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Aeroporto di Catania, l’annuncio: “Col fotovoltaico indipendenza energetica”

Pannelli solari che produrranno 3 Gigawatt di energia l'anno, un nuovo sistema per il riconoscimento facciale, la conferma del masterplan che trasformerà lo scalo etneo in "hub del Mediterraneo". Questi i contenuti della conferenza stampa odierna di Sac, ente gestore degli aeroporti di Catania e Comiso

Una conferenza stampa in aeroporto oggi a Catania per “sintetizzare quanto letto in questi giorni sulla stampa”. Parole di Nico Torrisi, amministratore delegato di Sac, la Società di gestione dello scalo etneo. Le premesse sono quelle relative alla trasformazione, così come nei piani Enac esposti dal presidente, di Catania in “hub del Mediterraneo”, un termine che, come confermato da Torrisi, non nasconde altro che una valutazione positiva del masterplan presentato da Sac, e che entro il 2030 consentirà all’aerostazione di “attestarsi tra i 14 e i 15 milioni di passeggeri l’anno”. L’investimento previsto, circa 600 milioni di euro, è destinato prioritariamente a riammodernare l’aerostazione, dove l’intervento principale sarà la sostituzione del Terminal B, “che nessuno chiama più Morandi dopo quanto accaduto a Genova. Ristrutturarla sarebbe costato cento milioni”, sottolinea Torrisi.

Leggi anche – Aeroporti di Catania e Comiso: crescono i passeggeri anche sul 2019

Pannelli fotovoltaici per “l’indipendenza energetica”

Altro punto centrale la realizzazione di una nuova pista “e non un allungamento dell’attuale”, rimarca l’Ad dell’aeroporto, che nel corso della conferenza stampa lascia ampio spazio anche agli interventi per il contrasto all’emissioni di CO2, dato che “tra il 2030 e il 2050 dovremo arrivare a impatto zero”. A questo scopo annuncia, insieme all’Accountable manager Giancarlo Guarnera, l’arrivo delle autorizzazioni per realizzare pannelli fotovoltaici capaci di produrre 3 GigaWatt di energia l’anno. “Si tratta di una quota che può renderci quasi del tutto indipendenti energeticamente”, spiega Guarnera. Verrà realizzato sul tetto del parcheggio P4, inaugurato nel 2021 con quasi duemila stalli per la sosta, e consentierà di far fronte ai costi energetici sempre più alti. “L’ultima bolletta per l’energia elettrica, per il mese di luglio, è stata di un milione di euro, ovvero tre volte più del solito”, sottolinea Torrisi. L’occasione è comunque anche quella per presentare una novità tecnologica all’interno dello scalo, ovvero un check-in con riconoscimento biometrico: presentando la propria carta d’imbarco su un totem dotato di videocamera, il proprio volto verrà scansito, in modo da consentire l’accesso ai terminal solo mostrandosi alla videocamera. Attualmente, come spiega l’It manager di Sac Antonio Palumbo “è attivo in via sperimentale in collaborazione con Ita per i soli voli per Milano Linate. E tramite una app (Cta Face2Fly, ndr) scaricabile da cellulare sarà anche possibile per tre mesi evitare di presentare la carta d’imbarco”.

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Treni, metro e riqualificazione della via Fontanarossa

L’Ad interviene anche su un tema “sul quale abbiamo ricevuto, giustamente, molte critiche: la realizzazione dei marciapiedi su via Fontanarossa. Si tratta di ritardi burocratici che non dipendono da noi, ma dal Comune di Catania, che peraltro è nostro socio”. I lavori prevedono anche la rimozione di 25 alberi di Eucalipto, “ma ne ripianteremo 500”. La riqualificazione dell’area intorno all’aeroporto, quartiere Santa Maria Goretti, secondo i piani di Sac rientra comunque in un piano più generale di accordi non solo con il Comune ma anche con gli altri enti responsabili delle varie infrastrutture. Primi tra tutti quelli con Ferrovie dello Stato, i cui lavori di interramento dei binari consentiranno la realizzazione della nuova pista, un traguardo che si raggiungerà secondo le previsioni nel 2026, e di una stazione ferroviaria definitiva, in sostituzione dell’attuale, provvisoria. Nella nuova stazione, sempre nell’ottica del masterplan al 2030, arriverà anche la linea metropolitana. “Otterremo qualcosa che a noi sembra eccezionale, ma è l’assoluta normalità altrove”, commenta Torrisi.

Leggi anche – Aeroporti di Catania e Comiso, per lo sviluppo “serve l’autostrada a Ragusa”

Comiso “non è solo lo scalo alternativo”

Spazio anche all’aeroporto di Comiso, che Torrisi sottolinea come sia “operativo al cento per cento, nonostante non abbia ricevuto gli stessi contributi di Trapani”. Nei piani di Sac, ormai ente gestore anche dello scalo ibleo e non solo socio di maggioranza, “questo non è solo una alternativa a Catania quando qui non è possibile volare. E non sarà destinato ai cargo, un settore dove peraltro non siamo forti”. Per l’utilizzo dell’aeroporto di Comiso, ribadisce, serve quindi “l’autostrada Catania-Ragusa. Non entro nel merito di quando richiesto da Ance, ovvero il ricalcolo dei costi per i rincari delle materie prime, ma questo ritardo è per noi deleterio”.

Prosegue l’ipotesi di una vendita

L’aeroporto gode comunque di ottima salute, “con una ripresa dal periodo Covid già attuata nel 2022, e ben prima delle previsioni che parlavano del 2024”, come rimarcato da Torrisi. Che aggiunge: “questo dipende anche dalla mancanza di una alternativa come nel resto d’Italia, anche a noi piacerebbe avere i treni ad alta velocità”. Il dato attuale di traffico, diffuso negli scorsi giorni proprio da Sac, vede del resto numeri in crescita anche sul pre-pandemia: “Abbiamo sorpassato mese per mese quanto fatto nel 2019”. Significa, con i dati riferiti al periodo da giugno ad agosto 2022, 3.323.041 transiti rispetto ai 3.279.671 del 2019, con una crescita del 1,4 per cento. E soprattutto, dall’inizio dell’anno, 6.113.330 passeggeri nel 2021, dopo Fiumicino, Malpensa e Orio al Serio ed è il primo in Italia per traffico nazionale con 4,6 milioni di passeggeri nel 2021. Un quadro di crescita e di prospettive di espansione dunque, a cui si aggiunge anche l’ipotesi di mettere sul mercato lo scalo. “L’ipotesi della vendita non è mai cessata, avendo avuto noi del consiglio di amministrazione mandato dai soci. Gli advisor sono al lavoro, e presto avremo delle ipotesi da sottoporre”, conclude l’amministratore delegato di Sac Torrisi.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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