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Affittuari solidali. Ristori al 50 per cento, fino ad esaurimento

Molti proprietari hanno ridotto l'affitto ai propri inquilini durante il lockdown. Per loro sono previsti 100 milioni di contributo statale, ma manca il provvedimento attuativo dell'Agenzia delle entrate e lo sconto potrebbe essere rimodulato

Il lockdown nel nostro Paese ha purtroppo messo in ginocchio tante famiglie, in particolare quelle che hanno subito una riduzione importante, se non totale, del reddito durante il 2020. Per chi già in precedenza faticava a sostenere le spese mensili, le difficoltà a far fronte al costo dell’affitto dell’abitazione principale, una delle voci più pesanti del bilancio familiare, è stata fin da subito evidente. Tantissimi inquilini hanno fatto richiesta al proprio padrone di casa di una riduzione del canone durante il lockdown. Da alcuni sondaggi è emerso che la risposta all’emergenza sanitaria è stata esemplare da parte dei proprietari. Grande solidarietà dimostrata nei confronti dei propri inquilini che ne hanno fatto richiesta. Infatti su un campione di quasi 500 richieste di riduzione canone di affitto per immobili abitativi, solo in 1 caso su 4 il proprietario non ha accolto in alcun modo la richiesta dell’inquilino di “venirgli incontro”.

Richieste pretestuose

In diversi casi, certamente, si tratta del puro e semplice rifiuto da parte del proprietario a trovare una soluzione di compromesso con il proprio inquilino. Il contratto è chiaro, io mi attengo a quello che avevamo a suo tempo stabilito. Posizione legittima: il contratto di locazione serve a regolamentare la locazione anche nei momenti più complessi. Richiamare al rispetto di quanto pattuito è sempre corretto. La solidarietà è possibile, ma ovviamente non obbligatoria.
Non solo: nel novero dei mancati accordi di riduzione o sospensione del canone ci sono anche non pochi casi in cui il diniego del locatore non è certo riconducibile a mancata solidarietà. Ci sono infatti stati innumerevoli inquilini che, pur non avendo subito alcun ridimensionamento del proprio reddito (pensiamo a lavoratori dipendenti o pensionati), hanno comunque fatto richiesta di uno sconto. Correttamente, in questo caso, il locatore non ha riconosciuto la riduzione del canone, del tutto pretestuosa.

Contributo a fondo perduto

La difficoltà a far quadrare i conti senza stipendio, se si è a corto di risparmi, può essere uno scoglio difficile da superare nel breve termine. Se però, come talvolta avviene, il reddito da locazione non ha impatto sulla tenuta immediata dei conti del proprietario, riprogrammare le scadenze dei pagamenti in quest’anno 2021 potrebbe permettere al locatore di mantenere il rapporto con un inquilino che si era dimostrato, in tempi normali, un buon pagatore. Sono ben 100 milioni di euro di contributo da parte dello Stato, per cui agli oltre ai 50 milioni già stanziati nel decreto Ristori, si aggiungono altri 50 milioni di risorse della legge di Bilancio approvata a fine anno 2020. Queste somme verranno utilizzate come contributo a fondo perduto, per il 2021, ai proprietari immobiliari che riducono il canone di affitto di immobili situati nei Comuni ad alta tensione abitativa — tutte le grandi città e i capoluoghi di provincia — e che siano abitazioni principali del conduttore.

Risorse sono ad esaurimento

Il contributo viene riconosciuto sino al 50 per cento della riduzione del canone — che il proprietario può preventivamente calcolare comunicandolo all’Agenzia delle Entrate — entro il limite massimo annuo di 1.200 euro per singolo locatore. Quindi applicando uno sconto sul canone fino a 2400 euro all’anno, applicabile per tutti i 12 mesi o anche solo alcuni mesi. La misura si applica ai contratti in essere a partire dal 29 ottobre 2020 — data del decreto Ristori — e basterà rinegoziare il contratto depositandolo all’Agenzia delle Entrate. Occorre fare presto (le prime istanze si dovrebbero presentare a marzo 2021… ma la data esatta dipenderà da quando sarà emesso il provvedimento attuativo da parte dell’Agenzia delle entrate) infatti le risorse sono ad esaurimento, ma non si applicherà il meccanismo del clic day che ha dimostrato, abbondantemente, di non aver funzionato. Si applicherà su tutti i contratti di locazione rinegoziati e quindi potrebbe portare ad una riformulazione dello sconto se l’ammontare degli incentivi richiesti dovessero superare le coperture previste che —come detto — sono di 100 milioni.

Come presentare domanda

Ecco come presentare la domanda: per potersi vedere riconosciuto il bonus affitto, il proprietario dell’immobile deve comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate la rinegoziazione del canone di locazione. Questa procedura è necessaria ed indispensabile ed è il punto di partenza per avviare la procedura. In estrema sintesi la situazione è la seguente: se il proprietario di un appartamento calerà l’affitto da 500 a 300 mensili, il Fisco gli corrisponderà un rimborso pari a 100 euro. Il tutto per un tetto massimo di 1.200 euro annuali. In questo momento è a titolo provvisorio solo per il 2021, ma non è escluso che l’iniziativa possa riscontrare effetti favorevoli estensibili ad altri anni d’imposta.

Maurizio Attinelli
Maurizio Attinelli
Coordinatore regionale degli ordini commercialisti di Sicilia, presidente ordine dei commercialisti Ragusa e componente comitato tecnico antiracket e antiusura presso la Prefettura di Ragusa. Magistrato alla Commissione tributaria regionale

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