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A Ragusa il primo Its “aeronautico” di Sicilia. “In Europa 120 mila assunzioni”

L'Istituto tecnico superiore punta a fornire le competenze richieste dalle aziende del settore aerospaziale nei prossimi anni, in Italia e all'estero. Il tasso di occupazione previsto per i diplomati è dell'80 per cento. Intervista alla direttrice Antonella Rosa

Oltre 600 mila posti di lavoro nel mondo, 120 mila soltanto in Europa. È la richiesta di tecnici nel campo della manutenzione aeronautica da qui al 2036, secondo i dirigenti dell’Its “Aerospazio” di Ragusa, il primo nel suo genere in Sicilia, operativo da marzo 2021. “In Italia non si trovano tecnici aeronautici qualificati. Perché non intercettare questa domanda e offrire lavoro ai nostri ragazzi?”, dice a FocuSicilia Antonella Rosa, preside dell’Istituto tecnico commerciale e aeronautico “Fabio Besta” di Ragusa e direttrice dell’Its. Partendo da questa domanda, cinque anni fa, la scuola ha avviato le pratiche per creare l’Istituto tecnico superiore. L’anno scorso, finalmente, è arrivata l’approvazione con relativi finanziamenti, e dalla primavera di quest’anno sono iniziati i corsi, con poco meno di cinquanta iscritti.

I numeri dell’Istituto

Come tutti gli Its, anche “Aerospazio” punta a offrire agli studenti una formazione terziaria non universitaria, che guardi alla domanda da parte delle imprese. Nello specifico, a quelle del settore aeronautico. I corsi attualmente attivi sono due. Quello da “Tecnico superiore per la produzione e manutenzione di mezzi di trasporto e/o relative Infrastrutture” impegna 27 allievi. Nella maggior parte dei casi, dicono dall’Istituto, si tratta di ragazzi con diploma di perito aeronautico, che hanno preferito l’iscrizione all’Its all’università. Il secondo corso è quello di “Tecnico superiore per l’Infomobilità per i Trasporti e le infrastrutture logistiche”. A questo corso si sono iscritti al momento 20 allievi. I programmi hanno una durata minima di duemila ore, ma l’Its ha deciso di potenziare il corso di manutenzione portandolo a 2.450 ore.

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I membri della Fondazione

Come previsto dalla legge, a gestire l’Its è una fondazione che unisce soggetti pubblici e privati. A partecipare sono il Comune di Comiso, il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, l’Università di Messina e l’Università Kore di Enna. La normativa prevede che almeno il 30 per cento del corso sia svolto come stage in azienda. Le imprese coinvolte sono la Seas srl, società di Civitavecchia che si occupa a livello nazionale della manutenzione della flotta Ryanair, insieme alla Pista srl di Messina e alla CogTech srl di Catania. Partecipa anche un ente di formazione, il centro Abakos di Vittoria. La direzione, come detto, è stata affidata dai soci alla preside dell’Istituto “Besta”, mentre la presidenza ad Alessandro Cianciaruso, amministratore delegato di Seas. “È giusto che siano le aziende a guidare una nave come questa”, dice la dottoressa Rosa.

Gli obbiettivi sull’occupazione

A volerlo, precisa la direttrice, è il sistema-Paese. “L’Italia chiede competenze, circuiti formativi qualificanti e dinamici, con una maggiore connessione tra il mondo della scuola e quello del lavoro”. L’obbiettivo che si pone l’Its è ambizioso. “Puntiamo all’80 per cento di placement (occupazione per i diplomati, ndr), ma speriamo di fare anche di più”. Le prospettive sono buone soprattutto per il primo corso, “vista la grande richiesta di manutentori aeronautici in Italia e in Europa”. Il programma è particolarmente ambito “perché gli studenti sanno che è verosimile che vengano assunti”. Anche per il secondo corso, tuttavia, le prospettive sono buone. “Abbiamo creato contatti con aziende importanti, e quindi contiamo di avere un buon placement. Le premesse per fare bene ci sono tutte”.

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Vincere il pregiudizio

Malgrado gli importanti risultati raggiunti – nel 2020, secondo l’Agenzia Indire, l’80 per cento dei diplomati ha trovato lavoro malgrado la pandemia – gli Its scontano alcuni pregiudizi. Ne è convinta la dirigente. “Veniamo ancora percepiti come una scelta di serie b, come un ripiego. In realtà offriamo una grandissima opportunità con percorsi altamente qualificanti, sbarramenti ed esami severi”. Gli Its, aggiunge Rosa, sono estremamente importanti per la crescita e la ripartenza del Paese, soprattutto all’indomani di una crisi economica così severa. Il perché è semplice. “Chiediamo alle imprese di quali figure abbiano bisogno, poi cerchiamo di formarle con grande qualità, per garantire ai ragazzi un accesso rapido al mondo del lavoro”.

Le fonti di finanziamento

Come gli altri Its siciliani, anche quello di Ragusa attinge soprattutto ai finanziamenti del ministero dell’Istruzione e alle risorse della Regione siciliana. Per l’avvio dei primi due corsi, l’Istituto ha ottenuto circa mezzo milione di euro. “A Palermo hanno ben chiara l’importanza degli Its per lo sviluppo e l’occupazione della Sicilia. Malgrado ciò, la macchina soffre ancora di ritardi e farraginosità, anche nell’erogazione delle risorse”, ammette la direttrice. Il dieci per cento del finanziamento complessivo è dato dalle aziende che partecipano alla fondazione. Per il corso di manutenzione, che supera le duemila ore previste dalla legge, è stato chiesto agli studenti un contributo extra di cinquemila euro. “Uno sforzo chiesto alle famiglie, che abbiamo cercato di contenere il più possibile”.

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I conti con il Covid

Oltre ad aver dato il via all’Its, il “Besta” è anzitutto una scuola con circa ottocento studenti. E come tale si prepara ad affrontare il nuovo anno scolastico, mentre crescono le preoccupazioni sulla variante Delta e la possibilità di riprendere le attività in presenza dopo due anni di didattica a distanza. “Dopo quello che abbiamo vissuto in questi mesi, non ci spaventa più nulla”, scherza la dottoressa Rosa. Il danno maggiore è dato dall’incertezza sulle regole e dai cambiamenti repentini nell’organizzazione. Problemi a cui il “Besta” intende far fronte puntando sull’organizzazione interna. “Abbiamo fatto un enorme lavoro sulla didattica a distanza, le attrezzature, i protocolli di sicurezza. Siamo pronti a rimboccarci le maniche, aspettiamo soltanto il via”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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