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“Agata rubata”, un giallo-noir frutto dell’editoria indipendente

Anticipiamo un brano del libro del nostro redattore Valerio Musumeci, edito da Bonfirraro. L'intervista live con l'autore e l'editore

Per gentile concessione dell’editore Salvo Bonfirraro, anticipiamo la prefazione del libro “Agata rubata”, scritto dal nostro redattore Valerio Musumeci. L’autore e l’editore sono stati ospiti di una videointervista trasmessa in diretta sui nostri canali social. Buona visione e buona lettura.

Per lungo tempo, almeno un anno e mezzo dall’inizio del lavoro, l’epigrafe a questo libro è consistita in alcuni versi della canzone Strani giorni di Franco Battiato, scritti con il compianto Manlio Sgalambro (1924-2014): “Ascoltavo ieri sera un cantante, uno dei tanti, / e avevo gli occhi gonfi di stupore / nel sentire: ‘Il cielo azzurro appare limpido e regale’. / Il cielo, a volte, invece, ha qualche cosa di infernale”. Questa strofa si sarebbe incontrata nel corso del romanzo, dando un contributo determinante alla trama. (Non amo, nei romanzi, gli ammiccamenti fine a se stessi, messi lì soltanto per suggestionare il lettore. Per me tutto ciò che si mette nel piatto dev’essere commestibile. E gli scarabocchi con l’aceto balsamico servono solo a mascherare di aver cotto male il filetto).

Più o meno quando il romanzo ha trovato la sua impostazione definitiva, ho deciso di sostituire i versi di Battiato e Sgalambro con quelli del grande Luis Bacalov (1933-2017). Si tratta della celeberrima themesong del film Django di Sergio Corbucci (1966), utilizzata anche da Quentin Tarantino nella sua rivisitazione del 2012. Qualcosa, in quelle parole, mi colpiva profondamente. Dopo parecchi ascolti, ho capito che era l’uso del termine “shower” (letteralmente “doccia”, ma anche “pioggia”, “scroscio”, “secchiata”), che come si vedrà è incredibilmente consonante con l’immagine che mi frullava in testa per la conclusione del libro. Presente, in qualche modo, anche in Strani giorni, ma in modo assai meno nitido. Da questo punto di vista, ricordarmi di Django è stato un vero colpo di fortuna. O un’illuminazione. O un aiuto.

Scelti i versi, si poneva per me il problema di individuare la mano felice che li aveva scritti. I crediti del brano, infatti, citano soltanto Bacalov: il quale è certamente autore della musica. Ma le parole? Dopo qualche ricerca, meno approfondita di quanto avrei voluto, sono giunto alla conclusione che appartengano al grande Franco Migliacci (classe 1930. Tanto per dire, l’autore de Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno), uno dei parolieri più importanti del Novecento, fino al 2005 presidente della SIAE. Tuttavia Migliacci non è accreditato come autore del testo, e il brano non compare nella sua produzione ufficiale. Dunque?

A contribuire alla stesura, secondo il database Discosgm.com, fu il cantautore britannico Robert Mellin (1902-1994. Tanto per dire, l’autore del testo di My one and only love, incisa tra gli altri da Frank Sinatra, Dean Martin, Sting e Bob Dylan). In effetti, l’utilizzo metaforico del termine “shower” suggerisce un’intimità da madrelingua con l’inglese. Anche Mellin, a ogni modo, non risulta nei crediti del brano. L’originale, orchestrato e diretto da Bacalov, fu inciso da Rocky Roberts (1938-2005. Tanto per dire, il cantante di Stasera mi butto). Sua è la voce che si ascolta durante i titoli di testa e di coda del film di Corbucci. Anni dopo fu inciso, in italiano, anche da Roberto Fia (tanto per dire, l’autore della musica de Uno su mille ce la fa di Gianni Morandi). E sono certo che cercando ancora, ancora avrei trovato, come sempre avviene.

Capite dunque perché qui sopra ho dovuto limitarmi a scrivere “Bacalov”, come da crediti originali. E tuttavia l’immagine dei versi è talmente perfettamente aderente a ciò che immaginavo per la fine di questo libro che mi sembrava giusto rendere merito al vero, anzi ai veri autori. Ciò detto, se siete arrivati alla fine di questa nota, suppongo siate pronti ad affrontare il romanzo. L’autore, come vedete, ce l’ha messa tutta per disincentivarvi. Adesso sono tutti fatti vostri.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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