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Parchi divertimento, numeri record ma il caro energia spaventa. Il caso Etnaland

Dopo due anni di stop dovuto alla pandemia i visitatori riempiono le strutture, ma la ripresa è messa a rischio dagli aumenti delle bollette. A Etnaland, nel catanese, si corre ai ripari puntando sugli sconti per incentivare i visitatori e realizzando un campo fotovoltaico

Dopo due anni di pandemia i visitatori dei parchi divertimento tornano a crescere. La ripresa, però, rischia di esser vanificata dagli aumenti incontrollati dell’energia. “Quest’anno puntiamo al record di 500 mila biglietti venduti, con un deciso incremento di fatturato rispetto al 2019. La bolletta, però, è cresciuta enormemente rispetto a tre anni fa”, spiega a FocuSicilia Francesco Russello, direttore di Etnaland, noto parco acquatico nel catanese. “La bolletta di agosto, negli anni passati, era di circa 250 mila euro. Oggi parliamo di oltre un milione”. Gli aiuti statali non sembrano sufficienti. Nei giorni scorsi l’Associazione Parchi Permanenti Italiani, aderente a Confindustria, ha chiesto al governo Draghi “un intervento immediato”, a partire dall’erogazione dei 20 milioni previsti nel decreto Sostegni Ter. “Per la Sicilia si tratta di circa 1,5 milioni, persi nelle pieghe della burocrazia”, precisa Russello.

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La ripresa post Covid

Il decreto legge infatti risale a gennaio di quest’anno, ma i contributi promessi non sono ancora arrivati. “Si tratta della stessa situazione vissuta durante la pandemia, con ritardi di mesi sulle erogazioni”, lamenta Russello. Negli ultimi mesi, almeno dal punto di vista sanitario, le cose sono notevolmente migliorate. “Nel 2020 registrammo una perdita del 75 per cento del fatturato, nel 2021 del 50 per cento. Quest’anno pensiamo di superare di circa il 40 per cento i livelli del 2019”, dice l’imprenditore. Il parco tematico, aperto ad aprile, e quello acquatico aperto a luglio stanno registrando “il tutto esaurito”, malgrado un calo di turisti dall’estero “dovuto alla situazione internazionale e alla guerra in Ucraina”. Le attrazioni di Etnaland lavorano a pieno regime, ma l’energia per mantenerle in funzione è alle stelle. “Malgrado l’aumento dei visitatori, rischiamo di non riuscire a coprire i costi”.

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L’analisi della bolletta

Il direttore del parco analizza una bolletta del periodo precedente alla crisi energetica. “Su circa 250 mila euro complessivi, il prezzo dell’energia era di circa 75 mila euro, quello del trasporto di 75 mila, mentre il resto andava in dispacciamento e imposte”, spiega Russello. Oggi l’energia “è arrivata a 750 mila euro”, e di conseguenza la bolletta “supera un milione”. Numeri a cui vanno aggiunti “anche i rincari dei materiali e l’inflazione, che pesano sulle nostre attività”. Nel recente decreto Aiuti bis il governo Draghi ha inserito un credito di imposta per le aziende energivore, ma l’imprenditore non è sicuro di poterne beneficiare. “Stiamo verificando con i nostri consulenti, ma il problema è che i parchi divertimento non sono considerati aziende energivore a tutti gli effetti, in quando attività stagionali”. Una modifica del decreto sarebbe auspicabile, “ma con la caduta del governo non è semplice che avvenga”.

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La exit strategy di Etnaland

Di fronte a questa situazione, la dirigenza di Etnaland non è rimasta con le mani in mano. “Anziché aumentare il prezzo dei biglietti, abbiamo deciso di puntare sulle promozioni per allargare la clientela, con sconti online fino a dieci euro”, spiega Russello. Al contempo, l’azienda sta cercando di rendersi più autonoma dal punto di vista energetico. “Stiamo realizzando un campo fotovoltaico, in un nostro terreno nei pressi del parco, che dovrebbe garantire il 40 per cento del nostro fabbisogno energetico”. Un investimento “da un milione e mezzo di euro”, aggiunge il manager, “che con gli attuali prezzi dell’energia puntiamo ad ammortizzare in circa due anni”. La speranza è che la congiuntura possa rientrare, per guardare in modo più sereno al domani. “In questi anni abbiamo stretto i denti, riuscendo a resistere alla crisi e a tutelare tutti i nostri 400 dipendenti. Speriamo di riuscirci ancora”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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