
Sull’avvio delgestore unico per la distribuzione dell’acqua, c’è il “rischio concreto di perderemilioni eurodi investimenti sulla rete idrica”. Lancia l’allarme CarloCaputo, sindaco diBelpasso, sottolineando che non si tratta di “una questione partitica ma ci sono in gioco milioni di euro in investimenti sulla rete idrica che rischiano di svanire. Occorre votare la convenzione e fare partire ilGestore Unico dell’acquacosì come già avviene in tutta la nazione”. L’avvio del gestore unico, per la distribuzione della risorsa idrica per58 comuni della provincia di Catania, sta attraversando una fase di stallo. Si è creata intorno alla firma sullaconvenzioneche l’Assemblea territoriale idrica (Ati) dovrebbe stipulare con Servizi idrici etnei Spa (Sie). Questa è la società pubblico-privata a cui spetterà l’affidamento del servizio sull’intera provincia, mettendo fine alla attuale gestione frastagliata. In provincia diCatania, a differenza di molti altri territori, nei primi anni del 2000 venne scelto diaffidarela gestione delle acque del Catanese a unasocietà mista. La maggioranza è in mano a unsocio pubblico(tutti Comuni),con un socio privato di minoranza scelto attraverso gara. La gara a evidenza pubblica, per la scelta del socio privato, venne effettuata nel 2005 ma tutto rimase fermo per anni, a seguito diricorsi. “Adesso – evidenziaCaputo– una sentenza diottemperanzaci obbliga a farepartire il serviziocon questa società mista, il Gestore Unico. È affidata ai sindaci la possibilità diintegrarela convenzione originaria del 2005. Questo per aggiornala alledisposizionidi legge intervenute in questo arco temporale e valutandol’innovazionetecnologicarealizzata in questi anni”. “In questi mesi ilconsiglio direttivo dell’Ati– che rappresenta l’assemblea dei sindaci – aveva già concordato unaconvenzionecon i soci”, aggiunge Caputo, secondo cui però adesso c’è il rischio che possa “saltare il banco“. Alcuni sindaci infatti avrebbero proposto degli emendamenti che “non sono sempliciaggiornamentima appaiono come unostravolgimentodell’offerta di gara del 2005″, mentre “la sentenza di ottemperanza ci dà mandato diaggiornareuna convenzione, non di stravolgere tutto come se dovessimo realizzare una nuova gara”, ricorda ancora il sindaco di Belpasso. “Personalmente non honessun interesse a sostituire un socio privato, scelto attraverso gara pubblica. Sono sicuro che anche i miei colleghi sono dello stesso avviso ma è arrivato il momento di fare un passo avanti. Siamo statimesi a discutere, senza trovare un nuovo testo che mettesse tutti i sindaci d’accordo. Un ulteriore tentativo didialogoè positivo ma dobbiamo stabilire iltermine di questa concertazione, altrimenti bruceremo milioni di euro di finanziamenti”, conclude Caputo.