Ex ospedale Santa Marta a Catania, avviata la demolizione

È cominciata questa mattina la demolizione degli immobili dismessi, risalenti agli anni ’50 e ’60, dell’ex ospedale Santa Marta e Villermosa di Catania. L’operazione, voluta dalla Regione Siciliana, è secondo quanto comunicato in una nota “propedeutica al risanamento di questa zona del quartiere Antico Corso, con la realizzazione di una grande piazza verde di quasi 4 mila metri quadrati”. Il progetto di massima, presentato dal presidente della Regione Nello Musumeci e dal sindaco di Catania Salvo Poglieselo scorso 23 gennaio nel corso di una conferenza stampa, prevede spazi per il relax, aree giochi per bambini e per il fitness. La piazza, ideata dall’architetto Giuseppe Scannella e presentato sabato scorso, sarà “energeticamente autonoma”. Leggi anche –Barbagallo a Musumeci: “La Sicilia non è suo patrimonio personale” L’intervento per la demolizione selettiva dell’edificio fatiscente su via Gesualdo Clementi durerà novanta giorni. Saranno abbattuti oltre 33 mila metri cubi di fabbricato, 11 mila metri quadrati di pavimenti e rivestimenti, più di due chilometri di tubazioni di scarico e 2 mila e 600 metri quadrati di infissi. Si stima che verranno eliminate 16 tonnellate di sfabbricidi e 18 di alluminio. Con l’abbattimento del fabbricato dismesso tornerà visibile il prospetto del settecentesco Palazzo di scuola vaccariniana, facente parte del complesso dell’ex ospedale. I lavori sono coordinati dal Genio civile di Catania, guidato dall’ingegnere Natale Zuccarello. Il progetto di massima, che punta a restituire decoro e massima fruibilità a questa porzione del centro storico, sarà oggetto di un’apposita conferenza di servizi tra Regione, Comune, Genio civile e Soprintendenza. A seguito della presentazione del progetto comunale che punterà alla trasformazione della zona dell’ex ospedale Santa Marta, redatto dall’architetto Giuseppe Scannella, la Cgil di Catania sottolinea che “sarebbe stato più corretto invitare i comitati di quartiere, le associazioni e gli abitanti stessi dell’ Antico Corso a poter dire la loro su quest’opera che appare piuttosto imponente e poco in sintonia stilistica e architettonica con la zona”. Per il sindacato catanese “è necessario prima di avviare un’opera di riqualificazione del quartiere conoscere le esigenze di chi vi abita e armonizzare ogni possibile nuova struttura con quelle già esistenti, affinché non venga vissuta “come cosa altra” dalla storia e dal tessuto economico e sociale dell’Antico Corso”.