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Aci Castello: il collettore si è infognato e noi paghiamo sanzioni all’Ue

I lavori sono al 90 per cento, ma bisogna spostare alcuni sottoservizi e il gestore ritarda perché la Regione non paga. Il sindaco Scandurra ha scritto anche alla Procura. Intanto, solo quest'opera costa 45 mila euro al mese di sanzioni per infrazioni comunitarie

Il grosso è stato fatto, con un avanzamento dei lavori al 90 per cento, ma prima che gli scarichi fognari di Aci Castello raggiungano il depuratore di Pantano d’Arci, nessuno sa quanto tempo dovrà passare. L’ostacolo maggiore del collettore da 21,7 milioni di euro, che dovrà connettersi al vecchio allacciante del Comune di Catania, sta nello spostamento dei sottoservizi. Sono tubazioni e cavidotti che devono fare spazio alla nuova condotta di depurazione. Operazioni che spesso diventano interminabili. Tanto che il sindaco di Aci Castello, Carmelo Scandurra, qualche giorno fa si è scagliato contro E-Distribuzione, la società che deve intervenire per spostare alcuni impianti. Il primo cittadino ha scritto a tutte le autorità competenti e alla Procura della Repubblica, denunciando quello che sarebbe un “comportamento dilatorio e poco collaborativo – si legge nella nota – che sta contribuendo a produrre scostamenti del cronoprogramma dei lavori dilatando l’ultimazione”.

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Inquinamento del mare e della riserva protetta

Il collettore è di competenza della Regione Siciliana – assessorato regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità – e i lavori sono in corso da oltre dieci anni, “subendo notevolissimi ed insostenibili ritardi dovuti – scrive Scandurra – principalmente per gli interventi di spostamento dei sottoservizi, determinando di fatto disagi alla viabilità cittadina e di collegamento con le vicine città di Catania ed Acireale, nonché il permanere di una situazione di evidente inquinamento del mare e dell’annessa Riserva marina protetta ‘Isole dei Ciclopi’, con notevoli danni all’economia turistica”. Che la situazione sia insostenibile, lo ammette anche il sub-commissario alla Depurazione, Riccardo Costanza, che conferma la posizione del sindaco: “Il problema si protrae da un anno e in diverse occasioni – ricorda – abbiamo lanciato appelli ai gestori dei sottoservizi affinché potessero essere più solleciti e disponibili. Purtroppo hanno tempi lunghissimi”.

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Costanza: “Potremmo completare entro l’anno”

“Vanno fatte solo alcune stazioni di sollevamento – spiega Costanza – per le quali si attende di spostare i sottoservizi. La procedura prevede di contattare il gestore, che fa un preventivo, l’ente appaltante paga, e i sottoservizi vengono spostati. In questo caso la stazione appaltante è la Regione Siciliana e, nonostante il bilancio regionale sia approvato, non si riescono ad effettuare i pagamenti. Abbiamo chiesto ad E-Distribuzione un intervento straordinario, ovvero anticipare i lavori in attesa che venga effettuato il pagamento da parte della Regione. Ho sentito personalmente il referente, che ha portato l’istanza a livelli superiori, ma non c’è ancora un’autorizzazione”. Il sub commissario però non ha un ruolo decisionale in questa fase, in quanto si occupa di un mero coordinamento di tutte le opere legate alla depurazione, mentre la stazione appaltante resta appunto la Regione, “che non paga da un anno”, aggiunge Costanza, mentre “in condizioni normali, se si risolvesse immediatamente il problema dei sottoservizi, il collettore si potrebbe completare entro quest’anno”.

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Infrazioni comunitarie: paghiamo 110 mila euro al giorno

I lavori di Aci Castello, oltre a dotare il territorio di un’infrastruttura indispensabile, una volta ultimati contribuiranno a ridurre le sanzioni per le procedure di infrazione comunitaria (2004/2034 e 2009/2034) aperte a carico dello Stato per le inadempienze della Sicilia. Complessivamente, 20 milioni di euro ogni sei mesi, 110 mila euro al giorno. La somma decresce in base alle opere di depurazione via via collaudate e al numero di cittadini serviti effettivamente. Approssimativamente, il collettore di Aci Castello continuerà a costare, di sanzioni, circa 45.000 euro al mese, finché non entrerà in funzione anche solo in parte. Uno spreco inammissibile. Intanto, “in tutte le province dell’Isola, tranne Enna – riferisce Costanza – sono aperti 67 interventi, metà in fase esecutiva, con gare già bandite o aggiudicate, metà in fase di verifica, conferenza di servizi o completamento della progettazione. Il budget complessivo è di circa 1,7 miliardi di euro. Con l’aggiornamento dovuto al caro-materiali, si andrà oltre i due miliardi di euro e saranno necessari nuovi finanziamenti, che contiamo di ottenere con la nuova programmazione comunitaria e dal recupero delle economie dagli interventi realizzati”.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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