Corruzione, c’è più al Nord che in Sicilia. Dove anche i “rassegnati” sono meno

Perquasi un cittadino su tre in Italia la corruzione è considerata “naturale ed inevitabile”. Ma ci sono molte differenze territoriali. AlCentro Italiala corruzione è inevitabile per il38,6%, alSud per il 32,1%, per il 29,3% nel Nord-Est mentre a Nord-ovest solo per il 21,4%. Enelle Isole, Sicilia e Sardegna, solo il 27,1%dei cittadini ritiene la corruzione “naturale”. Sono i risultati dell’ultimaindagine Istat, effettuata nel periodo 2022-2023 con modalità computerizzata CATI (intervista telefonica) e CAPI (indagine personale) su uncomplessivo di 31 mila persone tra i 18 e gli 80 anni in 680 Comuni. Un enorme lavoro statistico quindi sulla corruzione, ilprimo eseguito da Istat dopo quello del 2015-2016, e dal quale oltre alla diversa sensibilità al fenomeno, emergono due dati:la corruzione è in calo, ma sonopiùle personeal Centro e nel Nord-ovest, rispetto a quelle alSud e nelle Isole, che hanno subito tentativi di corruzione. Nell’ultima indagine per gli anni 2022 e 2023 si riscontrauna diminuzione dal 2,7% al 1,3% delle richieste ricevute dalle famiglienel triennio precedente l’intervista rispetto all’edizione del 2015-2016. I cali più consistenti riguardano isettori lavoro, uffici pubblici, sanità e giustizia. Nel corso della loro vita si stima cheil 5,4% delle famiglie abbia ricevuto richieste di denaro, favori, regali o altroin cambio di agevolazioni, beni o servizi. Le richieste più frequenti, considerando l’intera vita del soggetto intervistato,al Centro (6,8%), seguito dal Nord-ovest (5,6%), dal Sud (5,4%), dal Nord-est (4,9%), mentreil dato più basso è in Sicilia e Sardegna (3,6%). Rispetto alla rilevazione precedente diminuisce anche la quota di chi conosce persone che hanno avuto esperienze di corruzione: dal 13,1% (2015-2016) all’8,3% (2022-2023). I dati raccolti vanno però rapportati anche alla tipologia di intervistati. Così si scopre che per chi èimprenditori, lavoratore in proprio o autonomo, ha una percezione molto peggiore del fenomeno della corruzione in Italia. Quelli che ritengono si sia obbligati sempre o spesso a pagare nel loro settore di attività sono in questo caso molto più alti nelle Isole, dove raggiungono unaquota del 43,3%, seguito dal Sud (42,7%), dal Nord-est (38,5%), dal Centro (38,5%) e infine dal Nord-ovest (31,9%), con una media italiana che è del 38,5%. E in tutta Italia la percezione peggiore è nell’ottenimento di contratti con laPubblica amministrazione. La corruzione è quindiun “obbligo” nei rapporti con la PAper il 29,9 degli imprenditori ed autonomi delle Isole, seguiti da quello del Centro (29,4%), dal Sud (26,8%), dal Nord-est (25,6%) e dal Nord-ovest (17,2%). Leggi anche –Pubblica amministrazione sotto tiro: in Sicilia oltre 8mila reati tra il ’22 e il ’23 Dai dati Istat emerge anche come siaparticolarmente in calo anche il fenomeno del voto di scambio. La quota di cittadini cui sono stati offerti denaro, beni o agevolazioni in cambio del voto è il2,7% nel 2022-2023, mentre era il 3,7% nel 2015-2016. In questo caso la percentualepiù alta è nelle regioni pensinsulari del Sud (4,2%), seguite da quelle del Centro (3,6%), delleIsole (2,5%), del Nord-ovest (1,6%) e del Nord-est (1,4%). I luoghi dove questa pratica è più concentrata sono i grandi Comuni delle aree metropolitane (4% di chi vi risiede dichiara episodi di richieste di voto di scambio), e riguardasoprattutto le elezioni amministrative(1,9%) piuttosto che le politiche e le europee (0,9% delle richieste).L’indagine rileva anchel’esperienza indiretta del voto di scambio. Il3,8% degli italianitra i 18 e gli 80 anni di età dichiara di conoscere personalmente qualcuno – parenti, amici, colleghi, vicini – a cui è stato offerto qualcosa in cambio del voto in qualche tornata elettorale.Un dato questo che si è più che dimezzato (-54,2%) rispetto alla rilevazione del 2015-2016. Anche in questo caso il primato spetta a Sud (7%), seguito dalle Isole (4,9%), entrambe le ripartizioni con una diminuzione rispettivamente di circa 9 e 10 punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente. Leggi anche –Sicilia, sospeso il vice presidente Sammartino. È accusato di corruzione Istat valuta anche quanto sia ritenutoaccettabile che un genitore offra o accetti di pagare per trovare lavoro a un figlio. La risposta è che lo è per il 20,1% degli italiani tra i 18 e gli 80 anni, circa8 milioni e 695mila cittadini. Specificamente per il 7,4% è sempre accettabile, per il 12,7% solo in alcune circostanze, mentre farsi raccomandare da familiari o amici per essere assunto è ritenuto accettabile per il 15,9%. Solo il 4,5% (1 milione 947 mila) dei cittadini ritiene, invece, accettabile ottenere regali, favori o denaro in cambio del proprio voto alle elezioni.Dare denaro per trovare lavoro a un figlio è una praticaritenuta più accettabile nelle regioni peninsulari del Sud (23,4%), a cui segue il Centro (20,6%) e il Nord-ovest (20,5%). Le percentuali più basse, sotto la media italiana del 20,1%,sono invece in Sicilia e Sardegna (18,4%), e nel Nord-est dove è una ipotesi valida solo per il 16% dei cittadini.