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A marzo calano le vendite al dettaglio in volume. Ma l’inflazione aumenta

I prezzi aumentano ancora - più 0,8 per cento tra marzo e aprile - ma il volume di vendite al dettaglio cala. Ovvero: si spende lo stesso, ma si compra meno. Lo riferisce Istat nel suo ultimo flash statistico sul commercio al dettaglio

Il commercio al dettaglio in Italia segna un calo dei volumi a marzo. Non una variazione significativa in termini numerici – meno 0,3 per cento – ma che lo diventa osservando i dati Istat forniti dall’Istituto di statistica nel suo “flash” sul commercio al dettaglio in rapporto agli ultimi dati sull’inflazione. Questa è infatti in aumento dello 0,8 per cento tra marzo e aprile 2023, mentre i dati al 31 marzo del commercio segnano come detto un calo nei volumi, seppur accompagnato da una variazione congiunturale “nulla” in valore.

Aumentano i costi, diminuiscono i volumi

Aumentano i costi dei beni, ma diminuiscono le quantità acquistate: le vendite in valore sono stazionarie sia per i beni alimentari sia per i beni non alimentari mentre le vendite in volume sono in diminuzione per entrambi i settori (rispettivamente meno 0,7 per cento e meno 0,1 per cento). Nel primo trimestre 2023, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio crescono in valore (più 1,9 per cento) e calano in volume (meno 0,1 per cento). Le vendite dei beni alimentari sono in aumento in valore (più 2,3 per cento) e non subiscono variazioni in volume, quelle dei beni non alimentari crescono in valore (più 1,5 per cento) e diminuiscono leggermente in volume (meno 0,1 per cento).

Rispetto al 2022 diminuzione in volume del 2,9 per cento

Su base tendenziale, a marzo 2023, le vendite al dettaglio aumentano del 5,8 per cento in valore e registrano un calo in volume del 2,9 per cento. Si registrano andamenti di segno analogo sia per le vendite dei beni alimentari (più 7,7 per cento in valore e meno 4,9 per cento in volume), sia per quelle dei beni non alimentari (più 4,1 per cento in valore e meno 1,3 per cento in volume). Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali positive per tutti i gruppi di prodotti ad eccezione di Elettrodomestici, radio, tv e registratori (meno 2,0 per cento). Gli aumenti maggiori riguardano Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (più 8,4 per cento) e Prodotti di profumeria, cura della persona (più 8,3 per cento). Rispetto a marzo 2022, il valore delle vendite al dettaglio è in crescita per tutte le forme di vendita: la grande distribuzione (più 7,8 per cento), le imprese operanti su piccole superfici (più 3,5 per cento), le vendite al di fuori dei negozi (più 4,6 per cento) e il commercio elettronico (più 10,3 per cento).

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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