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Aeroporti, fusione tra Catania e Comiso: “Quote da definire, ma pari dignità”

I due aeroporti della Sicilia orientale diventeranno un'unica entità, con una sola gestione e Comiso più votato alle merci. Ma non ci sono ancora i dettagli sulle quote societarie

“Non un traguardo, ma la prima tappa di un percorso che spero possa portare alla creazione della società Aeroporti di Sicilia”. Con queste parole il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha presentato la “fusione” tra Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Catania, e Soaco, che gestisce l’aeroporto di Comiso. Un “matrimonio” ancora senza numeri, visto che “gli advisor sono al lavoro per definire la ripartizione delle quote che dovranno essere approvate dall’assemblea dei soci”, ha detto l’amministratore delegato di Sac Nico Torrisi. Al momento, la società possiede già il 65 per cento di Soaco, “ma con la fusione entrambi i soggetti avranno pari dignità”, ha assicurato l’ad della società comisana Dibbennardo. Presenti alla conferenza stampa anche il sindaco di Catania Salvo Pogliese e la sindaca di Comiso Maria Rita Schembari. “Stiamo dimostrando la capacità delle nostre comunità di ‘fare sistema’ per raggiungere gli obiettivi e migliorarsi dal punto di vista infrastrutturale, ma anche sociale ed economico”, hanno detto i due primi cittadini.

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Verso un sistema unico

A spiegare il disegno di lungo periodo dietro la fusione odierna è stato il presidente della Regione Musumeci. “L’obiettivo finale è quello di creare un sistema unico che riunisca i sei scali siciliani, Aeroporti di Sicilia”, ha detto il governatore. Un progetto ambizioso da realizzare “nei prossimi anni”, per fare della Sicilia “il vero hub del Mediterraneo, ruolo oggi detenuto da Malta”. Musumeci delinea le tappe che porteranno a quel traguardo. “Un grande risultato sarebbe avere due sistemi, uno della Sicilia Orientale con Catania, Comiso e Lampedusa, e uno dalla Sicilia Orientale con Palermo, Birgi e Pantelleria”. Un obiettivo che si può realizzare “se lo vogliono i soggetti che detengono il capitale”, che al momento mostrano alcune diffidenze “soprattutto sul versante palermitano”. Da questo punto di vista , la fusione tra Sac e Soaco rappresenta un passaggio molto significativo, “che speriamo possa essere di stimolo anche per l’altro lato dell’Isola”.

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I vantaggi dello scalo ragusano

I sei aeroporti attualmente attivi, insomma, vanno “razionalizzati” per rafforzare il ruolo della Sicilia nel Mediterraneo. E anche per affrontare alcune situazioni contingenti, aggiunge Musumeci, “come le note vicende legate ai capricci dell’Etna”, e per decongestionare “gli aeroporti di Palermo e Catania, dando vitalità agli scali minori, anche dal punto di vista del movimento cargo e merci”. Un punto particolarmente sentito dallo scalo ragusano. “Per Comiso c’è finalmente una prospettiva di futuro certa, con la possibilità di migliorare l’infrastruttura, ed effetti positivi su tutto il Mezzogiorno”, ha detto l’amministratore delegato Dibbennardo. “La nostra è una provincia importante, con dodici comuni industriosi che potranno beneficiare di questo flusso di merci”, ha aggiunto la sindaca di Comiso Schembari. L’aeroporto non è solo del Comune ma “di tutto il territorio” e rappresenta “un risarcimento per la situazione oggettivamente svantaggiata della viabilità nella provincia, facendoci rimanere connessi all’Italia e all’Europa”.

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La situazione di Fontanarossa

A fare il punto sull’impatto della fusione sullo scalo catanese è stato l’Ad di Sac Nico Torrisi. L’aeroporto di Fontanarossa “ha dei limiti strutturali di capienza”, emersi anche durante la pandemia “quando gli spazi hanno dovuto essere organizzati diversamente”. Malgrado il calo fisiologico degli arrivi dovuto alle restrizioni, “nel 2021 abbiamo toccato i sei milioni di passeggeri, vicini ai sette milioni trovati al mio insediamento”. L’obiettivo è tornare ai dieci milioni di passeggeri del 2019, ma per farlo è necessario “investire su un’altra infrastruttura importante come quella comisana, anche alla luce dei progressi della Catania-Ragusa”. I dettagli finanziari dell’operazione, ribadisce Torrisi, “saranno definiti nelle prossime settimane”. Per l’ad la fusione rappresenta già “una felice coincidenza tra la volontà politica e quella dei soci, che si sono trovati sullo stesso binario”.

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Il “sogno” dell’aeroporto nella Piana

Per il futuro, le aspettative dell’amministratore delegato sono più che rosee. “Entro la fine di questo decennio potremo parlare di 20 milioni di passeggeri”. Un risultato certamente importante, ha commentato il governatore Musumeci, ma che porta con sé il rischio “che le sub strutture di Catania non reggano al flusso di passeggeri”. Per questo il governatore non accantona “un sogno”, ovvero la creazione di un nuovo scalo aeroportuale nella Piana di Catania. “Spero di riuscire a vederlo prima di chiudere gli occhi”, ha chiosato il presidente della Regione. Soddisfatto della fusione tra Catania e Comiso anche il sindaco etneo Pogliese. “Questo risultato dimostra che se riusciamo a mettere da parte il nostro individualismo possiamo raggiungere grandi traguardi”, ha detto il primo cittadino. Un atteggiamento necessario anche su altri dossier, “a partire dal distretto del Sud Est”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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